mercoledì 28 settembre 2011

da www.larena.it: Sapori a chilometri zero per mangiare meglio

CERRO. Sabato in piazza si assaggiano i prodotti tipici e si insegna la corretta alimentazione
I bambini impareranno a fare il pane, conosceranno tipi diversi di frutta e verdura e proveranno a cucinare cibi genuini e salutari
«Cerro in piazza», la manifestazione che mette in vetrina la produzione agricola migliore e più genuina del paese, ha fatto la sua scelta di campo puntando su «Salute e nutrizione: il futuro è adesso!», il tema che sarà sviluppato sabato 1 ottobre con percorsi formativi durante la mattinata dedicata ai bambini della scuola primaria e nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18, a tutti i ragazzi, mentre alla sera ci si rivolgerà in particolare ai genitori in un incontro in teatro parrocchiale alle 21 nel quale interverranno il pediatra e docente della facoltà di Medicina dell'università di Verona Angelo Pietrobelli; Ghassan El-Dalati dell'Istituto di Radiologia ed Ermes Vedovi dell'Istituto di Fisiatria, entrambi del Policlinico di Borgo Roma.
L'iniziativa è stata presentata in Provincia dall'assessore alle politiche agricole Luigi Frigotto, che ha ricordato l'alto tasso di bambini sovrappeso e obesi in Italia, che supera il 20 per cento a causa di una scorretta alimentazione: «Ritengo che nutrire i più piccoli con i prodotti tipici sia il metodo migliore per crescerli sani. I nostri alimenti sono infatti genuini e salutari, coltivati e lavorati nel rispetto dell'ambiente, spesso prodotti a chilometri zero e controllati che non siano geneticamente modificati...

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mercoledì 21 settembre 2011

Tovel 2011...Gnocchi !

RINVIATA A DOMENICA 16 OTTOBRE 2011 !
Domenica 9 ottobre 2011: gita in val di Tovel
Adm offre a tutti i partecipanti un piatto di gnocchi presso la Malga Tuena !
E’ indispensabile l’iscrizione !
Per informazioni ed iscrizioni: Andrea Negri tel 335 7186186

Quota di partecipazione non soci Adm 3euro - solo adulti

Immancabile e classica gita di chiusura Adm in Val di tovel. Ritorniamo a scoprire la magia ed i colori di questa splendida valle del Parco Adamello Brenta. Il percorso è adatto anche ai bambini e famiglie, presso la Malga Tuena ci sono tavoli e panche, faremo una lunga sosta, vi aspettiamo!

Luogo e ora di Partenza: parcheggio casello di Verona Nord - ore 7:30

Dislivello: 600 m fino alla malga Tuena
Tempo di percorrenza: 1,5/2 ore fino a Malga Tuena

Difficoltà: E - escursionistico - facile percorso, alla portata anche di famiglie e bambini

Descrizione percorso:
partenza dal parcheggio presso il lago di tovel si imbocca il sentiero dal lago che in circa 1 ora e mezza ci porterà alla Malga Tuena (segnavia 309, in prossimità del centro visitatori).
La discesa verrà effettuata lungo il sentiero che ci riporterà alla località "la porta" a 1032 m.



martedì 20 settembre 2011

da www.larena.it: Lessinia, da gennaio a luglio il turismo ha segnato il passo

PRIMI SETTE MESI IN CALO. In Provincia i conti con le presenze e con i tagli di finanziamenti
Pozzani: «Puntiamo a creare più collegamenti con le aree più gettonate Garantiti gli Iat»
È crollato il turismo in Lessinia nei primi sette mesi dell'anno. Dai dati presentati giovedì dall'assessore provinciale al Turismo Ruggero Pozzani, in occasione della conferenza permanente del turismo, emerge che nell'area montana scaligera le presenze hanno subito un calo del 12,9 er cento, gli arrivi hanno segnato un -3,6 per cento.
«Chi va in Lessinia nella stagione estiva», ha spiegato Pozzani, «raggiunge la seconda casa e questa tipologia di presenze non viene contata nelle rilevazioni. Stiamo comunque lavorando per implementare e potenziare gli impianti, sia per l'estate che per l'inverno, e puntiamo a migliorare i collegamenti tra la Lessinia e i comprensori più affollati dai turisti». Va meglio nel resto della provincia dove, complessivamente, si è registrato un aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sia delle presenze (+3,86%) che degli arrivi (+8,09). In particolare, in città le presenze sono cresciute del 12 per cento, gli arrivi del 15,8, nell'Est veronese, +8 delle presenze e +11 per gli arrivi, nel comprensorio del Garda sono cresciute del 3 per cento le presenze e del 5,5 gli arrivi...
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mercoledì 14 settembre 2011

Addio a Walter Bonatti..un pezzo di storia dell'alpinismo italiano


Bergamo, 22 giugno 1930 – Roma, 13 settembre 2011

STREET BOULDER AL TOCATI VERONA 2011..

estratto dal programma Tocati Verona 2011:
" SAB/DOM 10.00-12.30; 15.00-18.30
Lungadige San Giorgio - Numero nella mappa: 38
Lo Street Boulder è una pratica di arrampicata che si svolge in ambito urbano su palazzi, facciate, finestre, panchine e arredo urbano senza l’uso di corde, ad una altezza massima di circa quattro metri. In particolari occasioni vengono organizzati dalla Street Boulder Italia dei Contest, cioè delle competizioni, e nelle aree da scalare vengono posizionati dei particolari materassi (cash pad) per attutire le cadute. Un tempo i raduni erano clandestini, e venivano indetti all’ultimo momento, così è rimasto l’uso di svolgere i contest in notturna e comunicare il luogo esatto solo poche ore prima. Il primo Street Boulder Contest completamente legale è stato organizzato a Genova nel 2008. Questa disciplina è nata nel 2003 da un’idea di Max Sacchi. Inizialmente il bouldering era praticato da arrampicatori ed alpinisti come forma di allenamento o puro divertimento, nella natura e anche nella forma “indoor”, poi è nato lo Streetboulder, che denota il desiderio di vivere anche nella verticalità le città contemporanee. Nel 2009 nasce l’Associazione Street Boulder Italia, che persegue scopi ben precisi, come il diffondere la cultura dello Streetboulder e delle pratiche affini, l’ampliare la conoscenza dell’ambiente urbano e metropolitano attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni, e allargare gli orizzonti didattici di coloro che insegnano tale disciplina in modo che trasmettano la cultura dell’arrampicata come bene sociale.
A cura di: Street Boulder Verona – Verona "

Street Climb (test for Tocatì) from king rock wild climb on Vimeo.

da www.larena.it: Una festa a Gorgusello per restaurare la torre

PHOTO BY:http://www.comunedifumane.it/
FUMANE. Dopo l'abbattimento ordinato dal sindaco Bianchi. Il ricavato andrà alla sistemazione dell'antica casa.
Una festa per sistemare l'antica torre di Gorgusello nel nome della cultura e della sensibilità per la terra, delle sue origini e tradizioni, della letteratura.
Una festa originale dal titolo «Il gorgoglio del tempo ritrovato», il cui ricavato andrà alla sistemazione di uno dei pochissimi ultimi esemplari di casa torre della Lessinia, che ha causato polemiche negli ultimi tempi dopo l'abbattimento ordinato dal sindaco di Fumane, Domenico Bianchi, per metterla in sicurezza.
Il suggestivo antico borgo in pietra sopra Molina si aprirà alle 9,30 di domenica alla preistoria, alla storia e alle storie con archeologi, autori, editori, poeti e contadini, che racconteranno il loro lavoro. Saranno presenti le case editrici Il Segno dei Gabrielli editori di San Pietro in Cariano con opere di scienze umane, filosofia, spiritualità, scienze religiose; Perosini Editore di Zevio con testi di narrativa, poesia, avventura e diari; la Jago Edizioni di Verona con guide storiche, fumetti e testi di poesia e narrativa...
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martedì 13 settembre 2011

alla Fnac Verona: 20 settembre 2011 - PEDALO DUNQUE SONO

I SOGNI SON DESIDERI PARTE SECONDA: I CAVALLI DELLA VAL ORSERA

I SOGNI SON DESIDERI PARTE SECONDA: I CAVALLI DELLA VAL ORSERA Dunque eravamo rimasti ai solitari campanili della Val Orsera, ai sogni, ai desideri e alla ricerca del loro appagamento.
Ore 21.00
In questa strana estate di pioggia e tempo freddo ci troviamo in tre, chiusi in macchina all’imbocco della Val Caldenave.
Fuori piove, poco, ma piove, lampi tutt’intorno.
Degli scout hanno acceso un fuoco e giocano. Decidiamo di preparare comunque gli zaini, ma quando sono pronti il temporale è proprio sopra di noi.
Ci richiudiamo in macchina, piove forte e gli scout si sono ritirati.
Ci addormentiamo subito, al ritmo ipnotico della pioggia che tamburella sulle lamiere della macchina.

C’è molta gente che passeggia tra le bancarelle ed il vociare è interrotto ogni tanto da qualche risata.
Allo stand della birra c’è la fila, peccato perché ho sete e c’è un caldo soffocante, mi manca l’aria. Il bicchiere di birra che mi sono appena sgolato è ancora tutto umido di condensa ed è ancora freddo.
Claudio mi parla ma non riesco a sentire quello che mi dice, sembra muto. Però ha l’alito alcolico. Passa un amico, non gli vedo la faccia ma glichiedo comunque se ha visto Ilaria. “Si guarda, è là, un po’ più indietro”.
Mi giro e cerco di raggiungerla, ma lei è sulla sua Vespa nera che si muove tra la gente. La rincorro e la chiamo, ma inutilmente. Mi sembra di toccarla; è solo un attimo perche la vespa è già lontana.
Torno allora dagli amici, sono stufo di stare in mezzo a tutta questa gente e ci allontaniamo per andare in bagno. Entriamo in un edificio che ha una scala che porta sotto terra, come in una cantina. Poi si apre una stanza enorme, sembra di stare in una palestra, ma senza finestre.
C’è una fila di gente che aspetta il proprio turno sul bordo di una piscina. In mezzo alla piscina c’è un grosso iceberg piatto con un gruppo che suona. Tanta gente che balla divertita. Le persone sul bordo della piscina guardano e cercano di attraversare per andare anche loro alla festa. Mi faccio largo tra la folla e trovo mio cugino, quello alto e magro con i capelli lunghi.
Per attraversare bisogna saltare da un pezzo di ghiaccio all’altro che galleggia nella piscina. Parte mio cugino e io lo seguo. Poi lui perde l’equilibrio e cade in acqua. Lo guardo, sembra in difficoltà, la musica continua allegra. Non posso lasciarlo annegare e così mi tuffo in suo soccorso. Mi aspettavo una botta di freddo e invece l’acqua è stranamente calda e densa.

Ore 24.00
Apro gli occhi, gocce di sudore mi scendono dalla fronte. Anche la macchina suda gocce dai finestrini appannati. Apro la portiera ed esco per fare pipì. Fa freddo e piove ancora anche se le nuvole sembrano diradarsi.
Si svegliano anche i miei compari, Stefano e Marco. Non si può stare qui a dormire e decidiamo di partire confidando nel miglioramento tempo.

Ore 2.00
Abbiamo appena passato Malga Caldenave e stiamo entrando nella radura posta dietro il piccolo rifugio. Sagome scure di cavalli che ci guardano passare indifferenti. Il cielo si è diradato e la luna piena illumina a giorno il prato dove cerchiamo un posto per piantare la tenda.

Ore 7.00
Sento russare forte. Sarà Stefano che come al solito ronfa alla grande. Mi giro su un fianco ormai completamente sveglio. Certo che deve stare proprio male per russare così. Mi rigiro. Il sole sta
già illuminando la tenda e un’ombra minacciosa si proietta sopra di noi. Non è Stefano che sta russando ma è l’ombra che ci vuole dire qualche cosa che capiremo solo al ritorno.
Guardo Marco ormai sveglio anche lui. Solo Stefano dorme tranquillo e ignaro. Ci agitiamo, facciamo rumore. L’ombra minacciosa si allontana scalpitando e nitrendo.
Apriamo la tenda. Sole. Siamo circondati. Cavalli dappertutto, dalle bionde criniere dorate..
Passiamo le prime ore della mattina a gironzolare in mezzo ai cavalli. Ci laviamo al torrente. Facciamo colazione sopra un sasso. Facciamo legna e prepariamo un focolare per la sera. Tanta legna, questa sera il fuoco dovrà durare il più possibile e dovrà essere alto e caldo.
I Campanili della Val Orsera intanto si asciugano al primo sole del mattino. Raduniamo le nostre cose, chiudiamo la tenda e partiamo.
Nessuno in giro, solo marmotte preoccupate del nostro arrivo. Entrati in Val Orsera superiamo le placche del Ticodromo e puntiamo al canale che separa Cima Trento dal I°Campanile, che è la nostra meta di oggi.
Risaliamo faticosamente il canale che è intasato di neve fino alla base di Cima Trento e qui con una rocambolesca traversata su neve dura con scarpe da ginnastica, attraversiamo il canale. Ci leghiamo e ci aiutiamo a fare presa nella neve con dei sassi appuntiti. Ho dimenticato in tenda i guanti e scavare i gradini nella neve a mani nude non è certo piacevole.
Infiliamo una ripida e malsicura cengia erbosa e raggiungiamo una selletta dalla quale si può osservare tutto il I°campanile.

Ore 12.00
Scendiamo veloci nella valletta sospesa alla base dei Campanili e in poco tempo ci troviamo sotto il I° Campanile. Le vie di roccia che salgono queste pareti non sono certo frequentate e trovare l’attacco non è facile, comunque dopo aver scrutato a lungo le rugosità della parete, scorgiamo un chiodo solitario in una fessura che taglia verticalmente un placca.
Mangiamo. Nel frattempo il tempo si è guastato. Ma il desiderio è troppo forte e iniziamo ad arrampicare. Placche, camini, diedri, la via di salita non è molto evidente ma le soste si fanno trovare.
La solitudine di questi luoghi ha un che di melanconico e mentre saliamo continuo a girarmi verso valle immaginandomi con gli amici attorno al fuoco, inghiottiti nel buio della notte a raccontarci mille volte l’avventura di questa giornata. Cerco di individuare la tenda ma non la vedo, forse siamo troppo distanti.
Siamo già alti in parete e dovrebbe mancare un solo tiro di corda all’uscita. Ci attende un lungo rientro per la val di Rava.
Ma il cielo è sempre più nero e siamo avvolti dalla nebbia. Non c’è il tempo di decidere cosa fare perché il temporale è già sopra di noi.
Un lampo. Un tuono. Ci sleghiamo, passiamo le corde nella sosta. Lanciamo le corde nel vuoto. Comincio a scendere. Piove. No grandina. Ora piove forte.
Mi fermo perché le corde sono tutte attorcigliate, manca poco alla prossima sosta. Piove. Piove molto forte. La parete è una cascata d’acqua. Le corde inzuppate vengono strizzate al passaggio del discensore e acqua gelida mi entra nei pantaloni e scende fino alle scarpe.
Scendo ancora e arrivo in sosta. Un lampo. Un tuono. “liberaaaa!”. Piove forte. Sono completamente bagnato. Ho freddo. La discesa è lunga.
Arriviamo alla base che ha smesso di piovere. Si alza il vento. Siamo bagnati. Abbiamo freddo. Abbiamo molto freddo.

Ore 19.00
Lungo il sentiero di ritorno esce un po’ di sole e discutiamo se la legna raccolta la mattina sarà ancora bagnata e se riusciremo ad accendere il nostro fuoco. Un grande fuoco.
Siamo vicini, ma la tenda non si vede. O meglio si vede, ma è completamente spiaccicata per terra.
I pali attorcigliati, il telo a brandelli. I sacchi a pelo sparsi intorno, stampi di dentiera impressi su ogni oggetto contenuto nella tenda. Cibo compreso. Cari cavalli della Val Orsera… Ihhh, iiihhhh, iiiiiihhhhh!

Ore 21.00
Troveremo ristoro, fisico e morale, al Rifugio Malga Caldenave.
Un pensiero va al gentile gestore che ci ha aiutati ad asciugare il materiale e ci ha ospitati in un ricovero di fortuna.

LE ALTRE FOTO..

venerdì 9 settembre 2011

mercoledì 7 settembre 2011

estratto dal programma FESTIVAL LETTERATURA 2011 di Mantova..

il programma PDF completo..

giovedi 8 settembre:
17.30, PALAZZO DUCALE - CORTILE DELLA CAVALLERIZZA, € 4,50
Erri De Luca - L’ARTE DELLA FUGA
“Fuga è un termine usato in guerra e in musica”, scrive Erri De Luca: “in entrambi i casi è un’arte”. Come ben sa l’uomo di montagna “bisogna capire quando è necessario fare un passo indietro, quando devi ritirarti”. Occorre controllo, mente fredda, capacità di superare la fatica. Così Dio chiede a Mosè e agli ebrei in fuga “una disciplina adatta allo sbaraglio” per attraversare
il Sinai. Fuggire per iniziare di nuovo a vivere e a combattere.

Venerdì 9 settembre:
21.30, AULA MAGNA DELL’UNIVERSITÀ, € 4,50
Dante Colli e Davide Longo con Alessandro Giorgetta
IL SILENZIO HA LE MANI APERTE
Vita e opere di Ettore Zapparoli, alpinista solitario “Benché io non sia mai stato là, lo vedo uscire dal rifugio Marinelli alla luce della luna e allontanarsi attraverso le rocce e poi sulla fosforescente
neve (...) soltanto la sua sottile sagoma scura tra i ghiacciai, dritta, viva, fi n troppo romantica, con la eleganza rigorosa di chi parte per l’eternità”.
Così Dino Buzzati ricorda l’amico Ettore Zapparoli, scomparso durante una delle sue escursioni in solitaria sul Monte Rosa. Mantovano di nascita e milanese d’adozione, Zapparoli fu - oltre che alpinista - autore di romanzi, poeta e musicista: una figura geniale, inquieta, che continua
ad attirare l’attenzione non solo degli appassionati di montagna.
Ne parlano Dante Colli, curatore di una recente antologia degli scritti di Zapparoli (L’alpinismo solitario di Ettore Zapparoli), e Davide Longo, curatore dell’antologia Racconti di montagna. Presenta Alessandro Giorgetta, direttore editoriale del CAI.

Sabato 10 settembre
17.00, TEATRO BIBIENA, € 8,00
Mario Brunello e Davide Longo - IN VIAGGIO CON BACH
“La cosa che mi piace di più della montagna è che basta che qualcuno smetta di parlare e non si sente più niente”. Un bambino va a fare un trekking in montagna con la mamma. Non c’era mai stato prima. Per lui che è nato in città è tutto nuovo, diverso: le cime imponenti, la roccia grigia e rosa delle Dolomiti, il cielo sulla testa, i prati. Ad accompagnarlo in questa sua esperienza sono i racconti di un anziano alpinista e la voce di un violoncello, che di tanto in tanto un signore estrae da una custodia rossa per mettersi a suonare Bach. Con l’aiuto di due piccoli lettori, Davide Longo (Il signor Mario, Bach e i settanta) e il violoncellista Mario Brunello portano in scena una montagna vista e ascoltata in modo nuovo.

Tragedia del Monte Pelmo: fondo di solidarietà per Alberto Bonafede ed Aldo Giustina

da www.planetmountain.com:
" Un fondo di solidarietà è stato aperto dal Soccorso Alpino bellunese per le famiglie di Alberto Bonafede ed Aldo Giustina, i due soccoritori deceduti settimana scorsa durante un’operazione di soccorso sul Monte Pelmo, Dolomiti. Dopo la terribile tragedia del Pelmo, dove durante un’operazione di soccorso a due alpinisti tedeschi hanno perso la vita Alberto Bonafede ed Aldo Giustina, ora si pensa a chi è rimasto, ai famigliari delle vittime che devono convivere con questa terribile vicenda.
"Bisogna ora pensare ai piccoli figli di Alberto ed Aldo, che si trovano senza padre" dice giustamente Andrea Fiori, sindaco di San Vito, "I bambini devono crescere e credo che donare qualcosa per loro sia la cosa migliore."
Il Soccorso Alpino bellunese ha pensato perciò ad un aiuto concreto alle famiglie ed ha aperto un conto corrente del "Fondo di solidarietà" su cui si potranno effettuare eventuali donazioni destinate alle famiglie delle vittime.
Chi lo desidera potrà dunque effettuare una donazione in segno di solidarietà al seguente IBAN: IT10C0851161240000000022098 "

venerdì 2 settembre 2011

Le foto del Sentiero dei Fiori - 28 agosto 2011

Domenica 28 agosto si è finalmente percorso il sentiero dei Fiori, sul gruppo della Presanella...ecco l'album delle foto