giovedì 16 giugno 2016

Brava Roberta!!

La nostra socia Roberta è stata premiata nel corso di una cerimonia ufficiale come la prima classificata della European Cycling Challenge 2016 per la 'squadra' del Comune di Verona. Si tratta di una sfida di ciclisti urbani che si svolge il tutta Europa dal 1 al 31 Maggio: vince la città europea che pedala di più!! 
Il momento della premiazione

La sfida è aperta a tutte le persone che vivono nelle città partecipanti suddivise poi in 'squadre' afferenti all'ente o azienda di lavoro. Una bella iniziativa europea che ha visto coinvolte decine di città e migliaia di appassionati per promuovere la mobilità sostenibile.
L'edizione del 2016 ha visto la partecipazione di ben 52 città di paesi come la Polonia, la Spagna, il Portogallo, l'Ungheria..per un totale complessivo di oltre 45.000 partecipanti!

Verona si è classificata al 27° posto con 34mila km percorsi, con il Comune di Verona in testa alla classifica delle squadre cittadine.

Roberta nel solo mese di maggio ha percorso ben 342 km, facendo spola da casa al lavoro, circa 10 km a tratta, quasi tutti i giorni.
Dal sito ufficiale, la classifica per squadre, Comune di Verona

Allora...complimenti a Roberta da parte del Direttivo AdM e di tutti i soci e simpatizzanti...

PS: ecco perchè è salita al passo Cima Banche, alla ciclabile Dobbiaco-Cortina di giugno, senza alcuna difficoltà e in assoluta scioltezza...!!



venerdì 20 maggio 2016

19 giugno 2016 - Riserva naturale integrale Tre cime del Monte Bondone

le tre cime del Bondone - fonte www.park.it
Un percorso classico, con molte varianti di varia difficoltà, in un ambiente tutelato dalla Riserva Naturale del Monte Bondone e che offre  bellissimi panorami a 360 gradi.  La percorrenza  non è impegnativa. La segnaletica è buona come pure la manutenzione dei sentieri.
Luogo e ora di partenza: Casello VR Nord ore 08.00 
Itinerario di accesso : Uscita A22 TN Sud, - località Viote Monte Bondone 
Tempi e Dislivello : 4 ore di cammino - 600 mt di dislivello
Difficoltà : E (Escursionistica)
Per info e iscrizioni : Gianni Morandini 3485290404
Itinerario: dal parcheggio (a pagamento in alta stagione invernale)  si segue per un breve tratto la provinciale in direzione di Garniga per poi deviare ben presto a destra, sud-ovest, seguendo il segnavia 607, che indica Costa de Cavai e Cornetto. Lasciandosi alle spalle “la civiltà” si risalgono in moderata pendenza  dei bei pascoli seguiti da una fascia caratterizzata da vegetazione di basso fusto. Il sentiero 607 sale in direzione sud lungo un costolone  che  offre bellissimi panorami sul Carè Alto e sulle Dolomiti di Brenta.  Procedendo si arriva così ad un relativamente  stretto filo di cresta, prativo verso ovest, che porta direttamente ai piedi del Cornetto. Il sentiero ben consolidato a valle con rinforzi di legno rasenta alcune roccette e poi arriva ad intercettare il sentiero 617 che passando a nord del Cornetto prosegue verso il Monte Stivo.  Qui  c’è la possibilità di salire  al Cornetto  in circa 10 minuti con percorso non molto difficile (salita altamente raccomandata). Dalla cima si ritorna al bivio con il 617 e qui ci si dirige verso il Dos di Abramo prendendo un sentiero senza numero  che in direzione est porta in breve alla erbosa  sella tra   il Cornetto e il Dos Abramo. (questa scorciatoia evita di dover aggirare da ovest e sud ovest il Cornetto). 
Il cammino ora prosegue su un terreno  misto di erba e mughi  e risale  con media pendenza il  crinale sud di Cima Verde. Da qui si ignora il segnavia 630, sentiero attrezzato Sparavei  che in direzione  est porta dapprima al Bivacco larentis, poi a Malga Albi e infine a Garniga Terme.  Dalla  Cima Verde invece si scende in direzione nord sul facile sentiero 636 che  percorrendo la Val del Merlo va a intersecare la provinciale per Garniga  nella parte  sud della piana delle Viote, 500 metri a sud del parcheggio.

martedì 10 maggio 2016

12-13 maggio 2016 - il FILM FESTIVAL LESSINIA a Verona


Giovedì 12 maggio 2016Aula magna Silos di Ponente Polo Universitario Santa Marta 
(Via Cantarane, 24)


Ore 18.30
di Camille Chamereuil - 52’, Francia, 2014

di Eloise Barbieri - 57’, Italia, 2015

Ore 21.00
di Vahram Mkhitaryan - 30’, Polonia, Armenia, 2014

di Michele Cirigliano - 72’, Svizzera, 2014


Venerdì 13 maggio 2016
Porta Palio

Ore 19.00
Apertura dell’Osteria del Festival con taglieri di formaggio Monte Veronese DOP e salumi della Lessinia. Vini Bertani

Ore 21.00
In a Gipsy Mood in concerto. Alessandro Terron, Davide Veronese, Davide Vincenzi

Ore 22.00
di Guðmundur Arnar Guðmundsson - 15’, Danimarca, Islanda, 2013

di Rodd Rathjen - 8’, India, Australia, 2013

ORE 22.30
Tobjah & Pippo from C+C=Maxigross Dj set

Ingresso libero e gratuito a tutte le manifestazioni

mercoledì 4 maggio 2016

2-3 giugno 2016 - CICLABILE TRA LA VAL PUSTERIA E LA CONCA AMPEZZANA

Quest'anno il nostro tradizionale appuntamento con le piste ciclabili ci porterà a percorrere uno dei più bei itinerari in mezzo alle Dolomiti.
La ciclabile che da Dobbiaco porta fino a Cortina e ulteriormente fino a Calalzo è ricavata sul vecchio sedime della ferrovia che è rimasta in funzione fino agli inizi degli anni 60 del secolo scorso.
Il primo giorno, una volta raggiunti Dobbiaco ed esserci sistemati presso l'Ostello in cui pernotteremo , prenderemo la ciclabile per raggiungere Sesto Pusteria fermandoci per la pausa pranzo al sacco alle sorgenti della Drava.
Al rientro da Sesto Pusteria nel pomeriggio ci fermeremo presso le piscine di San Candido per un bagno ristoratore ( http://www.acquafun.com/it/ ) si rientra poi a Dobbiaco per la cena.
Il secondo giorno prenderemo la ciclabile in direzione Cortina d'Ampezzo passando attraverso lo stadio dello sci di Fondo di Dobbiaco. Da Dobbiaco al passo di Cimabanche il percorso si svolge in leggera salita seguendo il vecchio itinerario della ferrovia e che d' inverno si trasforma in una bellissima pista di sci di fondo.
Da Passo Cimabanche fino a Cortina e successivamente fino a San Vito di Cadore il percorso è tutto in discesa.
Bisogna prestare molta attenzione nell'attraversare Cortina d'Ampezzo in quanto la ciclabile passa attraverso la cittadina incrociando parecchie strade. A Cortina ci si può fermare per il pranzo e si può approfittare della fermata per fare una passeggiata nella "perla delle Dolomiti".
Da Cortina poi in una decina di chilometri raggiungeremo sempre in discesa San Vito di Cadore.
E' assolutamente fondamentale arrivare a San Vito prima delle 15.30 in quanto poi gli autisti dovranno lasciare le bici per rientrare a Dobbiaco a riprendere le auto. (Alle 15.36 c'è l'autobus per Cortina e successivamente da li si prenderà l'autobus per Dobbiaco).

Informazioni utili e dotazioni obbligatorie:
  • Partenza da Verona ore 7.00 (parcheggio Verona Nord o Piazza Chievo) - successivo ritrovo ore 11 a Dobbiaco nel parcheggio della stazione ferroviaria. Richiesta la massima puntualità.
  • Il percorso della ciclabile è misto (asfalto/sterrato) e si presenta in buone condizioni a parte un pezzo prima di arrivare al Passo Cimabanche che è un pò sconnesso. Il primo giorno è previsto  di percorrere  una trentina di Km mentre il secondo supereremo la quarantina. 
  • Si raccomanda di avere le biciclette in buono stato di manutenzione con particolare attenzione alle coperture e i freni!!
  • Per i partecipanti è obbligatorio l'utilizzo del caschetto e per i bambini anche il giubbetto ad alta visibilità,serve inoltre essere dotati di fanali alle bici o una pila frontale in quanto prima di arrivare a Cortina c'è una galleria molto lunga e buia, inoltre nel dopocena in Ostello è possibile fare una pedalata in centro a Dobbiaco o nella vicina Villabassa.  E' opportuno portare anche un Kit per riparazione della bicicletta.
  • Avendo le macchine parcheggiate davanti all'Ostello, sia il primo che il secondo giorno si potrà viaggiare leggeri,lasciando tutto il materiale superfluo in auto.
  • il primo giorno è prevista la fermata alle piscine di San Candido per cui chi vuole deve portarsi il materiale per il bagno.
  • Si ricorda che in Ostello pernotteremo con la formula della 1/2 pensione che prevede questo trattamento:  35,5€ a persona + 1,10€ di imposta comunale di soggiorno per over 14 anni, i bambini tra i 6 e 11 anni hanno uno sconto del 10% ( http://toblach.jugendherberge.it/cs.asp?st=1&sp=it ).
    Ovviamente per chi ha già versato la caparra quest'ultima verrà detratta dal conto.
AL MOMENTO NON CI SONO PIU' POSTI DISPONIBILI IN OSTELLO,
QUALORA CI FOSSERO DELLE DEFEZIONI DELL'ULTIMO MINUTO VERRA' FATTA APPOSITA COMUNICAZIONE SUL BLOG E TRAMITE POSTA ELETTRONICA AGLI ISCRTTI ALLA MAILING LIST.

PER QUALSIASI INFORMAZIONE CONTATTARE I SEGUENTI NUMERI:
>> 348 5290404 Gianni Morandini
>> 335 7186186 Andrea Negri

sabato 9 aprile 2016

su http://www.planetmountain.com/ segnaliamo un interessante articolo della "Zona Sacra del Monte Pasubio"

PHOTO BY AdM
La Zona Sacra del Monte Pasubio, una camminata nei luoghi della prima guerra mondiale
06.04.2016 di Alberto Bosa

Una visita alla Zona Sacra del Monte Pasubio nelle Piccole Dolomiti attorno al rifugio Achille Papa, per scoprire questo importante luogo simbolo della Grande Guerra e dell’assurdità di tutti i conflitti. Di Alberto Bosa.

AB ALTO AD ALTUM
CHI HA SALITO SENZA PALPITI D'AMORE
QUESTO CALVARIO DELLA PATRIA
CHI NON SOSTA CON ANIMO PURIFICATO
SU QUESTA ROCCIA GLORIOSA
NON ENTRI IN QUESTO RIFUGIO
NÈ CONTEMPLI DA QUESTE LIBERE ALTEZZE
LA DOLORANTE FECONDITÀ DEL PIANO
E IL MISTERO DEI CIELI.
La sez. di Schio del C.A.I. dedica e consacra agli Eroi del Pasubio – Porte di Pasubio 2/7/1922

Si può accedere alle Porte del Pasubio (1928 m s.l.m.) da ciascuna delle 4 valli che delimitano il massiccio montuoso: Posina, Terragnolo, Vallarsa e Leogra. Ci sentiamo comunque di suggerire la Strada Provinciale 46 del Pasubio che da Vicenza, passando per Schio, Valli del Pasubio e Pian delle Fugazze, termina a Rovereto. Dal Pian delle Fugazze (1162 m s.l.m.), dove vi è ampio parcheggio, ha inizio il sentiero n° 179 che, salendo per la Val di Fieno, in 2 ore e mezza di cammino conduce al rifugio. Durante la stagione estiva è possibile usufruire del servizio bus navetta fino alla Galleria D'Havet (1800 m), a circa 45 minuti dal rifugio lungo la Strada degli Eroi (399)...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU http://www.planetmountain.com/ 

i martedì 2016 del CAI VERONA ..

domenica 3 aprile 2016

Il GRANDE ritorno di Davide all'alpinismo !

ieri..vajo dell'acqua - cima Zevola, Piccole Dolomiti

sabato 26 marzo 2016

17 aprile 2016 - ciclabile dei colli

photo by magicoveneto.it
L'anello cicloturistico dei colli euganei, inaugurato nel 2012 e ideato in cooperazione con le sette provincie venete è stato creato per portare turisti ed appassionati della bicicletta a scoprire il Parco Regionale con i suoi sublimi paesaggi collinari, una piacevole riscoperta della natura che offre la possibilità di visitare realtà di paese, castelli, chiese e ville che attirano visitatori da ogni parte d'Italia e del mondo

Il percorso è tutto in piano e asfaltato, salvo alcuni tratti sterrati, ma agevolmente percorribili. Per la maggior parte l'anello si svolge in sede propria, a parte gli attraversamenti dei centri abitati e qualche breve tratto in sede promiscua (sempre comunque con bassa intensità di traffico).

Per informazioni ed iscrizioni: Luciano Mozzo - tel. 329 6478906

Luogo e ora di partenza: San Bonifacio - Via Sorte 47 - parcheggio EUROSPAR - ore 8:30

Percorso automobilistico: San Bonifacio-Lonigo-Orgiano-Sossano-Lovolo-Ponte Tezze-Carbonara-Rovolon - km 40 circa
Ritrovo a Bastia:  Parcheggio Supermercato Simply - rotatoria prima del centro abitato di Bastia di Rovolon

Tipo di bicicletta:  non adatto alle bici da corsa (con pneumatici piccoli). Tutte le altre vanno bene, attenzione alla manutenzione, pneumatici, freni ecc. Portare almeno una camera d'aria di scorta.

Attrezzatura e pranzo:
- Pranzo al sacco
- caschetto obbligatorio per i minori - vivamente consigliato anche per gli adulti.
- giacca a vento leggera
- occhiali da sole
- borraccia
- ricambi per foratura/camere d'aria

Descrizione del percorso:
castello di Monselice - photo by http://www.collieuganei.it
La nostra base di partenza sarà Bastia di Rovolon. Imboccata la ciclabile sul canale Bisatto (emissario del Bacchiglione e del Lago di Finon) in direzione sud, attraverseremo Vò Vecchio, Lozzo Atestino (Castello di Valpona) per arrivare dopo 22 km al centro di Este, dove faremo sosta per il pranzo (possibilità di utilizzare i servizi del parco di Castello Carrarese compatibilmente con l'evento in corso "Este in fiore").
Dopo la sosta riprenderemo l'argine del Bisatto che in 10 km ci porterà all'antica città medievale di Monselice, ben visibile da lontano il mastio che svetta dall'alto del colle della rocca.
La pista riprende dopo il centro storico e costeggiando il canale rettilineo ci porterà a Battaglia Terme, centro con importanti opere di regolazione idrica. Poco prima si può ammirare Villa Emo. Abbandonato il canale Bisatto, prenderemo l'argine del canale Battaglia e in distanza si potrà già ammirare l'inconfondibile mole di castello Cataio (7km da Monselice). Si prosegue la ciclabile verso Montegrotto costeggiando canalette e sedime della ex ferrovia di Teolo, fino a raggiungere il monastero benedettino di Praglia (km 50 dalla partenza).
Attenzione all'abbigliamento.. per chi vorrà visitare i locali del monastero.
Mancano ancora una quindicina di km alla chiusura del giro, chi avrà ancora gambe proseguirà, gli altri potranno aspettare i più audaci (autisti..) che recupereranno la macchine.

domenica 13 marzo 2016

I NAUFRAGHI DEL MONTE BALDO.. circa 20 anni fa..

 ..e ci siamo cascati un’altra volta.. Come se non lo sapessimo quanto diventano dure le nostre montagne in condizioni invernali. Conosciute in estate, pascoli per pigre mucche e creste percorse da comodi sentieri si tramutano in inverno in trappole per ignari alpinisti.
Noi c’eravamo dentro con tutti i due i piedi o meglio scarponi..

Eravamo partiti il giorno prima in tre. Dalla stazione di arrivo della seggiovia di Prada (Monte Baldo – Verona) avevamo proseguito lungo la cresta di Costabella. 
Avevamo seguito tutto il percorso di cresta fino al tratto più impegnativo “passo del cammino”. Stavamo attrezzando la discesa in corda doppia. “ma dov’è l’ancoraggio ? a luglio era proprio qui ! lo ricordo bene !” urla Enrico mentre io lo assicuro su uno spuntone di roccia. Intanto parlo con Marco al mio fianco. “per fortuna che oggi pomeriggio scendo..non vorrei essere nei vostri panni, domani” afferma guardando verso il tratto di cresta dopo il rifugio telegrafo. 

Guardo anch’io ed in effetti mi sembra stracarico di neve e molto impegnativo. Cerco di applicare la solita regola (“è inutile che continui a a guardare, tanto sai bene che una volta che ci sei dentro risulterà più facile..non guardare, non spaventarti per niente..”).
Dopo aver scavato per quasi mezzo metro, ritroviamo l’ancoraggio, attrezziamo velocemente la doppia ed in pochi minuti atterriamo di nuovo sul filo di cresta. Ci rendiamo conto della quantità di neve presente nel percorrere la cresta che ci porta al rifugio. La neve non era eccezionale, si sprofondava e sicuramente non infondeva sicurezza..

Arriviamo nel primo pomeriggio al rifugio, Marco ci saluta e scende velocemente verso la valle ed il sentiero che riporta a Prada.
Rimaniamo fuori cercando di catturare gli ultimi raggi di sole, ci rendiamo subito conto di quanto è freddo nel bivacco invernale. E’ una spoglia stanzetta con due letti castello ed un tavolino, con scarso isolamento delle mura. Accendiamo un paio di candele, mi levo l’orologio con il termometro e lo appoggio sul tavolo, sono proprio curioso di verificare quanto riusciamo a scaldare l’ambiente.. è pomeriggio tardi, ma troppo presto per la cena. 
Ci infiliamo nel sacco a pelo.
Restiamo a riposare un’oretta e poi cominciamo a preparare la cena. 4 gradi centrigradi ! Abbiamo alzato la temperatura di un grado !
Cena veloce e poi subito a letto. L’ambiente è abbastanza tetro e non confortevole, ma mi addormento in fretta. 

La sveglia è all’alba, vogliamo partire presto, ci rendiamo conto di quanto è più lunga la seconda parte della cresta. Vorremmo arrivare a Tredes Pin in tempo per scendere con la funivia a Malcesine..poveri illusi.
L’uscita dal bivacco è quasi una liberazione, si ha quasi la sensazione che la temperatura esterna sia più alta di quella del nostro umido “cubo”.

Il primo tratto di cresta scorre veloce e senza particolari difficoltà, proseguiamo in conserva, prestando sempre molta attenzione. Il pesante ed ingombrante zaino ci sbilancia nelle manovre.
Poi il percorso si complica, il sentiero sparisce e siamo costretti a percorrere l’affilato filo di cresta.
Si complica ulteriormente, il filo di cresta non è più percorribile, continuiamo a scavalcarlo dal lato Novezzina, lago e viceversa. Mi vengono in mente le paurose immagini delle traversate oceaniche in barca a vela.
Le creste ed i pendii sembravano le onde e i cavalloni dell’oceano, congelati in incredibili forme. I minuti le mezzore e le ore passavano, non ci accorgevamo, solo controllando l’orologio ci rendevamo conto di quanto eravamo lenti…
Poi anche la neve diventa difficile, siamo subiti esposti al sole e la ghiacciata superficie nevosa si scioglie.
Percorriamo anche tratti pericolosi in traverso…senza spunti sicuri di assicurazione..
Arriviamo sotto la cima valdritta intorno alle 12.30. Cinque ore dalla partenza dal Rifugio Telegrafo.

E’ evidente che abbiamo accumulato un ritardo enorme..l’unica possibilità..la fuga
Non è percorribile il facile sentiero di discesa verso Novezzina, non sappiamo nemmeno individuarlo nel pendio uniforme. L’alternativa è il sentiero che scende nel vallone lato lago di Garda che dovrebbe portarci alla stazione intermedia della funivia di Malcesine.. la salvezza.

Cominciamo a scendere e da subito capiamo che ci siamo infilati in una trappola.. la neve arriva alla vita, ogni passo è un incubo, un passo e dopo dobbiamo tirarci fuori dal buco creato dal nostro peso e quello dello zaino, alcune volte dobbiamo appoggiarci con le ginocchia per uscire, arriva anche la nebbia..
Non riusciamo più a mantenere l’ipotetica traccia in diagonale, ci rendiamo conto che la gravità ci porta verso un canalone in discesa. Diventa sempre più ripido, immersi nella nebbia.
Ci rendiamo conto di infilarci in una zona molto pericolosa, questo versante del baldo è percorso da canaloni ripidi che portano verso il lago, ma non sono percorribili e molto selvaggi. Ma non abbiamo altra scelta. Sarebbe impossibile tornare sui nostri passi.
Ad un certo punto ci vediamo costretti a scendere in corda doppia, sfruttando un albero
Poi una seconda calata, una terza.. arrivati in fondo Enrico mi guarda e mi confessa di aver dimenticato la piccozza alla prima calata…andiamo bene, solo con i ramponi su un terreno di questo tipo.

La preoccupazione cresce sempre di più. Comincio a fare l’inventario di quello che ho nello zaino. Da una parte mi sento tranquillo perché disponiamo del materiale da bivacco, del gas e anche un po’ di viveri. Ma la vera angoscia è: come facciamo chiamare i soccorsi ? Come facciamo avvisare casa che siamo bloccati ?

Continuiamo a scendere con corde doppie e arrampicando in discesa.. le ore passano attraversando sentimenti contrastanti. A momenti sembra di intravedere qualcosa, la visibilità migliora leggermente e le speranze aumentano, poi subito si chiude tutto ed il terreno diventa di nuovo difficile da percorrere.
Poi diminuisce il manto nevoso, ci rendiamo conto di essere scesi molto di quota e tutto d’un tratto intravediamo l’Isola del Trimelone di fronte ad Assenza e mi rendo conto di dove siamo ! 
Siamo al settimo cielo anche perché il terreno diventa facilmente percorribile, un ghiaione formato da piccoli massi che ci porta verso i prati. Ci giriamo indietro ed abbiamo i brividi ? Ma da li siamo scesi ? 
Trovo anche il sentiero (ci sono passato durante una gita estiva) e nel giro di tre ore raggiungiamo Malcesine.. dai 2200 m della Cima Telegrafo abbiamo raggiunto 89 metri sul livello del mare o meglio del lago !

Sporchi, stanchi ma felici siamo alla stazione delle corriere di Malcesine, con i nostri pesanti scarponi invernali ed il nostro carico sembriamo astronauti ritornati sulla terra !

Andrea N.