Per la prima escursione dell'anno, raggiungeremo il Monte Zebio, questa elevazione, facile da raggiungere, ci regalerà panorami suggestivi sull’Altopiano di Asiago, immersi in un paesaggio innevato e silenzioso. Il percorso, tra boschi e ampie radure, conduce fino alla storica mina dello Scalambron, teatro di eventi della Grande Guerra. Lungo il tragitto si incontrano tracce della storia, come trincee e postazioni militari, che rendono l’esperienza unica.
Attrezzatura necessaria:
- scarponi
- racchette da neve/ciaspole o ramponcini (alla data attuale non servono ciaspole, utili i ramponcini per i tratti ghiacciati.)
- pranzo al sacco
Difficoltà e dislivello: nessuna difficoltà tecnica, 590m di salita. Totale 4.30 ore.
Descrizione itinerario:
Partendo dall’imbocco della Val Giardini (quota 1.100 m), si segue la strada principale, lasciando sulla sinistra la colonia “Casa di Sant’Antonio”. Dopo aver superato un tornante e un ampio curvone, si raggiunge il versante destro orografico della Val di Nos. Da qui, la strada punta decisamente a nord e, con una salita piuttosto ripida, conduce alla grande croce votiva di Sant’Antonio (1.395 m).
Si abbandona la carrareccia e si svolta a sinistra, seguendo i segnavia CAI n° 832. La salita continua su una ripida mulattiera immersa nel bosco, fino a scorgere le rocce di Cima Scalambron. Si prosegue verso destra, sempre lungo il sentiero CAI n° 832, e dopo alcuni tornanti si lascia sulla sinistra la Lunetta dello Zebio.
Giunti nei pressi di una selletta, si continua verso ovest fino a raggiungere la malga Zebio. Tornando alla selletta, si punta a est e, seguendo ancora il segnavia CAI n° 832, si attraversa il pendio meridionale della Crocetta dello Zebio, arrivando in pochi minuti al ricovero dell’Angelo.
L’itinerario prosegue verso sud-ovest con una ripida discesa su terreno aperto; poi, imboccando una valletta tra gli alberi, si giunge alla Pozza delle Arne. Da qui, scendendo in direzione est, si rientra nel bosco. Una divertente discesa finale lungo la Pontara del Lom porta a incrociare la carrareccia proveniente dalla Val Giardini, che in discesa riporta al punto di partenza.
