Bovolone - Verona. L’Associazione opera nella zona del basso veronese dal 1991. Nata per iniziativa di un gruppo di amici appassionati di montagna, si propone come obiettivo quello di mettere in contatto fra di loro gli escursionisti e alpinisti della nostra zona. -> Info: adm91blog@gmail.com
sabato 31 gennaio 2009
sabato 24 gennaio 2009
La prima gita del 2009 con le ciaspole alla BruggerSchupfe
Non è iniziato all'insegna del bel tempo la prima gita AdM del 2009....Troppe brutte le previsioni per salire con la funivia di Malcesine sul mte Baldo, per proseguire poi in cresta fino a punta Pettorina....Ma era comunque tanta la voglia di fare un'escursione e le previsioni dell'Alto Adige promettevano un tempo migliore, con ampi tratti soleggiati.
Così siamo partiti in 10: Luciano, Paolo (Lidi), Davide, Gianluca, Aldo e Betta, Giuliano, Rosanna ed Enrico, verso la zona ad ovest di Chiusa, nella zona di Velturno.
Dove si trova questa sconosciuta ma bellissima zona? Ecco un sito dove si descrive un itinerario nei dintorni, che tocca anche la malga BruggerSchupfe.
Arrivati al parcheggio, di sole ce ne n'era gran poco, anzi per tutta la giornata non ne abbiamo visto, mentre di neve e nevischio si.... ma siamo partiti lo stesso malgrado qualche dubbio.
La salita non ha richiesto le ciaspole perchè si seguiva un sentiero battuto, lungo la pista di slittini... Dopo un paio di ore di salita...e dopo aver girovagato un po' nella nebbia alla ricerca dell'accogliente e calda malga BruggerSchupfe - dove ci si immaginava già un bel piatto di canederli caldi - la malga è infatti aperta anche nel weekend - SORPRESA!: la malga è
superaffollata di gente e di mangiare non se ne parla!!! Be' pazienza, un panino sui tavoli esterni cercando di ripararsi dal vento e dalla neve e poi in un angolino del locale caffè e strudel....per tutti!!
Infine la discesa, questa volta con le ciapole in mezzo ai boschi alla ricerca di un percorso su neve fresca...e che neve! fantastica con le ciaspole! Veramente divertente... guarda l'album delle foto.
Be' in conclusione bella gita, il luogo merita senz'altro una escursione estiva, speriamo solo di essere più fortunati in Val Moena (un angolo di Canada come descritto da questo sito - preparatevi tutti a partire!)
A Presto,
Così siamo partiti in 10: Luciano, Paolo (Lidi), Davide, Gianluca, Aldo e Betta, Giuliano, Rosanna ed Enrico, verso la zona ad ovest di Chiusa, nella zona di Velturno.
Dove si trova questa sconosciuta ma bellissima zona? Ecco un sito dove si descrive un itinerario nei dintorni, che tocca anche la malga BruggerSchupfe.

Arrivati al parcheggio, di sole ce ne n'era gran poco, anzi per tutta la giornata non ne abbiamo visto, mentre di neve e nevischio si.... ma siamo partiti lo stesso malgrado qualche dubbio.
La salita non ha richiesto le ciaspole perchè si seguiva un sentiero battuto, lungo la pista di slittini... Dopo un paio di ore di salita...e dopo aver girovagato un po' nella nebbia alla ricerca dell'accogliente e calda malga BruggerSchupfe - dove ci si immaginava già un bel piatto di canederli caldi - la malga è infatti aperta anche nel weekend - SORPRESA!: la malga è

Infine la discesa, questa volta con le ciapole in mezzo ai boschi alla ricerca di un percorso su neve fresca...e che neve! fantastica con le ciaspole! Veramente divertente... guarda l'album delle foto.
Be' in conclusione bella gita, il luogo merita senz'altro una escursione estiva, speriamo solo di essere più fortunati in Val Moena (un angolo di Canada come descritto da questo sito - preparatevi tutti a partire!)
A Presto,
Silvano
giovedì 22 gennaio 2009
Seggiovie e alberghi fantasma
segnalato da Diego Marani, proponiamo un interessante articolo disponibile on line su http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/funivie-fantasma/funivie-fantasma/funivie-fantasma.html
"..VENTO che sibila nei corridoi di alberghi chiusi, gelidi come l'Overlook Hotel del film Shining. Seggiolini sballottati dalla tormenta, appesi a funi immobili. Stazioni di funivie piene di immondizie, senz'anima viva intorno. Piloni arrugginiti, ruderi che nessuno rimuove anche nei parchi naturali. Ora i numeri ci sono. Quelli - mai fatti prima - degli impianti ridotti al fallimento dal riscaldamento climatico e dalla speculazione immobiliare. Oltre centottanta nel solo Nord Italia. La metà di quelli -350 - che sono stati chiusi finora. Centottanta vuol dire quattromila tralicci, centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, seicentomila metri di fune d'acciaio, cinque milioni di metri di sbancamenti e di foresta pregiata trasformata in boscaglia. Ferri contorti come i ramponi di Achab sulla gobba della balena...." tutto l'articolo
ne sappiamo qualche cosa anche sulle ns prealpi veronesi, Lessinia e Monte Baldo, tonnellate di metallo abbandonate ed edifici non più utilizzabili. Emblematico è il caso delle piste di Prada sul Monte Baldo, da anni non più utilizzabili per cronica mancanza di neve. Quest'anno la zona sta vivendo una seconda giovinezza. Le piste sono sempre chiuse, ma l'impianto di risalita è momentaneamente aperto, a disposizione di chi vuole salire alle più alte quote e raggiungere i rifugi 'Fiori del Baldo' e Chierego. La zona in questi mesi di intense precipitazioni è frequentatissima da escursionisti muniti di ciaspole e scialpinisti.
Andrea Negri
"..VENTO che sibila nei corridoi di alberghi chiusi, gelidi come l'Overlook Hotel del film Shining. Seggiolini sballottati dalla tormenta, appesi a funi immobili. Stazioni di funivie piene di immondizie, senz'anima viva intorno. Piloni arrugginiti, ruderi che nessuno rimuove anche nei parchi naturali. Ora i numeri ci sono. Quelli - mai fatti prima - degli impianti ridotti al fallimento dal riscaldamento climatico e dalla speculazione immobiliare. Oltre centottanta nel solo Nord Italia. La metà di quelli -350 - che sono stati chiusi finora. Centottanta vuol dire quattromila tralicci, centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, seicentomila metri di fune d'acciaio, cinque milioni di metri di sbancamenti e di foresta pregiata trasformata in boscaglia. Ferri contorti come i ramponi di Achab sulla gobba della balena...." tutto l'articolo
Andrea Negri
Al via gli appuntamenti culturali al KingRock: PRIMA ASCENSIONE VERONESE OLTRE GLI 8000mt
tratto dal sito web di King Rock
http://www.kingrock.it/index.php?lang=ita&menu_1=news&id=50:
" La spedizione per la salita allo Shisha Pangma organizzata da "onTHErocks" era interamente veronese: Andrea Zambaldi, Andrea Montolli, Alessandro Catozzi e Filippo Marin. Iniziata il primo Settembre e conclusasi l'11 Ottobre 2008 la salita ha visto la conquista della vetta da parte di Andrea Zambaldi e Andrea Montolli, in perfetto stile alpino senza ossigeno o aiuto di sherpa. E in anteprima per il King Rock... i nostri alpinisti dedicheranno una serata per raccontarci la loro esperienza, facendoci rivivere con diapositive e spiegazioni le fatiche e le emozioni di quei giorni.
Vi aspettiamo numerosi VENERDI 23 GENNAIO ORE 21.00 nella sala didattica del King Rock
in Via CA' di MAZZE' 21 - località Palazzina - Verona "
http://www.kingrock.it/index.php?lang=ita&menu_1=news&id=50:
" La spedizione per la salita allo Shisha Pangma organizzata da "onTHErocks" era interamente veronese: Andrea Zambaldi, Andrea Montolli, Alessandro Catozzi e Filippo Marin. Iniziata il primo Settembre e conclusasi l'11 Ottobre 2008 la salita ha visto la conquista della vetta da parte di Andrea Zambaldi e Andrea Montolli, in perfetto stile alpino senza ossigeno o aiuto di sherpa. E in anteprima per il King Rock... i nostri alpinisti dedicheranno una serata per raccontarci la loro esperienza, facendoci rivivere con diapositive e spiegazioni le fatiche e le emozioni di quei giorni.
Vi aspettiamo numerosi VENERDI 23 GENNAIO ORE 21.00 nella sala didattica del King Rock
in Via CA' di MAZZE' 21 - località Palazzina - Verona "
mercoledì 21 gennaio 2009
Le foto della prima gita 2009!
Ecco in linea le foto della ciaspolada di domenica 18 gennaio... Tempo un po' bruttino ma luogo molto bello! Verso Cima Pecora, in Alto Adige, nei dintorni di Chiusa... con arrivo dopo 500 metri di dislivello in una accogliente e calda baita!
da www.corriere.it: L'impresa di Andrea Daprai: da sott'acqua alla vetta del monte Bianco in sole 19 ore

MADONNA DI CAMPIGLIO - Sul biglietto da visita di Andrea Daprai sta scritto: maestro di sci, sciatore estremo, sci alpinista, sky runner, sport estremi. Per Andrea, trentino di Cles, 33 anni, l’impresa eccezionale è quasi una regola di vita. Un primo grande exploit lo fece l’8 agosto 2007: da piazza del Duomo a Milano sin sulla vetta del Cervino in 11 ore e 27 minuti. Ma ad Andrea non bastava, voleva l’impresa con tanto di record mondiale. Scalare le montagne sapeva già farlo con grande abilità così come correre a piedi e, grazie all’aiuto di Maurizio Frondiest, andare in bicicletta come fosse un corridore dilettante. «Poi cominciai a pensare a qualcosa di molto, molto difficile, di straordinario - racconta - ....
tutto l'articolo disponibile su http://www.corriere.it/sport/09_gennaio_16/andrea_daprai_maestro_sci_morosini_77281bec-e3f9-11dd-8cd2-00144f02aabc.shtml
mercoledì 14 gennaio 2009
Domenica 18 2009 - monte Baldo con le ciaspole: variazione di capogita!
Attenzione! Per la gita di domenica prossima, 18 gennaio, a punta Pettorina (monte Baldo) il capogita sarà Silvano, causa indisposizione di Andrea.
Per iscrizioni e informazioni contattate quindi:
Silvano Pasquali
348 5232109
adm91blog@gmail.com
Per iscrizioni e informazioni contattate quindi:
Silvano Pasquali
348 5232109
adm91blog@gmail.com
lunedì 12 gennaio 2009
calendario Adm 2009 con riferimenti per iscrizione:
pubblichiamo il nuovo calendario ADM 2009 anche con il riferimento da contattare per iscrizione o richiesta informazioni:
18 gennaio (Andrea Negri – tel 348 8727006 – 335 7186186)
Gita con le ciaspole
Quota 2005 di Punta Pettorina - Monte Baldo
E
8 febbraio: (Silvano Pasquali - tel 348 5232109)
Gita con le ciaspole
Val Moena – Gruppo dei Lagorai
E
1 marzo: Tre Croci – Zevola
(Silvano Pasquali tel 348 5232109 - Andrea Negri tel 348 8727006 – 335 7186186)
Alpinistica - Piccole Dolomiti
26 aprile: (Enrico Bergamini – tel 339 7763285)
Forte San Marco - Val d’Adige
E
17 maggio: (Gianni Morandini – tel 348 5290404)
Ciclabile della Valsugana
14 giugno: (Davide Mantovanelli – tel 348 7035660)
Giro del Sengio Alto
Piccole Dolomiti
E
18-19 luglio: (Enrico Bergamini tel 339 7763285 – Lucano Mozzo tel 329 6478906)
Dal Rifugio Contrin al Rifugio Falier – Giro del Sasso Vernale
Dolomiti
EE
30 agosto: (Gianluca Passarini – tel 346 5784364)
Val di Rabbi – Scalinata dei Larici monumentali
Parco Nazionale dello Stelvio
E
13 settembre: (Davide Mantovanelli – tel 348 7035660)
Al Campanile di Val Montanaia
Dolomiti Fiuliane
E
11 ottobre: (Gianni Morandini – tel 348 5290404)
Val di Tovel
Gruppo del Brenta
E
18 gennaio (Andrea Negri – tel 348 8727006 – 335 7186186)
Gita con le ciaspole
Quota 2005 di Punta Pettorina - Monte Baldo
E
8 febbraio: (Silvano Pasquali - tel 348 5232109)
Gita con le ciaspole
Val Moena – Gruppo dei Lagorai
E
1 marzo: Tre Croci – Zevola
(Silvano Pasquali tel 348 5232109 - Andrea Negri tel 348 8727006 – 335 7186186)
Alpinistica - Piccole Dolomiti
26 aprile: (Enrico Bergamini – tel 339 7763285)
Forte San Marco - Val d’Adige
E
17 maggio: (Gianni Morandini – tel 348 5290404)
Ciclabile della Valsugana
14 giugno: (Davide Mantovanelli – tel 348 7035660)
Giro del Sengio Alto
Piccole Dolomiti
E
18-19 luglio: (Enrico Bergamini tel 339 7763285 – Lucano Mozzo tel 329 6478906)
Dal Rifugio Contrin al Rifugio Falier – Giro del Sasso Vernale
Dolomiti
EE
30 agosto: (Gianluca Passarini – tel 346 5784364)
Val di Rabbi – Scalinata dei Larici monumentali
Parco Nazionale dello Stelvio
E
13 settembre: (Davide Mantovanelli – tel 348 7035660)
Al Campanile di Val Montanaia
Dolomiti Fiuliane
E
11 ottobre: (Gianni Morandini – tel 348 5290404)
Val di Tovel
Gruppo del Brenta
E
sabato 10 gennaio 2009
Domenica 18 gennaio 2009 – Monte Baldo
Quota 2005 di Punta Pettorina
escursione con le racchette da neve
Tra tutti i rilievi prealpini il Monte Baldo si distingue per l'eccezionale linearità del suo crinale, allungato da sud-ovest a nord-est. E proprio lungo questa direttiva il Monte Baldo offre quella che non a torto è stata definita la più entusiasmante "cavalcata di cresta" di tutte le Prealpi.
Percorreremo un breve tratto di questa cresta, partendo dall’arrivo della funivia di Malcesine ci permetterà di raggiungere l’anticima di Punta Pettorina a quota 2005 m. Da questa elevazione si gode una vista spettacolare non solo sul paese di Malcesine e sulla Riserva Integrale di Selva Pezzi, ma anche su tutto l'alto Garda, le montagne trentine e buona parte delle Dolomiti e delle Prealpi Venete. Grazie alla comodità d'accesso offerta dalla funivia di Malcesine il dislivello da superare in salita non è eccessivo, anche se il tragitto da percorrere è abbastanza lungo in quanto in linea d'aria la Cima delle Pozzette dista dalla stazione d'arrivo della funivia di Malcesine circa 3 chilometri.
E’ indispensabile l’iscrizione !
Per informazioni ed iscrizioni:
Silvano Pasquali: 348 5232109
entro giovedì 15 gennaio
Noleggio racchette da neve: 10 €
Tariffa funivia San Michele-Monte Baldo: 14 €
Luogo e ora di partenza: Verona - casello di VR sud - ore 7:30
Percorso stradale: casello di VR Sud – A22 del Brennero - Uscita Affi – Garda – Malcesine – frazione di San Michele
Attrezzatura indispensabile:
Pranzo al sacco
Scarponi
Bastoncini telescopici o da sci
Ghette
Giacca a vento, berretto, guanti (due paia)
Occhiali da sole
Difficoltà: E – Non vi sono difficoltà tecniche. Non presenta un forte dislivello.
Dislivello: 800 m. di salita-discesa complessivi (solo 400 di salita)
Tempo complessivo: ore 5
escursione con le racchette da neve
Percorreremo un breve tratto di questa cresta, partendo dall’arrivo della funivia di Malcesine ci permetterà di raggiungere l’anticima di Punta Pettorina a quota 2005 m. Da questa elevazione si gode una vista spettacolare non solo sul paese di Malcesine e sulla Riserva Integrale di Selva Pezzi, ma anche su tutto l'alto Garda, le montagne trentine e buona parte delle Dolomiti e delle Prealpi Venete. Grazie alla comodità d'accesso offerta dalla funivia di Malcesine il dislivello da superare in salita non è eccessivo, anche se il tragitto da percorrere è abbastanza lungo in quanto in linea d'aria la Cima delle Pozzette dista dalla stazione d'arrivo della funivia di Malcesine circa 3 chilometri.
E’ indispensabile l’iscrizione !
Per informazioni ed iscrizioni:
Silvano Pasquali: 348 5232109
entro giovedì 15 gennaio
Noleggio racchette da neve: 10 €
Tariffa funivia San Michele-Monte Baldo: 14 €
Luogo e ora di partenza: Verona - casello di VR sud - ore 7:30
Percorso stradale: casello di VR Sud – A22 del Brennero - Uscita Affi – Garda – Malcesine – frazione di San Michele
Attrezzatura indispensabile:

Pranzo al sacco
Scarponi
Bastoncini telescopici o da sci
Ghette
Giacca a vento, berretto, guanti (due paia)
Occhiali da sole
Difficoltà: E – Non vi sono difficoltà tecniche. Non presenta un forte dislivello.
Dislivello: 800 m. di salita-discesa complessivi (solo 400 di salita)
Tempo complessivo: ore 5
mercoledì 7 gennaio 2009
da www.larena.it: Dieci milioni per salvare la montagna che frana

"LOTTA AI DISSESTI IDROGEOLOGICI. Otto anni di investimenti per la Provincia, mirati a mettere in sicurezza soprattutto le strade, minacciate dagli smottamenti Reti contro i massi a Malcesine e Giazza installati due pozzi drenanti a Mazzurega interventi urgenti in vista a Vestenanova.
Le persistenti precipitazioni piovose dello scorso mese hanno messo in evidenza i punti critici e le condizioni instabili dal punto di vista idrogeologico di alcune porzioni della provincia....."
Le persistenti precipitazioni piovose dello scorso mese hanno messo in evidenza i punti critici e le condizioni instabili dal punto di vista idrogeologico di alcune porzioni della provincia....."
giovedì 1 gennaio 2009
domani: 2 gennaio 2009
Riccardo Cassin compie 100 anni

Torre Trieste - Gruppo monte Civetta: Parete Sud-Est - Agosto 1934 (Cassin - Vitali - Pozzi)
Cima Ovest di Lavaredo: Parete Nord - Prima ascensione: Agosto 1935 (Cassin - Ratti)
Pizzo Badile: Parete Nord-Est - Prima ascensione: Agosto 1937 (Cassin - Ratti- Esposito - Molteni - Valsecchi)
Sperone Walker - Prima ascensione: Luglio 1938 (Cassin - Esposito - Tizzoni)
photos by www.summitpost.org
mercoledì 31 dicembre 2008
da www.larena.it: Sul baldo è allarme valanghe
photo by ADM: le creste del Monte Baldo verso il Rif.Telegrafo
IL SOCCORSO ALPINO. Tanta neve e pendii ghiacciati sul versante di Novezza: «Per lo scialpinismo è meglio attendere» Marco Vignola (Soccorso alpino)
Sono sul baldo e stanno seguendo una giornata di addestramento valanghe i volontari del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico (Cnsas) di Verona. «La situazione è estremamente critica e sconsigliamo vivamente in questo periodo di avventurarsi sul versante di Novezza per la pratica dell’escursione con racchette o per lo scialpinismo», avverte Marco Vignola, responsabile della stazione di Verona del Soccorso alpino. Ha seguito con apprensione un gruppo salito dal canalone Osanna: «Nella traversata su pendii ripidi le ciaspole perdono aderenza e si trasformano in slitte, aumentando i rischi», denuncia, ricordando il recente incidente sul Carega, vicino a Passo Pertica, all’uscita della prima galleria di un escursionista trentasettenne di Caldiero, tradito dalla pendenza e dalla neve ghiacciata, fermatosi per fortuna al primo terrazzino, dopo una scivolata di 30-40 metri nella quale ha rimediato la frattura del bacino e di una rotula e ancora ricoverato al Santa Chiara di Trento.«Sul baldo tutti i canaloni devono ancora scaricare l’eccesso di neve ed è pericoloso avventurarsi. Qualche garanzia in più la offre il versante di Prada, dove l’umidità del lago ha assestato lo strato, ma le ciaspole è meglio usarle in Lessinia e nei boschi, non su pendii ghiacciati e ripidi», aggiunge Vignola.Marco Heltai, guida alpina e tecnico di elisoccorso ha appena terminato l’addestramento ai volontari del Soccorso alpino in tema di valanghe: «È nevicato presto su terreno non ancora gelato. Poi il freddo ha ghiacciato lo strato superiore lasciando umido quello inferiore a contatto con il terreno e non ben aggregato ad esso. È la condizione ideale per il distacco di valanghe. Gli appassionati di scialpinismo devono pazientare ancora, almeno una decina di giorni. Del resto questa pratica alpinistica è tipica del mese di febbraio e la stagione è troppo anticipata», ripete. Il freddo di questi giorni accresce il pericolo di distacchi perché il vento ha spostato cumuli di neve da un luogo all’altro e l’umidità sottostante sale verso l’alto muovendo un manto che non è aggregato al fondo.Le raccomandazioni sia del Corpo forestale dello Stato sia dei volontari del Soccorso alpino sono quelle tradizionali di partire informati sulle condizioni meteo e della neve, consultando i bollettini quotidiani di Arpav e Meteomont; di essere attrezzati con l’apparecchio Arva per la ricerca sotto valanga, di sonda e pala nello zaino; soprattutto di saper rinunciare quando le condizioni lo richiedono perché non c’è da vergognarsi a rispettare la montagna e la vita.V.Z.
da www.larena.it: Si chiude uno degli anni più caldi degli ultimi cento
grafico da wikipedia.org

STATISTICHE. Il bilancio climatico di questi dodici mesi conferma un graduale riscaldamento, poca la nebbia, quasi assente la neve in città. Solo ora è vero inverno. Temperatura media più alta di 1,5 gradi rispetto al passato.
Ancora una volta molto più caldo del normale ma con piogge abbondanti, specie nel finale. Tanti sono i fenomeni che ci faranno ricordare il clima del 2008, caratterizzato a Verona e provincia da eventi anche bizzarri.Inverno mite con un gennaio eccezionale, primavera incostante, estate normale, settembre rovente, autunno caldo ma molto piovoso. In città la temperatura media dell'anno è stata di ben 15,2 gradi (14,6° all'aeroporto), quasi 1,5 gradi in più rispetto alla media degli ultimi cinquant'anni.E una cosa è certa: il 2008 è sicuramente uno dei cinque o sei anni più caldi degli ultimi cento. La causa di tanta anomalia sta soprattutto nelle temperature abnormi dell'inverno scorso nonché degli ultimi tre mesi. Per la verità, con la sola eccezione di luglio, tutti i mesi del 2008 hanno fatto registrare temperature medie mensili oltre la media, fino a tre gradi più in gennaio e ottobre.C'è però un dato positivo: il buon recupero delle piogge. Su Verona-città sono caduti 930 millimetri d'acqua (circa 910 all'aeroporto), oltre 100 in più rispetto alla statistica. Completamente assente la neve in città (2-3 centimetri nella Bassa), come del resto accade da alcuni anni. Discorso diverso per la montagna veronese, alle prese con un dicembre che non vedeva tanta neve a memoria d'uomo. LE QUATTRO STAGIONI. L'anno è iniziato con un gennaio eccezionalmente mite: 3° oltre la media. Rarissimi i precedenti: solo nel 2007, nel 1998 e nel 1987 ci fu più caldo in questo mese. Febbraio aggiusta un po' il tiro di un inverno in sordina proponendo minime fino a -7/8° nelle campagne, ma nulla arresta una primavera partita in anticipo: addirittura 27 i gradi raggiunti il 2 marzo grazie al vento di foehn: mai tanto caldo così in anticipo a Verona, anche se a fine mese c'è una piccola retromarcia con qualche gelata tardiva. Aprile e maggio non presentano anomalie particolari.Giugno è a due volti: molto piovoso e freddo nella prima metà, caldissimo nella seconda. In una decina di giorni si passa da giornate umide con temperature di 18 gradi ai 35° gradi del giorno 26. L'estate trascorre all'insegna della normalità.Luglio conta una ventina giornate con massime oltre i 30°, ma vengono appena raggiunti 33-34° per un paio di giornate. Agosto è un po' più caldo ma senza eccessi (28 giorni con massime pari o superiori a 30 gradi, ma mai più di 33°): nella seconda metà non si verifica però quel calo termico che porta la stagione al declino. Anzi, la prima metà di settembre è eccezionale: nei primi 13 giorni le temperature superano costantemente i 30 gradi, con una punta vicina ai 33° e afa pesante come in pieno luglio.Anche l'autunno si farà desiderare. La prima metà di ottobre vede temperature quasi estive: ben quattro le giornate con termometro oltre i 25°. Mai questo mese fu mediamente così caldo. Anche novembre è stato eccezionale, almeno nella prima metà, tanto che solo il giorno 20 abbiamo avuto la prima temperatura massima sotto i 10 gradi. Solo ora dicembre ci sta portando verso il vero inverno. LE PRECIPITAZIONI. Se l'aridità era stata una delle caratteristiche meteo del 2007 (piogge per 590 millimetri), non altrettanto si può dire del 2008: su Verona sono caduti ben 930 millimetri d'acqua, un dato superiore agli 800 previsti dalle statistiche degli ultimi cinquant'anni. Non pioveva tanto dal 2001. Aprile, giugno, novembre e dicembre sono stati i mesi più piovosi e assorbono da soli il 65% delle piogge dell'anno. Dicembre ha poi eguagliato il record del 1996 (140 millimetri). Piuttosto aridi invece i mesi di febbraio e marzo, mesi nei quali è piovuto meno della metà del previsto.Il dato del 2008 spezza due anni particolarmente aridi come il 2006 e il 2007: va detto però che il 50% delle piogge cadute nell'anno si concentra in appena 16 giornate. Buono, di conseguenza, il recupero delle acque del Garda che nel 2007 aveva toccato livelli mai visti. LA NEVE. Pochissima, appena qualche fiocco. Solo nella mattinata del 24 novembre e nella sera di Natale Verona ha rivisto qualche favilla di neve dopo quasi due anni di assenza. D'altra parte il capoluogo scaligero è in realtà notoriamente allergico alla neve per effetto del vento di foehn in arrivo dai Lessini al transito di ogni perturbazione. È un vento mite che alza le temperature a ridosso delle colline e abbassa l'umidità fino ad impedire la caduta della neve in tutta la fascia pedemontana della provincia. Discorso diverso per il baldo e per la Lessinia: dalla fine di novembre a metà dicembre a metà dicembre, a San Giorgio l'accumulo di neve ha superato i 2,5 metri! LA NEBBIA. Poca. In aeroporto Sono state in tutto 33 le giornate interessate dal fenomeno (di cui 9 nel solo mese di febbraio), circa 16 in città. Sicuramente più del 2007, quando all'aeroporto sono stati appena 22, mentre in città il fenomeno aveva fatto la sua comparsa non più di sette o otto volte. Al.Az.
lunedì 29 dicembre 2008
due casi da risolvere...ai piedi del Gigante

Come scenario abbiamo i ghiacciai e le pareti del Bianco, spaziando dal ghiacciaio del Toula alle parete dell'Envers des Aguilles.
Il protagonista (il nostro Montalbano) è Nanni Settembrini guida alpina e soccoritore di Courmayeur. Cittadino "prestato" alla montagna anche nel secondo libro si scontrerà con le sue difficoltà famigliari e professionali, ancora alla volta alla ricerca di alpinisti svaniti nel nulla.
Le due schede disponibili sul sito della CDA-Vivalda:
Nato a Torino nel 1957, è approdato al giornalismo attraverso l’alpinismo. Nel 1985 ha fondato il mensile “Alp” e oggi dirige la rivista internazionale “L’Alpe”. Collabora con le pagine culturali de “La Stampa” e si occupa di progetti museali (Bard, Torino, Vinadio). Ha curato libri sulla letteratura e la storia dell’alpinismo, un saggio sulla nascita delle Alpi (In principio era il mare) e un’antologia di Dino Buzzati (Le montagne di vetro). Per il Gruppo Abele ha lavorato a un’inchiesta sul suicidio in Italia (L’ultimo messaggio). Con Bollati Bolinghieri ha pubblicato La nuova vita delle Alpi. In questa collana sono apparsi quattro romanzi: Cieli di pietra, La guerra di Joseph, La notte del Cervino e La sciatrice, prima avventura di Nanni Settembrini.
di Andrea Negri
giovedì 25 dicembre 2008
da www.larena.it «Noi, sul baldo, sepolti dalla neve»
bufera davanti al Rifugio "Fiori del Baldo" - photo by ADM

Gli Oliboni gestiscono da anni il rifugio dei «Fiori». Per giorni sono rimasti isolati a causa delle bufere
Riaprono da Santo Stefano all’Epifania la bidonvia e la seggiovia che da Prada salgono a Costabella. Lassù, la scorsa settimana, quattro veronesi sono rimasti isolati per giorni a causa della bufera che ha accumulato metri di neve sulle creste della montagna. Sono i proprietari del rifugio «Fiori del baldo» a quota 1850, appena sotto il Chierego: qui abitano stabilmente Adriano e Anna Oliboni, con il figlio Moreno e sua moglie Cinzia Gaspari.Il rifugio è letteralmente immerso nella neve, che a queste altezze ha raggiunto i due metri e mezzo, ma in alcuni punti, dove il vento l’ha accumulata, si è arrivati anche a 4 metri. Gli Oliboni sono la famiglia più alta del Veronese.Li abbiamo raggiunti grazie all’Enel, che ha riassestato la linea elettrica abbattuta dalla tormenta alla Bocchetta di Naole (1648 metri). «Signora Anna, lo sa che dal 26 prossimo al 6 gennaio compreso la funivia riapre?». «Me lo dice lei». Dopo settimane di pioggia e neve - tanta come non accadeva da anni e anni - finalmente è tornato il sole e sono passati i primi scialpinisti, oltre ad alcuni snowborder. I primi sono saliti al Coal Santo (2072 m.) e ne sono tornati dicendo che il pericolo di valanghe era elevato. Ha fioccato tanto nei giorni scorsi, ora la neve si sta assestando, è arrivato il foehn e la neve si trasforma: gela la notte, si scalda di giorno e poi rigela: le slavine a lastroni, le peggiori, sono in agguato. Ce ne sono già state sopra malga Valfredda.«Me lo hanno detto due sciatori che hanno rischiato salendo da quel versante. Il vento ci ha costruito attorno vere e proprie colline di neve, è stata bufera per giorni», racconta la signora Anna, «di notte era fortissimo, urlava, al mattino non riuscivamo a uscire. Nessuno sciatore si azzarda sui costoni a nord: tagliare sui pendii la coltre vuol dire innescare il crollo fatale».E spiega: «Mio figlio scende e sale ogni giorno, con gli sci o le ciaspole, sotto i fili della telecabina, è l’unico percorso abbastanza sicuro che suggeriamo a tutti», dice. «Qualche esperto arriva anche da sotto le due Pozze di Pralongo (1250 metri), dove la strada è aperta fino al Cason, bisogna anche stare attenti in cresta alle instabili cornici che si protendono sul versante di Ferrara. La vecchia strada militare non si vede più. La nostra motoslitta potrebbe tagliare la coltre di neve e inoltre è rischioso, potrebbe capovolgersi. Eppure qualcuno viene sempre quassù, anche con la bufera: sono affezionati a noi e al baldo, ci portano chi il giornale, chi un chilo di pane, regali, cibo».Gli Oliboni hanno trascorso l’esistenza fra questi rifugi, gestendo il Chierego - che pure è sempre aperto nei fine settimana, come ora aprirà il Mondini (1550 metri) - per cinque anni dal 1967, quando non c’era ancora la bidonvia; il Telegrafo (2150 metri) per quindici, fino al 1984. Hanno anche abitato le grotte di Valdritta (2218 metri) per 7-8 anni ospitando gratuitamente tutti i «passanti». Inoltre hanno gestito il Mondini per una stagione. Poi hanno rilevato questo rifugio, costruito in legno per la seggiovia, letteralmente distrutto da una tempesta, ricostruito nel ’94 dalla famiglia Sciaretta che in seguito glielo ha volentieri ceduto, ma è stato scoperchiato da una tromba d’aria notturna nel 2002 (con loro dentro).Occorre costanza, passione, sacrificio. Adriano Oliboni, per tutti l’«Orso», faceva il ferroviere nei ritagli di tempo, adesso ha 73 anni ed è sempre una roccia. La tenacia qui è indispensabile anche se scappa qualche avvilimento a sentirsi non isolati ma dimenticati. Hanno 16 posti letto e servono, con l’esperienza e la pratica dei luoghi, l’ospitalità insieme a zuppa di fagioli, gnocchi di ortica, minestroni favolosi. Quando la seggiovia è chiusa l’afflusso è rarefatto ma anche selezionato, la montagna ritrova le sue dimensioni. Quando è aperta sono gli Oliboni i primi ambasciatori del baldo, utili a tutti, senza nessun aiuto economico. Belli e buoni quando c’è bel tempo, ignorati con il brutto. «Tre ore per togliere il ghiaccio e aprire la porta, due per arrivare alla legnaia», dice l’«Orso» al telefono, «una strada per salire con la jeep nella bella stagione che non ha mai visto uno stradino, spese altissime».Anna Oliboni, si commuove: «Però a noi piace essere qui, anche soli spesso, a noi piace rinnovare l’amicizia con chi arriva congelato nella nebbia. Abbiamo una grande fiducia in mio figlio e mia nuora, che ce la mettono tutta: quasi due ore con zaini pesanti da Prada, due e mezza dalle Due Pozze, con qualsiasi tempo, anche di notte, con carne, verdura, frutta, pane. Ci manca solo la nostra San Bernardo, Megj, che ci ha lasciato in settembre, salvata in un vallone dal Soccorso alpino anni fa: aveva 10 anni. Anche lei era utile, sentiva arrivare le persone col maltempo, le guidava, abbaiando nel buio. Sono i giovani il nostro futuro, quello del rifugio, quello del baldo».
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