martedì 23 febbraio 2010

28 febbraio 2010 - Chiamata di Marzo - Recoaro Terme

photo by http://www.chiamatadimarzo.com/
dal sito: http://www.chiamatadimarzo.com/ :

La Chiamata di Marzo: Domenica 28 Febbraio 2010a Recoaro Terme
Ogni 2 anni, un'antica tradizione che si rinnova in una spettacolare sfilata...

XVII^ EDIZIONE: NEMO A CIAMAR MARSO
A Recoaro Terme, nella provincia di Vicenza, si ripropone nell'ultima domenica di Febbraio (solo negli anni pari) la Chiamata di Marzo: una grande, originale e festosa manifestazione che vede sfilare per le vie della cittadina termale centinaia e centinaia di figuranti in costume, che in gruppi, a piedi o sui carri allestiti con ogni genere di scenografie, mettono in mostra una straordinaria serie di oggetti, attrezzi e testimonianze della civiltà e della tradizione "cimbra".
" Le storie, i mestieri, i prodotti ed il folclore del passato recoarese rivivono in una fantasmagorica girandola di scorci e di dettagli recuperati dai secoli. Un gioioso momento di riscoperta del passato, unico nel suo genere per originalità e suggestione.
E' la circostanza più rinomata, dopo le acque minerali e il termalismo, che identifica la Conca Recoarese, detta di Smeraldo, anche per il suo fortissimo legame con la tradizione custodita e mantenuta viva da ciascuna delle oltre cento contrade che circondano Recoaro Terme. La consuetudine riserva a questa manifestazione l'ultima domenica di febbraio, com'è sempre avvenuto, anche in tempi che si perdono nel passato.

domenica 28 febbraio 2010 alle ore 20.30 in Via Brunicon i “Vestiti de “STI ANI”, campanasi e cioche, sece e bandoti, snatare e corni”, sfileremo per le vie del centro per rivivere tutti insieme un’antica tradizione… Un gioioso momento di riscoperta del passato !! "

lunedì 22 febbraio 2010

da www.larena.it del 21 febbraio 2010: «Si investe poco a favore delle bici»

raccogliamo l'appello della FIAB (amici della bicicletta di Verona) ben sintetizzato nell' articolo del quotidiano L'Arena del 21/02/2010:
MOBILITÀ E SVILUPPO. All'assemblea della Fiab, che conta 1.816 iscritti, si è discusso delle strategie per il futuro Fabbri: «Alcune ciclabili sono state cancellate solo per far posto alle auto E la Giunta non ci ascolta»
Un bilancio in positivo in termini di crescita e attività svolte, con il raggiungimento di quota 1.816 iscritti che ne fanno la maggiore delle Fiab provinciali a livello nazionale, e la previsione di arrivare a 2.000 associati nel 2010. Ma l'assemblea annuale degli Amici della Bicicletta, che si è svolta ieri pomeriggio nella sede del circolo ricreativo di Unicredit per fare un bilancio del 2009 e procedere al rinnovo delle cariche del direttivo, ha messo in luce anche qualche ombra, più consistente quando il presidente Paolo Fabbri, ieri confermato, ha analizzato il lavoro dell'associazione nei mesi scorsi nel contesto delle decisioni in termini di mobilità prese nei mesi scorsi dall'amministrazione.È proprio nell'amministrazione, infatti, che la cultura delle due ruote pare incontrare, a detta di Fabbri, i maggiori ostacoli ed è dunque su questo aspetto, sulla necessità cioè di assumere maggiore visibilità e soprattutto incidenza nelle scelte della città (traforo, mobilità, piste ciclabili, parcheggi, inquinamento) che l'associazione intende muoversi nei prossimi mesi.«Non c'è dubbio che la Fiab, nonostante la sua crescita come realtà rappresentativa della cittadinanza, incontra ancora molta difficoltà nel rapporto con le amministrazioni, e in particolare con quella comunale», ha detto Fabbri. «Non siamo stati capaci di entrare nelle elezioni provinciali, però a livello provinciale qualche passo è stato fatto. Dal Comune siamo invece percepiti tutt'oggi come avversari politici a prescindere. Molti provvedimenti recenti sono andati in direzione contraria all'incentivo alla ciclabilità: tolte le corsie preferenziali nella Ztl, eliminata la ciclabile di via Teatro Nuovo per guadagnare 6 posti auto, tolta la ciclabile di via Ghetto; la nostra manifestazione S.i.n.d.a.c.o. non ha avuto interlocutore, tanto per fare qualche esempio».E aggiunge: «A Verona si investe sui semafori intelligenti e sul traforo, opera alla quale ci siamo opposti a fianco del comitato contrario perché la riteniamo assurda e dannosa: si investe dunque per incentivare l'auto, mentre sulla metropolitana e sui mezzi pubblici non si fa nulla di concreto. Certo si dice che domeniche come questa di blocco del traffico non sono risolutive per l'inquinamento: ma intanto non vediamo profilarsi altre soluzioni. È su queste questioni che come Amici della bicicletta chiediamo di venire ascoltati, mentre nella Consulta sulla mobilità continuiamo ad essere ignorati».A.G.

domenica 21 febbraio 2010

LA TERRA VIVENTE. Il paesaggio nelle collezioni veronesi a Palazzo Forti di Verona - 11 dicembre 2009 - 3 ottobre 2010

photo by http://www.palazzoforti.it/ : Angelo Zamboni - Colline Veronesi
dal sito: http://www.palazzoforti.it
La terra vivente. Il paesaggio nelle collezioni veronesi a Palazzo Forti è il titolo della nuova proposta espositiva della Galleria d'Arte Moderna collegata alla valorizzazione del proprio patrimonio artistico.Si tratta di un'ampia ed articolata rassegna in cui vengono presentati più di 100 lavori pittorici sul tema del paesaggio, la maggior parte provenienti dalla collezione civica - in molti casi opere inedite - a cui si aggiungono preziosi dipinti di proprietà della Fondazione Cariverona, della Fondazione Pio Semeghini e di altre raccolte veronesi private. Il percorso è articolato in sezioni storico-tematiche, ad iniziare dalla prima metà dell'800 - con i preannunci del naturalismo espresso con i significativi lavori di Giuseppe Cannella, dei fratelli Palizzi, Induno, e G.Valentini - per proseguire con i dipinti di Mosè Bianchi, Emilio Praga, E. Sorio in cui il paesaggio, da luogo-sfondo delle vicende storiche ed umane, si avvia a diventare soggetto degno "di per sé" di essere rappresentato in pittura.Le opere di Dall'Oca Bianca, Zoccatelli, Cabianca, Signorini, Michetti, Vittorio Avanzi introducono la sezione in cui la Natura si offre come scenario simbolico, sia per restituire dignità ai temi tratti dalla realtà quotidiana sia per riversare le inquietudini e gli smarrimenti dell'anima.La sezione della Modernità - qui intesa come il periodo in cui gli artisti si avviano ad esplorare nuovi territori formali e linguistici per una pittura che non può che "raccontare" se stessa: la magia del colore, le tensioni della forma, l'incanto della luce, la ricchezza della materia - è rappresentata da autentici capolavori di artisti quali Casorati, Balla, Baldassare Longoni, de Pisis Gino Rossi e molti altri.Ma una tappa significativa del percorso è quella riservata all'interessante produzione pittorica veronese, con due sale dedicate ai protagonisti della prima metà del '900, da Trentini a Semeghini, da Zamboni a Stringa, da Beraldini a Nardi, e poi ancora Farina, Pigato, Vitturi, Morando.La mostra si conclude alla fine degli anni '60 del secolo scorso, con le visioni di maestri quali Arturo Tosi, Birolli, Morlotti, Morandi, Vedova, Tancredi, Afro, Santomaso, Licini, Schifano, Ceroli nelle quali la natura diventa sempre più espressione della partecipazione dell'artista all'esistenza umana, viva manifestazione delle problematiche e delle pulsioni della cultura moderna.
Nel cuore della mostra, infine, a suggerire e testimoniare anche il senso della ricerca contemporanea, impegnata da tempo nel dialogo con i linguaggi del passato, l'opera del giovane Giovanni Frangi, realizzata per l'occasione. E' un'installazione che ben si adatta alla misura ambientale del suggestivo spazio storico di Palazzo Forti e, allo stesso tempo - realizzata con grandi immagini di cieli nuvolosi, che risentono di una tradizione figurativa che va da Mantegna a Constable, e colorati elementi a simulare la terra sul pavimento - ricorda la semplicità e la pregnanza proprie dell'arte che si confronta con la Natura, così come è illustrata lungo tutto il percorso espositivo.
Un lavoro prezioso ed emozionante, dunque, di ricognizione e recupero per un'esposizione che funge anche da naturale completamento della grande rassegna Corot e l'arte moderna. Souvenirs et impressions- in corso alla Gran Guardia - permettendo al pubblico di conoscere espressioni storiche del tessuto artistico locale, nonché di confrontarsi con coeve opere di respiro nazionale.

giovedì 18 febbraio 2010

14 marzo 2010: GIRO DEL SENGIO ALTO – Piccole Dolomiti

photo by: http://www.girovagandointrentino.it
Le colline sopra Malga Boffetal , sullo sfondo il Gruppo del Carega
La gita era programmata per il 7 marzo, spostata al 14 marzo causa maltempo
Proponiamo questa settimana un' escursione, il giro del Sengio Alto, nel sud del Trentino al confine con il Veneto, in Vallarsa, nel Gruppo del Carega - Pasubio. Il nostro itinerario parte da Pian delle Fugazze mt 1162 prendendo la Strada delle Sette Fontane, che coincide con il sentiero 173 per circa 1 km e mezzo, poi il sentiero si stacca dalla strada forestale ed inizia a salire con pendenza modesta traversando bei boschetti radi. Ci si alza di circa 100 metri di dislivello fino a sbucare in una radura che prelude alle dolci colline che salgono a Malga Boffetal mt 1435, che sorge sul ciglio di un grande pianoro. Verso est si vedono i versanti selvaggi del Sengio Alto mentre verso sud ovest il Gruppo del Carega. Dalla Malga si attraversa la spianata verso sud est fino a percorrere una piccola valletta pianeggiante che costeggia i ripidi versanti della Torre dell'Osservatorio. Da quota 1523 il sentiero sale leggermente in costa fino a raggiungere il valloncello sotto la Sisilla (mt 1621) dal quale si cala al Passo di Campogrosso e all'omonimo rifugio a mt 1448. Per il rientro basta seguire la strada militare lungo la quale si possono osservare vari cippi (uno reca la scritta "463 Centuria 1918") che da Passo Campogrosso attraversa tutto il selvaggio versante orientale del Sengio Alto, dove svetta la parete del Baffelan. Raggiunta la Sella Dell'Emmele si può scorgere in basso l'Ossario del Pasubio, costruito nel 1926, che raccoglie i resti di oltre 13.000 morti italiani ed austriaci. Calando al Passo Pian delle Fugazze si può scorgere sul versante opposto il Rifugio Papa, dove arriva una delle più straordinarie opere del genio militare italiano: la famosa "Strada delle 52 Gallerie".
photo by: http://www.girovagandointrentino.it
Malga Boffetal sul versante occidentale del Sengio Alto m 1435

Luogo e ora di partenza: Casello di Vr sud ore 7.30
Attrezzatura: Equipaggiamento da escursione invernale tenendo conto delle basse temperature che ci possono essere in questo periodo in quota.
Difficoltà dell’itinerario: E - escursionistico
Il percorso non presenta particolari difficoltà. Quota massima raggiunta m 1523
Dislivello: m 330. Partenza e arrivo Passo Pian delle Fugazze

Per informazioni e iscrizioni :
Enrico Bergamini: tel 339 7763285
Davide Mantovanelli: tel 348 7035660
Al momento dell’iscrizione fate presente se avete bisogno di noleggiare la ciaspole e bastoncini. In questo caso l’associazione ADM potrà fornire l’attrezzatura al costo di 7€ per i soci e 10€ per i non soci (comprensiva della quota di partecipazione),per i non soci che sono già attrezzati 3€

ATTENZIONE: l'attività escursionistica e alpinistica è soggetta a rischi e pericoli soggettivi ed oggettivi. L'associazione Amici della montagna declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali infortuni che dovessero verificarsi in danno dei partecipanti nel corso delle escursioni programmate. Si fa presente che l’Associazione Amici della Montagna ha natura prettamente amatoriale, senza scopi di lucro, ed i suoi organizzatori e capo gita non sono professionisti, ma semplici appassionati della montagna, le cui competenze ineriscono esclusivamente alla logistica ed all’illustrazione dei percorsi escursionistici. Si esclude, pertanto, l’assunzione da parte degli stessi di qualsivoglia responsabilità riguardanti la tutela dell’incolumitàdei partecipanti. Si fa, infine, presente che la partecipazione alle gite da parte di minori è ammessa solamente laddove questi siano accompagnati da genitori

sabato 6 febbraio 2010

da www.larena.it: Skilift alla Mambrotta e i 90 anni del Marcello

Mambrotta - filiare di cipressi - foto by Giovanni Claudio Zuffo
Dalla famosa e seguitissima rubrica "POSTA DELLA OLGA" dell'Arena:
«Basta che ci invitino a cena il Marcello e la Angela» scrive la Olga «perché tàca a nevegàr. È la terza volta di fila che il Marcello, che vende ori e argenti in città, per colpa della neve, non riesce a festeggiare i 90 anni con gli amici, e quindi a compierli. Il poeta Birbarelli, che lo conosce bene, sostiene che l'è un pecà che il Marcello non compia gli anni d'estate perché farebbe nevicare anche in agosto, quando ghe ne sarìa veramente bisogno. A dire la verità 'sto òmo che, a vederlo, pare impossibile che abbia 45 anni par gamba per cui si sospetta che una delle gambe si aumenti gli anni de almànco 'na ventina per stare alla pari con l'altra, non ha paura della neve: anzi, di solito, quando tàca a nevegàr prende su la macchina e va a fare visita a una sua casetta che ha sotto Boscocesanóva per vedere se i radéci dell'orto i gà fredo».«Sono gli invitati che, pur essendo meno vèci di lui, appena vedono dó falìve si spaventano, anche se l'invito è in un ristorante appena fuori città. In ogni caso il Marcello, per questa sua capacità de far nevegàr, è conosciuto al bareto come "El Fiòca" e appena l'oste Oreste lo vede entrare el bùta el sàl par tèra parché no se sa mai che névega ànca al cuèrto. Ma a parte il Marcello, non ricordo un inverno così nevoso in pianura, al punto che il cinese Tan detto Tano sta pensando, con alcuni connazionali, di impiantare uno skilift clandestino alla Mambrotta».«Lo stesso Tano si è presentato al bareto con le ciaspole ai piè e un sacco che ne conteneva un'altra dozzina che ha venduto agli avventori imbriàghi perché, come ha detto, gli imbriàghi a pié senza ciaspole, che fiòchi o non fiòchi, sono più pericolosi degli imbriàghi alla guida. Ignorante come 'na sàpa de sciènse climatiche, la corrente agnostica del bareto, prendendo come pretesto l'intensificarsi delle nevicate rispetto agli anni passati, fenomeno che secondo i suoi componenti sbugiarderebbe l'effetto serra, hanno preso per il culo l'ambientalista Zanna Gialla, così chiamato per via dei denti, il quale, a causa dello scioglimento dei Poli, si aspetta da un momento all'altro l'arrivo di un iceberg in Àdese ed è preoccupato per i ponti. Ha appena telefonato il Marcello dicendo che ha smesso de nevegàr. Forse è la volta buona che riuscirà a compiere i 90 anni».

venerdì 5 febbraio 2010

un buon cappuccino cinese..previsioni meteo incerte..

domenica 31 gennaio 2010...ore 6:30..direzione Carega, zona Tre Croci/Zevola, nevica di brutto, sull'autostrada si accumolano cm di neve.. tre spazzaneve in azione..
dopo un veloce cappuccino cinese in paese ad Alte Ceccato, rapido dietro front, direzione Monte Baldo..
scivolo in silenzio di nuovo in casa, recupero materiale da scialp e direzione Prada !

ogni volta la salita offre vedute e sensazioni nuove, sospesi tra cielo e acqua (lago)

è quasi una benedizione che gli impianti siano chiusi - da anni - e che la zona sia frequentata solo da scialpinisti ed escursionisti+ciaspole.

Durante la salita il movimento ed il sole non ci fà sentire il freddo, ma una volta raggiunta la cresta e la Cima di Costabella, il wind chill ci sbatte per terra, il bolletino meteo, dava -18° a 2000 m. !

La discesa è sempre bella, anche con la neve crostosa e discontinua, fantastico disporre di questo itinerario a meno di un ora da Verona !
Andrea Negri

sabato 30 gennaio 2010

da www.larena.it:Il Parco naturale compie vent'anni

il covolo di Camposilvano
LESSINIA. Nato dall'imposizione politica dei vertici regionali più che dall'esigenza della base, ora può raccogliere i frutti di due decenni di lavoro La Comunità montana che lo gestisce punta a razionalizzare i costi e a valorizzare le risorse e i molti progetti anche attraverso il sito internet
Compie oggi vent'anni il Parco naturale regionale della Lessinia. Uscito da un'infanzia travagliata, come figlio non voluto perché la sua nascita era stata imposta dai vertici politici regionali più che da un'esigenza sentita dalla base, ha attraversato gli anni dell'adolescenza con entusiasmi e delusioni. Oggi si avvia a una maturità in cui fa tesoro dell'esperienza, è cresciuto anche nell'autostima e nella considerazione degli altri e dovrebbe finalmente raccogliere i frutti di due decenni di lavoro.Tenuto a battesimo da subito dalla Comunità montana della Lessinia, che ne è ancora l'ente gestore, il Parco è l'unico del Veneto a non avere ancora una sua autonomia gestionale anche se pareva, nei mesi di cancellazione delle Comunità montane, che la Regione volesse accelerare i tempi per la costituzione di un ente autonomo
«Sarebbe giusto da un lato e che fossero i Comuni di riferimento ad averne la gestione, ma dall'altro dobbiamo considerare che anche per il 2010 la Comunità montana riesce a far quadrare il bilancio con i fondi del Parco», ammette Claudio Melotti, che di entrambe le entità è presidente...
Leggi tutto l'articolo

giovedì 28 gennaio 2010

Venerdì con il CAI: 6 racconti fotografici proiettati e commentati in sede dai protagonisti

dal sito del CAI di San Pietro in Cariano:
Tutte le proiezioni si terranno i Venerdì indicati alle ore 21.00
presso la nostra sede di: Via Campostrini, 56 - Pedemonte.
Al termine di ogni presentazione un simpatico buffet ci darà modo di scambiare opinioni con i singoli protagonisti.
Venerdì con il CAI:
6 racconti fotografici proiettati e commentati in sede dai protagonisti

II^ edizione anno 2010

Venerdì 19 Febbraio 2010
Remigio Genovese e Mariuccia Borgo
Presentano:
ETIOPIA E DANCALIA
Un viaggio a ritroso nel tempo alle origini della terra, alla madre primordiale:
l’ Africa dei vulcani, del deserto di sale e dei popoli in cammino, Dancalia èun deserto di cristalli
colorati, di distese saline,di colate e pietre laviche senza fine, di valloni desolati. E'uno dei paesaggi più incredibili che ci sia al mondo.

Venerdì 12 Marzo 2010
Antonello Puddu Presenta:
MONTE BIANCO ATTRAVERSO LES TROIS MONT BLANC” DA COURMAYEUR A CHAMONIX –GITA SEZIONALE 2009”

Venerdì 16 Aprile 2010
Ennio Agrezzi e Massimo Ovatoli Presentano:
ORCHIDEE
"Le orchidee selvagge della provincia di Verona: Epipactis thesaurensis, una nuova specie nella Lessinia Veronese"

Venerdì 14 Maggio 2010
Andrea Ceradini Presenta:
SERATA SPELEO
Una suggestiva serata nel sottosuolo Veronese. Colate, stalattiti e stalagmiti con visioni da favola.

Venerdì 17 Settembre 2010
Alessandro Brutti (Pedro) e Fabio Veronese
Presentano:
Un Pellegrinaggio Insolito
Cinque amici in bicicletta da Verona a Gerusalemme e Betlemme.
Attraversando i Balcani, la Turchia, pedalando sulla strada di Damasco in Siria per arrivare, infine, in Giordania e Israele

Venerdì 15 Ottobre 2010
Remigio Genovese e Mariuccia Borgo Presentano:
MONGOLIA: MONTI ALTAI
Nell’Asia centrale alla festa dei cacciatori con le aquile.
Un’antica usanza che pochi nomadi Kazaki sono rimasti gli unici a praticare fino ad oggi
l'antica arte della caccia a piccoli animali


il volantino
Dal sito CAI di Mantova:
26/02/2010
Concatenamenti ed esperienze sulle montagne nel mondo
Presso Sala Polivalente "Parco del Mincio"- Porta Giulia Cittadella, ore 21

" FRANZ NICOLINI: Nel corso della sua pluriennale attività, ha effettuato più di 1800 ascensioni su roccia e ghiaccio, su pareti di montagne Europee e Extra Europee.
Nel periodo tra il 1980 e il 1990 apertura di 20 nuove vie con difficoltà tra il 5° e 6° grado. 5 prime ascensioni invernali nelle Dolomiti con pari difficoltà.
Nel 2008 prima assoluta, concatenamento di tutte le vette degli 82 "4000" delle Alpi in 60 giorni. E poi tanto altro ancora che lui stesso avrà l'onore di raccontarvi "

domenica 24 gennaio 2010

La montagna si proietta in collina - 2010 - a Sona

Riportiamo integralmente dal sito il Baco da Seta http://www.ilbacodaseta.org/sito/
il programma della terza edizione della rarassegna di film di montagna “LA MONTAGNA SI PROIETTA IN COLLINA”

"E' giunta alla terza edizione la rassegna organizzata dal Gruppo Teatro Parrocchiale di Sona in collaborazione con il Film festival della Lessinia e con il Baldo film festival.
Tale iniziativa gode del patrocinio del Comune di Sona ed è sostenuta da aziende del territorio oltre che dalla Parrocchia di Sona.
Particolarmente gradita, durante le quattro serate programmate, è la presenza in sala di registi e alpinisti a presentare e commentare le varie opere.
In questa terza edizione hanno garantito la loro partecipazione: Marco Vignola (responsabile del Soccorso Alpino di Verona), Raffaello Boni (regista e fotografo naturalista dal 1970), Maurizio Delibori (anima del Baldo film festival e appassionato studioso delle montagne veronesi) e uno dei più grandi alpinisti a livello mondiale: Fausto De Stefani, secondo italiano dopo Messner e sesto al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno ed ora grande difensore dell’ambiente e presidente italiano di Mountain Wilderness, fotografo.

Ingresso: Intero 5,00 euro - Ridotto 3,00 euro

La prima serata venerdì 22 gennaio ore 21.00
La morte sospesa di Kevin Macdonald,
(Regno Unito, 2003). Questo film ispirato ad una vicenda realmente accaduta. Joe e Simon scalano nelle Anda peruviane, Joe scivola, cade e resta attaccato nel vuoto a Simon solo con la corda di sicurezza. Simon non molla, cerca di tirare a se il compagno … non ci riesce; taglia la corda, una decisione che un alpinista non vorrebbe mai prendere. Torna al campo base convinto della morte del compagno ma… Commenterà la serata parlando delle sue esperienze Marco Vignola responsabile del Soccorso Alpino di Verona.

Seconda serata venerdi 29 gennaio ore 21.00
Il Tasso. L’anima di un torrente di Raffaello Boni
Un percorso di immagini per raccontare l’origine e la vita del torrente Tasso, sulle pendici del Monte Baldo nel tratto dei comuni di Ferrara di Monte Baldo e di Caprino.
Crossing the Himalaya di John Murray
Un lungo viaggio attraverso uno degli angoli più belli dell’Himalaya, seguendo la più grande migrazione annuale rimasta oggi nel mondo. Ogni anno le famiglie di pastori di Yak, di religione buddista, raccolgono le loro cose e si preparano a lasciare le loro case in montagna prima che l’inverno le distrugga. E’ un viaggio contro il tempo e contro il freddo che avanza.
Commenterà la serata Raffaello Boni regista e fotografo naturalista.

Terza serata venerdì 5 febbraio ore 21.00
Diversamente… ma ugualmente Lessinia di Maurizio Delibori
La Lessinia presenta una grande biodiversità sia botanica che faunistica. Una varietà di aspetti geologici e climatici ma anche di differenze culturali sedimentate in secoli di storia.
Cheyenne di Michele Trentini
Nata in Baviera, Cheyenne ha frequentato una scuola per pastori e ha lavorato come transumante nella Foresta Nera e in Svizzera. Dal 2001 vive in Val di Rabbi dove, grazie ad una convenzione con il locale comune, pascola il suo gregge “per la cura e il mantenimento del paesaggio” Sguardi, silenzi, racconti e immagini ritraggono una giovane pastora che si confronta con il suo tempo. Commenterà la serata Maurizio Delibori presidente Ctg Verona, da anni dedicato alla ricerca e alla pubblicazione di studi sulle montagne veronesi.

Quarta serata venerdì 12 febbraio ore 21.00
Serata speciale con Fausto De Stefani
Alpinista, naturalista, fotografo, nato nel 1952 in provincia di Mantova. Negli anni 70 compie le prime importanti esperienze in ambienti montani dei vari continenti. Le sue spedizioni si mettono in evidenza soprattutto per l’essenzialità dell’attrezzatura e per l’attenzione che rivolgono ai temi ambientali. Nel 1983 sale il K2 la sua prima vetta sopra gli ottomila metri. In seguito sale, tra i pochi al mondo senza ossigeno, le 14 montagne più alte della terra. Da anni svolge attività divulgative a favore della conoscenza delle tematiche naturalistiche e dei problemi ad esse connessi. Negli ultimi anni il suo impegno è rivolto alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, costruendo scuole e promovendo sviluppo culturale.

sabato 23 gennaio 2010

le foto dei soci..verso la Capanna Margherita..

.. Monte Rosa - 4559 m. di Paolo Bolognese

sabato 16 gennaio 2010

Domenica 7 Febbraio 2010 - Lago di Carezze e Lago Grande

Lago di Carezze e Lago Grande

La gita avrà come meta i laghetti di “Carezze” e “Grande” che si trovano nel vicino ma spesso trascurato(“escursionisticamente parlando”) gruppo del Lagorai .
Proprio d’inverno il gruppo del Lagorai è uno dei luoghi più indicati per le escursioni di sci-alpinismo e anche per le “Ciaspolade”.
In mancanza di grandi impianti sciistici (a parte il la zona della Panarotta e Passo Brocon) queste montagne offrono degli itinerari escursionistici per tutti i gusti e le difficoltà e dove si può ancora apprezzare il silenzio della montagna.

Luogo e ora di partenza: Casello di VR sud ore 07.30
Percorso automobilistico: Autostrada A22-uscita Trento NORD-SS47 della Valsugana-Roncegno – località Le Pozze.
Attrezzatura: Equipaggiamento da escursione invernale tenendo conto delle basse temperature che ci possono essere in questo periodo in quota (arriveremo intorno ai 1850 mt/slm).
Difficoltà dell’itinerario:Il percorso non presenta particolari difficoltà .(Ci potranno essere dei cambiamenti di percorso a seconda dello spessore dell’innevamento)
Tempi e dislivelli : Il nostro percorso ad anello dovrebbe durare intorno alle 4 ore e il dislivello complessivo tenuto conto dei saliscendi non supera i 500 Mt.

Per informazioni e iscrizioni :
Gianni Morandini: 348 5290404
Gianluca Passarini: 346 5784364
Al momento dell’iscrizione fate presente se avete bisogno di noleggiare la ciaspole e bastoncini. In questo caso l’associazione ADM potrà fornire l’attrezzatura al costo di 7€ per i soci e 10€ per i non soci(comprensiva della quota di partecipazione),per i non soci che sono già attrezzati 3€

Descrizione dell’itinerario:Dalla località “Le Pozze”(mt 1431) prendiamo il sentiero che attraverso una valletta “taglia”il normale accesso al Rif. Serot (nella foto).
Dal Rif Serot si prosegue sulla carrareccia fino ad incontrare la malga “Trenca” e una volta oltrepassata questa nei pressi di un ruscello si prende il sent.n 323per arrivare sino al Lago di Carezze. Al lago di Carezze abbandoniamo il sent.n 323 e attraverso alcune tracce andremo a incrociare un’altra carrareccia che ci porterà sino al Lago Grande da dove in pochi minuti si potrà giungere alla grandissima Malga Colo (Pranzo ovviamente al sacco).
Da Malga Colo si comincia a scendere fino ad incrociare la strada che sale da Torcegno.
A questo punto in funzione dell’innevamento che troveremo potremo chiudere il nostro anello e trovarci di nuovo alle macchine nel giro di un’oretta prendendo 2 sentieri diversi.
ATTENZIONE: l'attività escursionistica e alpinistica è soggetta a rischi e pericoli soggettivi ed oggettivi. L'associazione Amici della montagna declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali infortuni che dovessero verificarsi in danno dei partecipanti nel corso delle escursioni programmate. Si fa presente che l’Associazione Amici della Montagna ha natura prettamente amatoriale, senza scopi di lucro, ed i suoi organizzatori e capo gita non sono professionisti, ma semplici appassionati della montagna, le cui competenze ineriscono esclusivamente alla logistica ed all’illustrazione dei percorsi escursionistici. Si esclude, pertanto, l’assunzione da parte degli stessi di qualsivoglia responsabilità riguardanti la tutela dell’incolumitàdei partecipanti. Si fa, infine, presente che la partecipazione alle gite da parte di minori è ammessa solamente laddove questi siano accompagnati da genitori o da accompagnatori adulti che se ne assumano ogni responsabilità.

venerdì 15 gennaio 2010

Antonia Pozzi, poetessa d’alta quota

pubblichiamo, dal sito del Comune - Biblioteche di Verona:

" Martedì 19 gennaio 2010 alle ore 17.00 in Sala Farinati, la Biblioteca Civica di Verona ospiterà la presentazione del volume

Antonia Pozzi, poetessa d’alta quota di Marco Dalla Torre.

Sono previste alcune letture a cura dell’avvocato Guariente Guarienti, Gaia Guarienti e del Dott. Agostino Contò.
Il libro presenta la biografia di Antonia Pozzi (1912-1938) che segue il filo rosso della sua passione per la montagna (a soli 11 anni si è iscritta al CAI e la sua tessera, conservata nell’archivio di Pasturo, mostra regolarmente tutti i bollini fino all’anno della morte). La straordinaria voce lirica del ‘900 frequentò intensamente le vette, traendone ispirazione più di ogni altro poeta italiano. Dalla Torre ne ricostruisce l’attività alpinistica e ne indaga la relativa trasfigurazione poetica, che costituisce tematica fortemente originale all’interno del suo canzoniere. Il libro fa conoscere ai lettori di Antonia Pozzi un aspetto forse meno noto della sua vita e della sua arte e, nello stesso tempo, avvicina la figura dell’autrice agli appassionati di letteratura di montagna.
Marco Dalla Torre, trentino di origine, nasce nel 1966 a Milano, dove risiede. Laureato in Lettere, ha insegnato per diversi anni. Attualmente si dedica alla formazione (staff direttivo dell’Associazione Faes -Famiglia e Scuola – e dell’Associazione InFamiglia). Ha curato i volumi: Clemente Rebora, La mia luce sepolta. Lettere di guerra (Verona 1996) e, con Sandro Gadenz, A voce sola. Tullio Gadenz (1910-1945): le montagne dell’anima (Fiera di Primiero 2008). Ha pubblicato diversi saggi dedicati a Clemente Rebora e ad Antonia Pozzi. È socio accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).

Informazioni e contatti:
Biblioteca Civica
tel. 045 8079700 E-mail bibliotecacivica.eventi@comune.verona.it
Presentazione in Sala Farinati
martedì 19 gennaio alle ore 17.00
Ingresso libero "