lunedì 29 novembre 2010

Skialp.. SI RICOMINCIA ! 27 novembre 2010..Cima Costabella - Monte Baldo

27 novembre 2010
Abbiamo iniziato la stagione sci(alpinistica) con la classica delle classiche per i veronesi: Cima Costabella, quest'anno con la salita della Val Vaccara.
Neve non uniforme, ma panorami sempre stupendi! In cima freddo, tolte le pelli siamo scesi immediatamente.
Andrea Negri

domenica 28 novembre 2010

Proiezioni films a Valgatara nell’ambito della decima edizione della rassegna Montagna-Cinema

Estratto dal sito http://www.caivalpolicella.it:
Iniziativa realizzata con la collaborazione di: Biblioteca di Marano di V.P., Comune di Marano di V.P e Banca di Marano.
Le proiezioni si terranno presso la SALA CIVICA di Valgatara
(Adiacente il campo sportivo) - Inizio alle ore 21:00

Venerdì 12 novembre 2010 - Au-dela des cimes
Arrampicare con Catherine Destivelle
Regia di Rémy Tezier 75’; Francia; 2008
Le inquadrature vertiginose riprese dall’alto o dal basso delle pareti di granito, i primi piani su una mano che procede a tastoni lungo una fenditura della roccia alla ricerca di un punto d’appiglio sicuro, esprimono meglio di qualunque altra cosa la forte passione per la montagna in questi paesaggi sontuosi che rappresentano un’autentica delizia pergli occhi. Il respiro affannoso e il soffiare del vento, che accarezza e poi maltratta quei corpi in movimento, danno allo spettatore un’idea dell’inesprimibile felicità di essere“lassù”. La compagnia dell’altro, il compagno di cordata, nell’intimità di una staffetta su una parete di ghiaccio o di un bivacco in cima a un picco sottile, rendono l’idea del senso dell’amicizia. In una montagna esaltata come scenario, questo film tratta argomenti così profondi e importanti come la passione, la famiglia, l’amicizia, l’amore… CatherineDestivelle, è uno dei più grandi personaggi dell’alpinismo e tra gli scalatori più conosciuti ai giorni nostri, sia in Francia che all’estero. La sua notorietà la rende un’eccellente ambasciatrice della montagna.


Venerdì 26 novembre 2010
Tor des Géants - Endurance trail della Val d’Aosta
Riprese, regia e montaggio di Ela Monti 40’; Italia; 2009

Il Tor des Géants è la prima e unica gara che unisce la lunga distanza all’individualità del corridore, non sono imposte dall’organizzazione tappe forzate, vincerà chi metterà meno tempo gestendosi i riposi e le fermate ai ristori. Il tempo massimo per concludere la prova è di 150 ore. Il Tor des Géants è la prima gara di questo genere che coinvolge una regione intera, lungo i suoi bellissimi sentieri ai piedi dei più importanti 4000 delle Alpi. Tutte queste peculiarità fanno di questa corsa una gara unica ed inimitabile: 330 km di sentieri alpini, 24.000 metri di dislivello positivo, da 300 a 3.300 metri di altitudine. Il filmato illustra il percorso della gara, “testato” da4 atleti nel settembre 2009 con una “edizione zero”. La prima edizione della gara si è svolta nel settembre 2010. Inoltre vi “recita” anche una breve particina Giovanni Storti del trio Aldo Giovanni e Giacomo.La manifestazione è stata ideata e promossa dal prof. Piero Trabucchi, valdostano e docente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona, autore di testi sulla resistenza sportiva e atleta impegnato nell’edizione zero. Con alcuni suoi studenti ha effettuato test e misurazioni sulle reazioni psico-fisiche degli atleti impegnati in una prova “estrema”. Il filmato sarà introdotto da Roberta Peron (atleta) e Stefano Bertolazzo (Università di Verona).

Venerdì 3 dicembre 2010
Gothulti - Una scalata umanitaria sui ghiacci dell’Hindu Kush
Regia di Stefano Bandiera 45' ; Italia; 2009 “Chantir Gah 2009”, il nome della scalata sui ghiacci dell’Hindu Kush, ha realizzato insieme più obiettivi: ha violato tre vette, ha costruito un acquedotto per le popolazioni locali ed ha visto nascere il progetto di un centro alpinistico da intitolare a Cristina Castagna, l’alpinista valdagnese morta tragicamente, precipitando dal Broad Peak. Patrocinata dall’associazione delle sezioni vicentine del Cai e dalla onlus Montagne Solidarietà di Avio, il gruppo ha visto all’opera sei alpinisti vicentini, due padovani, un medico emiliano e il cine operatore torinese Stefano Bandiera. Le immagini girate riguardano la costruzione dell’acquedotto nel villaggio di Gothulti, dove ora la scuola elementare, la popolazione e i turisti che faranno base qui per le ascensioni possono disporre di acqua potabile e igienicamente sicura. Inoltre il film propone una panoramica delle montagne dell’Hindu Kush con le ascensioni recenti compiute dai vicentini.La serata sarà presentata da Tarcisio Bellò, uno dei protagonisti della spedizione.


Venerdì 14 gennaio 2011
Montagne in fiamme - Il cinema di montagna di Luis Trenker
Regia di Luis Trenker 98’; Germania-Francia; 1937È la prima opera diretta e interpretata da Trenker. La parola, in questa pellicola, è lasciata alla montagna.Dunque roccia, neve, mitragliatrici, dinamite e viso di Trenker. Il film è un documento a favore delle Dolomiti e contro la guerra del 1915-1918 sul fronte austro-italiano.L’altoatesino Florian Dimai è soldato nell’esercito austro-ungarico. Dall’alto dei monti egli può vedere il paese natio. Vi abitano ancora la moglie e il bambino. Ma anche un suo amico e compagno di scalate, il conte Arturo Franchini, ufficiale italiano che partecipa alla posa di mine per far saltare gli austriaci sul Col Alto. Dimai-Trenker nottetempo scende in paese a spiare i nemici italiani. Viene a sapere delle mine. Avverte i compagni appena in tempo per salvarsi. Alla fine della guerra i due ritornano a scalare insieme. La guerra, atroce, è soltanto un ricordo. Il film si chiude con una sequenza ambientata nel 1931 in cui Dimai e Franchini, non più guida e cliente ma ormai amici, rivisitano insieme i luoghi della battaglia.


Venerdì 28 gennaio 2011
Das Kalb in der Kuhund das Korn in der Kist

(Il vitello nella mucca e il grano nella cassa)
Regia di Josef Schwellensattl89’; Germania; 2006

Gasìngala, un violino in Lessinia
Regia di Alessandro Anderloni

15’; Italia; 2001
L’Oberhof è uno degli ultimi masi in fondo alla Val d’Ultimo. Da secoli ci abitano gli Schwienbacher, i fratelli Luis e Wascht con la loro anziana madre, Zilla. Alla fine di giugno, con falce e rastrello, si trasferiscono a malga Tufer, a 2000 metri, e, in agosto, falciano il prato, minuziosamente e con amore. D’inverno,il fieno viene caricato sulle slitte e legato con le corde ricavate da pelle di mucca, costruite pazientemente dai fratelli stessi. La discesa delle slitte a valle è una festa. Un tempo le ragazze sceglievano il ragazzo conla slitta più bella. E poi si ballava, tutti insieme. Ora, invece, non si balla più: mancano le ragazze.Entrambi i film provengono dal Film Festival della Lessinia e saranno presentati da Alessandro Anderloni,direttore artistico della rassegna.

venerdì 26 novembre 2010

DA WWW.LARENA.IT:La montagna di luce Geografia, storia e vita dell'altopiano

ESTRATTO DA http://www.larena.it/
LESSINIA. Oggi a Verona si presenta il libro. Il geografo Ugo Sauro sa rileggere nel paesaggio i segni di una civiltà Bellissime foto dall'aereo.
Lessinia — «Luxinum», scrivevano nel IX secolo — significa montagna della luce: davvero illuminante è il volume illustrato che ha dedicato all'altopiano Ugo Sauro (Lessinia, Cierre edizioni, 273 pagine, 39 euro). Il volume viene presentato oggi alle 17,15 all'Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona (via Leoncino 6). Con l'autore — originario della Lessinia, geografo e già docente all'università di Padova — parleranno Giovanni Battista Castiglioni e Gian Maria Varanini. Il libro offre un quadro completo della storia naturale e umana della Lessinia, attraverso la sintesi di materiali documentali d'ogni genere: geologici, archeologici, artistici, devozionali. È arricchito da bellissime fotografie, tra cui spettacolari riprese aeree, che mettono in evidenza il paesaggio e la memoria storica che vi è custodita. Il testo non manca di denunciare i casi in cui l'impatto umano nell'area ha inferto ferite a un ambiente meraviglioso.

sabato 20 novembre 2010

da www.larena.it Ben 83 frane in 15 giorni Non succedeva dal 1992

estratto da http://www.larena.it/:
LA MONTAGNA. L'ufficio del Servizio forestale regionale ha chiesto a Roma 2,6 milioni di euro di contributi La maglia nera spetta a Vestena e il secondo posto nel disastro a Selva, a Peri intervento urgente perché è a rischio la ferrovia
Vestenanova, con 28 frane in 15 giorni, dal 3 novembre a ieri, ha la maglia nera del Comune veronese più dissestato in una classifica che conta 83 episodi di frane, smottamenti, interruzioni di strade a causa dell'acqua, che hanno interessato la provincia da inizio novembre.Al secondo posto di questa classifica del dissesto figura Selva di Progno con 12 frane, mentre la vicina Badia Calavena ne ha quattro e una Tregnago, che porta a una ventina quelle dell'intera Val d'Illasi, immediatamente dopo il record della Val d'Alpone, dove ai numeri di Vestenanova bisogna aggiungere quelli di San Giovanni Ilarione (2) e Roncà (1), oltre alle due di Cazzano di Tramigna che completano il quadro dell'Est Veronese. La Lessinia centrale e occidentale è ben posizionata con le due grosse frane di Sant'Anna d'Alfaedo, Roverè (2), Dolcè (2), Negrar (4) e con una a Grezzana. Su Baldo e Garda la maglia nera spetta pari merito a Brenzone e Malcesine con ben cinque eventi ciascuno segnalati e verificati, quattro a Ferrara di Monte Baldo e Caprino e uno a Brentino Belluno.Questi i numeri assoluti, perché poi l'importanza e la pericolosità degli eventi è determinata da altri fattori. A Sant'Anna, ad esempio, le frane sono solo due, ma interessano entrambe strade provinciali, di cui una è il collegamento principale del capoluogo con la pianura ed è stata ripristinata, mentre l'altra, a Spiazzo, fra Cona e Cerna rimarrà chiusa per mesi...
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martedì 16 novembre 2010

sabato 20 novembre 2010 - Venezia 1881: la misteriosa scomparsa dello scrittore veronese Emilio Salgari

segnaliamo dal sito http://www.valpolicellaweb.it/ nell'ambito della rassegna regionale VENETO SPETTACOLI DI MISTERO 2010:

A 19 anni, dopo essere stato bocciato al Regio Istituto Nautico di Venezia, Emilio Salgari abbandona gli studi e... scompare per un anno. E' il 1881: si dice che s'imbarcò su un mercantile ed effettuò, a pagamento, l'unico vero viaggio per mare della sua vita: da Venezia a Brindisi, e ritorno. Abbastanza perchè, tornato in Veneto, inventasse (o lo fu veramente?) di essere reduce da avventurosi viaggi nei mari del Sud, che documentava mostrando agli amici cimeli esotici, forse acquistati da qualche rigattiere. Da allora iniziò a scrivere romanzi d'avventura ambientati in lontani paesi che, forse, non vide mai... Oppure si?
Recital dell'attore Andrea de Manincor che interpreterà le leggende e gli aneddoti che aleggiano attorno alla vita del romanziere sulla base delle ricerche dell'esperto salgariano Claudio Gallo. All'esterno, mostra con materiale illustrativo sulla figura di Salgari in vista delle celebrazioni dedicate ai 100 anni dalla morte nel 2011 e i 150 anni dalla nascita nel 2012, con esposizione di copie dei romanzi e delle illustrazioni originali. Al termine della serata degustazione di prodotti tipici.

con: Sabrina Modenini e Andrea de Manincor;
musiche dal vivo: Dario Ferronato (chitarra) e Federico Fuggini (piano); scritto e diretto da Andrea de Manincor.

Lo spettacolo si terrà presso il Teatro Parrocchiale di Pedemonte e inizierà alle ore 18.00
Ingresso 5€
Piena accessibilità ai portatori di handicap


Sito ufficiale:
www.spettacolidimistero.it
Per informazioni:
Consorzio Pro Loco Valpolicella
info@valpolicellaweb.it - tel./fax +39 045 7701920

giovedì 11 novembre 2010

da www.larena.it: Malga la Fava, Gardane e San Rocco da scoprire

La Lessinia si arricchirà di nuovi sentieri, meglio collegati e puliti. Questo è uno degli obiettivi del progetto di riqualificazione ambientale e sentieristica della Comunità montana, proposto tramite i bandi pubblicati dalla Provincia nell'ambito delle Intese programmatiche d'area.Oltre al ponte tibetano, del quale riferiamo a fianco, che è un po' l'opera simbolo, gli altri progetti riguarderanno la ristrutturazione della Malga la Fava (recentemente donata dai proprietari al Comune) e un tratto pedonale/ciclabile tra Valgatara e la località La Granda. Un altro sentiero (peraltro già in parte esistente), una volta sistemato, permetterà invece il collegamento tra Malga Biancari e Malga la Fava, mentre un sentiero verrà segnalato anche tra località Gardane e San Rocco e farà da collegamento tra Marano e Fumane.Ma l'opera di maggior interesse sarà la messa in sicurezza per la viabilità pedonale del tratto tra Valgatara e La Granda. La pista sarà realizzata a livello stradale con una zona verde a dividerla dalla carreggiata. «Poi vorremmo installare delle panchine lungo il tragitto e rendere tutta questa tratta agibile anche ai disabili», aggiunge il consigliere Fabio Giacopuzzi. A.C.

Segnaliamo il nuovo numero di Meridiani Montagne, dedicato alle PICCOLE DOLOMITI


martedì 9 novembre 2010

Domenica 14 Novembre 2010 - La misteriosa scoperta delle grotte preistoriche veronesi

Nell'ambito della rassegna regionale "Veneto Spettacoli di Mistero 2010" segnaliamo, estratto dal sito http://www.grottadifumane.it:
photo by http://www.grottadifumane.it

Lo spettacolo si terrà presso il Teatro Parrocchiale di Fumane e inizierà alle ore 17.00
Ingresso 5€ - Piena accessibilità per i portatori di handicap

La Grotta di Fumane era conosciuta col nome de "I Osi" (le ossa), e la gente la riteneva un luogo misterioso e abitato da forze soprannaturali. Nell'Ottocento poi, nelle vicinanze, vi era morto un giovane in circostanze poco chiare... Riparo Tagliente fu scoperto da un professore che affermò di esservi stato attirato da una forza misteriosa. Un giorno sul sito di Scalucce il contadino che lo possedeva rinvenne uno scheletro: lo portò a casa e decise di contattare un esperto...
Non sempre l'archeologia è una fredda disciplina accademica. A volte anche magia e... telepatia indirizzano le ricerche degli studiosi. Un viaggio preistorico condotto dall'archeologo sperimentale Alberto Castagna che, supportato dalla voce narrante di Andrea de Manincor, con l'aiuto di video e musiche farà scoprire i misteri delle grotte preistoriche veronesi. Inotre, una mostra darà la possibilità di toccare con mano copie di materiali e suppellettili, corredi e armi utilizzate dall'uomo preistorico.

Al termine "Merenda dello Sciamoano": degustazione di prodotti tipici.

Attori: Andrea de Manincor e Sabrina Modenini;

Musicisti: Massimo Rubulotta, percussioni e computer; Stefano Benini, didgeridoo e flauti;
interventi storici di Alberto Castagna; scrittura drammaturgica e coordinamento: Andrea de Manincor.

Per informazioni:
Consorzio Pro Loco Valpolicella
www.valpolicellaweb.it -
info@valpolicellaweb.it
tel./fax +39 045 7701920

lunedì 8 novembre 2010

la Biasin..vent'anni fa

era il novembre (o dicembre, non ci sono dossier che lo possono testimoniare) di più di vent'anni fa. Il 1989. Un insolito inverno "caldo". A Pescara record, una clamorosa temperatura di 27° !
Una stagionata fiat 126 percorre ad una non sostenuta velocità la deserta val d'Illasi, la meta dei due occupanti era la "mitica" ferrata Biasin; ritenuta allora, come oggi, un severo banco di prova per gli escursionisti o aspiranti alpinisti.
Eravamo entrambi (io e Diego Marani) molto agitati, era la nostra prima vera ferrata. In effetti ci ha sicuramente impegnato, non tanto per le difficoltà tecniche del percorso - una serie ininterrotta di pioli e gradini metallici - ma più che altro per il gioco di equilibrio che bisognava applicare nel percorrerli, molti erano obliqui.
Raggiungemmo l'uscita della ferrata e la soddisfazione fu enorme, da quel momento iniziò la ricerca di nuovi itinerari e la voglia di fare alpinismo. Da li a poco nacque anche l'Associazione "Amici della montagna" prima con sede a Nogara e poi a Bovolone.
Percorsi professionali, di vita e passioni ci hanno in questi anni divisi, ritrovare in una scatola in cantina queste foto è stata una gioia enorme... sono state anche lo spunto per alcune riflessioni e per capire quanto sono stati importanti questi anni di (amici della) montagna !
Andrea Negri

mercoledì 3 novembre 2010

da www.repubblica.it: La mesta ritirata dei ghiacciai

Glacier Blanc - Ecrins - photo by AdM

AMBIENTE (tratto da repubblica.it) clicca qui per le foto
di Anais Ginori

Un libro e una mostra del fotografo svizzero Hilaire Dumoulin documentano l'agonia dei giganti bianchi del versante nord-occidentale delle Alpi: Aletsch, Rodano, Bossons.
Anno dopo anno, le cime delle Alpi sono sempre meno bianche e si colorano lentamente del verde delle boscaglie o del marrone della terra arida. Un'evoluzione impercettibile a occhio nudo, ma costante e irreversibile.
L'uomo che fotografa la fine dei ghiacciai è uno svizzero che da piccolo viveva in una valle con lo sguardo puntato sempre in alto, laddove la montagna sembra toccare il cielo. Arrivato all'età della pensione, Hilaire Dumoulin si è accorto che quei picchi maestosi, sentinelle che custodiscono da secoli leggende e superstizioni per la gente di montagna, stavano scomparendo. "Quando ero piccolo, non c'erano quasi scalatori, passavano

Vedretta Pendente - Alpi Breonie - photo by AdM
pochissimi aerei e i ghiacciai erano un territorio incontaminato, simbolo di una natura sovrana" ricorda Dumoulin che ha passato quattro estati a girare con la sua Pentax per fotografare la riduzione dei ghiacciai delle Alpi. Nella cultura locale, spiega ancora, le cime bianche delle Alpi sono sempre state una minaccia per gli abitanti delle vallate. Ora, invece, sembrano fragili e destinate all'estinzione per colpa dell'uomo. Mettendo i suoi scatti a confronto con le prime fotografie di metà Ottocento, Dumoulin ha documentato ciò che molte ricerce scientifiche hanno già registrato. In 150 anni, i ghiacciai alpini hanno perso oltre 40% del loro volume d'acqua e si sono ristretti per almeno 50% della loro superficie. Il fotografo svizzero ha per esempio ripreso i primi scatti d'epoca del ghiacciaio di Aletsch, il più grande delle Alpi. Guardandolo negli scatti attuali si capisce quanto sia stato ridimensionato: ha perso 3,6 chilometri in lunghezza e 16,7 chilometri in superficie. In altre foto si vedono foreste o manti di ortiche laddove c'era un tempo c'era solo il gelo. "In alcuni casi ci possono essere naturali evoluzioni geologiche" spiega Dumoulin. "Ma la responsabilità umana è aver spaventosamente accelerato lo scioglimento dei ghiacciai". Il lavoro di Dumoulin è diventato un libro ("Glaciers: passé-présent dur Rhone au Mont-Blanc") e una mostra a Martigny che illustra il fenomeno del riscaldamento climatico. Davanti a certe immagini non c'è più bisogno di commento.

lunedì 1 novembre 2010

da www.larena.it: Giazza-Revolto, la strada senza soldi

da www.larena.it:
SELVA DI PROGNO. Approvato l'ordine del giorno della minoranza sulla messa in sicurezza della carreggiata considerata a rischio caduta massi L'opposizione: «Cosa fa il Comune?». Rozza: «Problema ereditato, già chiesto l'aiuto di tutti gli enti»

È passato con qualche discussione animata, ma all'unanimità l'ordine del giorno presentato in Consiglio comunale dal gruppo di minoranza «Comunità unita – Lega nord», che aveva per tema la messa in sicurezza della strada Giazza-Revolto. Lo scorso agosto il tratto era stato interessato in due punti da un'ordinanza sindacale che vietava la sosta in altrettante piazzole perché ritenuta pericolosa sulla scorta di indagini geologiche che evidenziavano il rischio di caduta massi.«Cosa è stato fatto? Che cosa si pensa di fare? Soprattutto quanto è stato messo a bilancio per intervenire?», ha chiesto l'ex sindaco Silvano Valcasara.Gli ha risposto l'assessore Renato Rozza ricordando che il problema non è di questa estate ma di decine di anni fa, con un rimpallo di responsabilità fra enti: «Stiamo collaborando con tutti e abbiamo chiesto il coinvolgimento anche dei gestori dei rifugi visto che la strada è vicinale e la competenza è dei confinanti, in particolare della Regione che con Veneto Agricoltura gestisce l'intera foresta demaniale. Veneto Agricoltura ha garantito un incontro pubblico per illustrare competenze e interventi, perché è anche nel loro interesse non solo tenere in piedi le piante», ha precisato Rozza, «ma anche sviluppare micro attività economiche nell'area. Da parte loro c'è volontà di impegnarsi con un'amministrazione che sentono sensibile e con gli esercenti del posto. Restano alcune questioni, ma il dialogo è aperto», ha concluso Rozza rinfacciando ...
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da www.larena.it: Il Baldo ha un'aquila-principessa

photo by wikipedia
RITORNO SELVAGGIO. È nata a fine maggio e il suo richiamo, un «kya-kya» ripetuto, si aggiunge a quello degli esemplari già presenti. Figlia di una coppia a lungo seguita da un specialista trentino: ha già preso il volo e ora dovrà cercarsi il proprio territorio.

Baldo struggente di colori autunnali. Contro il cielo terso spicca un volo silenzioso, volteggiante e scivolante, ad ali molto divaricate, con rari battiti. Il dubbio: una poiana o un'aquila? Buona la seconda ipotesi: si tratta di una giovanissima aquila reale, dal colore bianco molto evidente alla base delle penne primarie, e una coda pure bianca con una larga banda terminale scura, il resto del corpo è scuro ma la testa e la nuca sono giallo oro, la coda squadrata, l'aspetto imponente e maestoso: quasi 180 centimetri di larghezza per oltre 80 di lunghezza. Un «kya-kya» ripetuto è il suo verso, frammisto a note fischianti. Un esemplare «immaturo», a detta degli ornitologi.Ora è sola, deve arrangiarsi, trovarsi un proprio nuovo territorio dopo che la coppia genitrice le ha dato la vita a fine maggio e l'ha «educata» fino al suo primo involo il 20 luglio, scortata da mamma e papà. È raro vedere tre aquile nel cielo impegnate in una vera scuola di volo o che perlustrino i fianchi del Baldo, a caccia di lepri, marmotte, cuccioli di volpe, camoscio e capriolo, capretti, agnellini, uccelli...

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