Percorso Alpinistico - si richiede autonomia nelle capacità alpinistiche ed attrezzatura (normale attrezzatura da via ferrata con caschetto, imbragatura, cordini+dissipatore).
L'Alta via ha preso il nome dal noto alpinista originario della Val di Fassa, Bepi Pellegrin (Zac), appassionato di storia locale, nonché titolare del. La ristrutturazione del percorso di guerra, con grandiosi scenari panoramici che spaziano dalla Marmolada alle Pale di S. Martino, dal Sella al Sassolungo, dal Catinaccio al Latemar, è opera appassionata di Livio Defrancesco, caposervizio presso gli impianti di risalita Costabella.
E’ indispensabile l’iscrizione !
Per informazioni ed iscrizioni:
Luciano Mozzo: 329 6478906
Luogo e ora di partenza: Parcheggio casello di Verona Sud ore 6.30
Percorso automobilistico: Verona Sud – Autostrada del Brennero – uscita di Ora – Val di Fiemme – Val di Fassa - Moena – Passo San Pellegrino - tot. Km 195 c.a.
Attrezzatura indispensabile:
Zaino e Scarponi
Maglione, giacca a vento, cappello e guanti
Pranzo al sacco
Imbragatura + kit ferrata e caschetto. Pila frontale o torcia elettrica
Difficoltà: EEA - percorso alpinistico. Richiede passo sicuro e un minimo di esperienza alpinistica
Descrizione del percorso:
Si parte dal passo S.Pellegrino (1919mt),raggiungible con accesso stradale Moena in Val di Fassa. Lungo il sentiero n.604 si sale fino al passo Le Selle dove sorge l'omonimo rifugio,passando dal rifugio Paradiso -2130mt- in circa 1.30h. Qui ha inizio l'alta via Bepi Zac.
LA FERRATA: Con il sentiero n.637 si sale lasciandosi alle spalle il rifugio, aiutati anche, in un breve tratto franoso, dal cavo metallico come scorrimano,verso la cresta. Tutta questa catena montuosa fu teatro di durissimi combattimenti tra italiani e austriaci durante il primo conflitto mondiale 1914-18. A testimonianza di tutto ciò, lungo tutto il percorso troviamo resti di opere belliche come trincee,baracche,scale e passatoie in legno,postazioni per ricovero di persone e munizioni. Un vero museo all'aperto che nel silenzio di questi luoghi fa pensare molto alla a ciò che accadde. Terminata la breve e ripida salita, si prosegue lungo questo sentiero di cresta incontrando fin da subito alcuni panoramici passaggi, delle gallerie di guerra (in alcuni casi utile una torcia) fino ad arrivare al Lastel Picol (2697mt); la vista da qui è a 360 gradi, si incontrano tutti i gruppi dolomitici della val di Fassa; il Latemar il Catinaccio il Sasso Piatto il Sella la Marmolada e i Monzoni.Si avanza verso est,sulla linea che fu il fronte, in direzione del Lastel Gran (2713mt) e la cima Campagnaccia (2737mt). Prima di arrivare a quest'ultima si affronta una serie di saliscendi intorno alla quota di 2650-2700mt attraverso numerose rovin
e del fronte. Si incontra una piccola paretina di circa 3mt che si vince grazie a 2 pioli ed alle funi metalliche,alcune passerelle,una scala in legno una crestina affilata lunga una quindicina di metri arrivando così alla base di un breve ma ripido tratto lungo il quale,a sinistra,si devia per cima Campagnaccia -2737mt. Si lascia la cima in direzione est scendendo nella pianeggiante sella Banc di Campagnaccia -2685mt- dalla quale è possibile abbandonare l'itinerario seguendo le indicazioni per la seggiovia (primo rientro). Attraversata la piana,la Bepi Zac prosegue in salita inizialmente superando il largo crinale,poi attraverso una traccia di sentiero nel ghiaione raggiungendo a quota 2759mt cima Costabella ove si trova una postazione di mitragliera austriaca. Ci si allontana dalla cima per raggiungere poi,in breve discesa,un salto roccioso da superare tramite l'ausilio di una grossa scala in legno ed alcuni cavi di sicurezza che permettono di ridiscendere dal lato opposto.Una prima galleria,una lunga crestina attrezzata ed una seconda galleria piuttosto buia conducono su un pianoro;anche qui segni della grande guerra e una targa a ricordo dei molti soldati austriaci fatti prigionieri dagli italiani dopo una furiosa battaglia dal quale in leggera discesa e per sentiero si arriva ai piedi del Sass De Costabella (osservatorio italiano).Qui una variante (consigliato) permette,attraverso un canalino facile e attrezzato di salire e raggiungere una passerella di legno di un paio di metri sopra uno strapiombo che conduce all'interno dell'osservatorio dove è stato allestito un museo con foto e testimonianze dell'epoca piuttosto cruenti.Terminata l'eventuale visita al museo si prosegue nel lato opposto rispetto alla salita ed attraverso alcune roccette attrezzate ,una lunga fessura gradinata ed una serie di scale di legno si raggiunge il termine della prima parte della Bepi Zac ed in particolare si può dire che termina la sezione più interessante dal punto di vista storico e sicuramente meno impegnativa.
In breve un facile sentiero porta alla forcella del Ciadin, da qui parte il sentiero di rientro per il passo San Pellegrino.
Bovolone - Verona. L’Associazione opera nella zona del basso veronese dal 1991. Nata per iniziativa di un gruppo di amici appassionati di montagna, si propone come obiettivo quello di mettere in contatto fra di loro gli escursionisti e alpinisti della nostra zona. -> Info: adm91blog@gmail.com
venerdì 12 agosto 2011
11 settembre 2011: ALTA VIA BEPI ZAC – Costabella / Cima Uomo - Dolomiti
giovedì 11 agosto 2011
da www.larena.it del 18/08/11: Agsm, utili a 12 milioni «Eolico nel Veronese»
I NOSTRI SOLDI. In controtendenza con la crisi economica la gestione del primo semestre Nonostante il calo dei consumi, a giugno fatturato di 303 milioni. Atteso il sì europeo a un impianto di aerogenerazione a Rivoli-Affi.
Affari con il vento in poppa per Agsm, che presto punterà sull'eolico anche nel Veronese. La dirigenza di Agsm ha convocato i giornalisti per illustrare il rendiconto della semestrale: dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla partnership con l'Hellas Verona, un incontro di decantazione per cambiare argomento e dimostrare agli amministratori comunali e ai cittadini veronesi che i soldi della comunità sono in un forziere sicuro.Gongola il presidente Paolo Paternoster: «Nonostante la crisi mondiale, il fatturato a giugno 2011 supera i 303 milioni di euro, contro i 281 del semestre 2010. Significa che le scelte programmate e attuate dal management aziendale sono vincenti, al punto che i risultati si dimostrano superiori a quanto previsto nel budget. Ci aspettiamo a fine anno un risultato consolidato molto positivo. Il Comune sarà contento».L'aumento di fatturato - ha spiegato il direttore generale, Stefano Cigolini - si è registrato nonostante minori consumi da parte degli utenti. «Questo si spiega non tanto con l'aumento delle accise», ha chiarito il manager, «quanto con l'aumento dei nuovi clienti, soprattutto per quanto riguarda la fornitura dell'energia elettrica. Basti dire che in un anno Agsm emette 1,7 milioni di bollette per l'energia elettrica»...
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Affari con il vento in poppa per Agsm, che presto punterà sull'eolico anche nel Veronese. La dirigenza di Agsm ha convocato i giornalisti per illustrare il rendiconto della semestrale: dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla partnership con l'Hellas Verona, un incontro di decantazione per cambiare argomento e dimostrare agli amministratori comunali e ai cittadini veronesi che i soldi della comunità sono in un forziere sicuro.Gongola il presidente Paolo Paternoster: «Nonostante la crisi mondiale, il fatturato a giugno 2011 supera i 303 milioni di euro, contro i 281 del semestre 2010. Significa che le scelte programmate e attuate dal management aziendale sono vincenti, al punto che i risultati si dimostrano superiori a quanto previsto nel budget. Ci aspettiamo a fine anno un risultato consolidato molto positivo. Il Comune sarà contento».L'aumento di fatturato - ha spiegato il direttore generale, Stefano Cigolini - si è registrato nonostante minori consumi da parte degli utenti. «Questo si spiega non tanto con l'aumento delle accise», ha chiarito il manager, «quanto con l'aumento dei nuovi clienti, soprattutto per quanto riguarda la fornitura dell'energia elettrica. Basti dire che in un anno Agsm emette 1,7 milioni di bollette per l'energia elettrica»...
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lunedì 8 agosto 2011
venerdì 5 agosto 2011
martedì 2 agosto 2011
Sabato e Domenica 6/7 agosto.. gli appuntamenti in Lessinia..
estratto dal programma Voci e Luci in Lessinia e Velo festival
si prega di fare riferimento ai programmi per i dettagli e prenotazioni
Per Bambini..
Viva Opera Circus
ZUAN VALENTO E ALTRE FOLE VERONESI
di e con Gianni Franceschini
Domenica 7 agosto 2011
Teatro di Velo Veronese - ore 18.00
adulti € 8 - bambini € 6
GROTTA DI MONTE CAPRIOLO
(Roveré Veronese)
Sabato 6 Agosto 2011
Ore 15.00 e 17.00
GIOVANNI ANGELERI
Ingresso € 10 comprensivo della visita guidata alla grotta. Accesso garantito a un massimo di 60 spettatori per ognuno dei concerti. Prenotazione dei posti al numero 347 7137233
si prega di fare riferimento ai programmi per i dettagli e prenotazioni
Per Bambini..

Viva Opera Circus
ZUAN VALENTO E ALTRE FOLE VERONESI
di e con Gianni Franceschini
Domenica 7 agosto 2011
Teatro di Velo Veronese - ore 18.00
adulti € 8 - bambini € 6
GROTTA DI MONTE CAPRIOLO(Roveré Veronese)
Sabato 6 Agosto 2011
Ore 15.00 e 17.00
GIOVANNI ANGELERI
Ingresso € 10 comprensivo della visita guidata alla grotta. Accesso garantito a un massimo di 60 spettatori per ognuno dei concerti. Prenotazione dei posti al numero 347 7137233
lunedì 1 agosto 2011
da www.larena.it del 31-07-11: Castelberto, un rifugio nato dalla passione
photo by: www.rifugiocastelberto.it
ERBEZZO. Si trova nel punto più settentrionale della provincia I fratelli Scandola hanno recuperato la ex caserma.
Da rudere di caserma militare a rifugio alpino, dopo essere passato per distruzione e abbandono. Questo è il destino del ritrovato rifugio Castelberto, nel Comune di Erbezzo, il punto geografico più a nord di tutto il Veronese, osservatorio privilegiato sulla Val d'Adige, sull'intera Lessinia e sull'arco alpino. Uno spettacolo che meritava una finestra sempre aperta e il miracolo si è avverato grazie alla passione di Graziano Scandola e di suo fratello Giuliano per la loro terra.«Venivamo quassù da bambini con nostro padre Michelangelo a pascolare le vacche», racconta Graziano. Poi il destino li ha portati a Verona e a impegnarsi nell'imprenditoria tessile, ma il cuore è rimasto fra le nuvole e l'erba di Castelberto. Quattro anni fa partì il progetto di acquisto dell'area e di ricostruzione: oggi c'è un salone per 40 coperti, un plateatico da 60 posti e 14 letti al piano superiore non ancora inaugurati solo per mancanza di personale, ma che saranno a disposizione dall'autunno.«Abbiamo fatto un recupero in bio-architettura», spiega Graziano Scandola, senza togliere nemmeno un metro dei vecchi muri perimetrali rimasti in piedi: una scelta affettiva in memoria di nostro padre e per dare un'opportinità in più al nostro paese d'origine». Il lavoro, tutto pagato dai titolari senza contributi pubblici, ha impegnato solo imprese della zona: Attilio Piazza per le parti edili; Gregorio Segala per i rivestimenti in legno; Silvano Quintarelli di Fane per le pietre, coordinati dal progettista e direttore, il geometra di Erbezzo Roberto Lughezzani.Per evitare il gelo, sono stati usati materiali di isolamento come il canniccio e il riscaldamento è assicurato dall'impianto a pavimento elettrico, senza tubature. Quassù l'acqua è un problema anche se ridimensionato dal trasporto con i camion e accorgimenti moderni come grossi serbatoi per la raccolta della pioggia da utilizzare nei sanitari...
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Da rudere di caserma militare a rifugio alpino, dopo essere passato per distruzione e abbandono. Questo è il destino del ritrovato rifugio Castelberto, nel Comune di Erbezzo, il punto geografico più a nord di tutto il Veronese, osservatorio privilegiato sulla Val d'Adige, sull'intera Lessinia e sull'arco alpino. Uno spettacolo che meritava una finestra sempre aperta e il miracolo si è avverato grazie alla passione di Graziano Scandola e di suo fratello Giuliano per la loro terra.«Venivamo quassù da bambini con nostro padre Michelangelo a pascolare le vacche», racconta Graziano. Poi il destino li ha portati a Verona e a impegnarsi nell'imprenditoria tessile, ma il cuore è rimasto fra le nuvole e l'erba di Castelberto. Quattro anni fa partì il progetto di acquisto dell'area e di ricostruzione: oggi c'è un salone per 40 coperti, un plateatico da 60 posti e 14 letti al piano superiore non ancora inaugurati solo per mancanza di personale, ma che saranno a disposizione dall'autunno.«Abbiamo fatto un recupero in bio-architettura», spiega Graziano Scandola, senza togliere nemmeno un metro dei vecchi muri perimetrali rimasti in piedi: una scelta affettiva in memoria di nostro padre e per dare un'opportinità in più al nostro paese d'origine». Il lavoro, tutto pagato dai titolari senza contributi pubblici, ha impegnato solo imprese della zona: Attilio Piazza per le parti edili; Gregorio Segala per i rivestimenti in legno; Silvano Quintarelli di Fane per le pietre, coordinati dal progettista e direttore, il geometra di Erbezzo Roberto Lughezzani.Per evitare il gelo, sono stati usati materiali di isolamento come il canniccio e il riscaldamento è assicurato dall'impianto a pavimento elettrico, senza tubature. Quassù l'acqua è un problema anche se ridimensionato dal trasporto con i camion e accorgimenti moderni come grossi serbatoi per la raccolta della pioggia da utilizzare nei sanitari...
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martedì 26 luglio 2011
23-24 luglio 2011 - Come potete vedere dalle foto.. Wildspitze non raggiunta
Le foto..
photo by: Riccardo Berardo
photo by: Riccardo Berardolunedì 25 luglio 2011
28 agosto 2011: CIMA LAGOSCURO – Sentiero dei Fiori - Gruppo Adamello
Percorso Alpinistico - si richiede autonomia nelle capacità alpinistiche ed attrezzatura (normale attrezzatura da via ferrata con caschetto, picozza e ramponi)Il sentiero dei fiori è un itinerario alpinistico di grande interesse sia storico che paesaggistico. Si tratta infatti di un sentiero a tratti attrezzato che ripercorre i camminamenti degli alpini durante la 1° guerra mondiale. Essendo in quota si possono trovare anche a stagione inoltrata numerosi passaggi su pendii nevosi.
Interessante e emozionante novità per il 2011 ! Sono state ripristinate le passerelle della guerra: testo e e foto by http://www.adamelloski.com/ :
"Il Sentiero dei fiori, che si estende attorno ai 3.000 mt di quota dal Passo di Castellaccio (mt 2.963) alla Punta di Lagoscuro (mt 3.165) dove si trova l’omonima Capanna, è uno degli itinerari alpinistici più conosciuti ed amati dell’Alta Valle Camonica dove, nelle giornate più limpide, lo sguardo spazia dall’Ortles-Cevedale e dalle Dolomiti fino al gruppo del Monte Rosa con il Cervino. A condurre quassù gli alpinisti sono la bellezza del paesaggio e la capacità che hanno queste cime di portarli indietro nel tempo, alla prima Guerra mondiale quando qui correva il confine tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico e su questo sentiero si muovevano soldati poco più che diciottenni impegnati a contrastare il fuoco nemico. Lungo questo itinerario, due passerelle lunghe 55 e 75 metri permettevano di aggirare il Gendarme di Casamadre e di raggiungere il villaggio militare posto al passo di Lagoscuro. Nel 1918 venne costruita una galleria che portò ad abbandonare le passerelle, che negli anni successivi furono demolite dai “recuperanti”, i quali depredavano i manufatti bellici per guadagnarsi da vivere attraverso la loro vendita. L’anno scorso l’Associazione Amici di Capanna Lagoscuro ha coinvolto il Comune di Pontedilegno, la Provincia di Brescia ed il Parco Adamello nella ricostruzione di alcuni manufatti della Guerra Bianca. La ricostruzione delle due passerelle del Gendarme è basata su fotografie dell’epoca; ad occuparsi del loro ripristino è stata la Guida alpina Dario Melotti che l’estate scorsa le ha posizionate esattamente dove si trovavano quelle originali, avvalendosi di operai specializzati. In questo modo gli alpinisti hanno ora due possibilità per aggirare il Gendarme di Casamadre: in galleria o sulle passerelle, come originariamente facevano i soldati impegnati a combattere gli austriaci- ed il freddo- in questa lunga guerra in alta quota."
E’ indispensabile l’iscrizione ! Per informazioni ed iscrizioni:
Davide Mantovanelli: tel 348 7035660
Gianni Morandini: tel. 348 5290404
Luogo e ora di partenza: In funzione del numero dei partecipanti decideremo se partire la domenica mattina verso le 06.00, ma è più probabile che si parta il sabato pomeriggio con pernottamento in tenda o presso qualche struttura ricettiva .
La prima corsa della cabinovia è alle 08.15.
Percorso automobilistico: Verona Sud – Autostrada del Brennero – uscita di Trento Nord – Cles – Passo del Tonale – tot. Km 210 c.a.
Attrezzatura indispensabile:
Zaino e Scarponi
Maglione, giacca a vento, cappello e guanti
Pranzo al sacco
Imbragatura + kit ferrata
Ramponi, piccozza e caschetto
Pila frontale o torcia elettrica
Difficoltà: EEA - percorso alpinistico. Richiede passo sicuro e un minimo di esperienza alpinistica.
Dislivello e tempi di percorrenza:
600 m in salita, 600 in discesa – Tempo totale circa 7 ore
Descrizione:
Dal passo del Tonale in funivia fino al passo del Paradiso (mt 2573) e quindi in un'ora e 15 si arriva al passo del Castellaccio dove si trovano i resti delle postazioni e baraccamenti italiani. Da qui inizia il sentiero dei Fiori che percorre la cresta di Casamadre fino ad arrivare al lago di Scuro (mt 3166). Su questa cima Giovanni Faustinelli, nota guida lapina di Ponte di Legno, ha costruito il bivacco "Amici della Montagna", minuscolo e panoramico nido d'aquila. Da qui si scende sul ghiacciaio del Presena fino ad arrivare agli impianti.
domenica 17 luglio 2011
estratto dal notiziario LO SCARPONE - CAI..
Giugno 2011
Emergenze Sanitaria
Se il soccorso va pagato
" Molti soci (CAI ndr) sollecitano chiarimenti sulla richiesta di pagamento in caso di soccorso nelle regioni menzionate a suo tempo sullo Scarpone (Valle d'Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige). Premessa. Occorre a malincuore ribadire che alcuni frequentatori della montagna, quando si rendono conto di non essere in grado di proseguire, s'inventano un malanno per farsi venire a prendere dai soccorritori. A quanto risulta, in alcune regioni, per gli interventi inappropriati (che, purtroppo, sembrerebbero in aumento) è dunque prevista una compartecipazione alle spese. Ma risulta anche che le cifre abbiano uno scopo educativo, non punitivo.
Nel dubbio viene di norma fatta prevalere la buona fede di chi ha lanciato l'allarme, anzi lo ha procurato: un aspetto che in quest'ultimo caso potrebbe anche avere risvolti giuridici. Una
certa indulgenza sembra imporsi. Si sono messi nei pasticci, è sopraggiunta la nebbia, sono sfiniti, sta arrivando la notte, a casa li aspettano, non hanno né viveri né da coprirsi. Si votano a "san telefonino" (quando prende). Ma talvolta anche agli esperti può capitare di sottovalutare l'ambiente in cui si muovono e la propria preparazione. Dell'estate scorsa è il caso di due alpinisti spagnoli recuperati dopo dieci tentativi sulla difficile Nord del Pilier d'Angle sul Monte Bianco. Erano rimasti bloccati per due notti a 4300 metri da vento, nubi e nevicate. Hanno chiesto aiuto la domenica pomeriggio perché stanchi, ma la mattina di martedì sonò riusciti a raggiungere la vetta del Bianco commettendo una grave mancanza: non hanno avvertito i soccorsi e sono stati recuperati dall'elicottero sul versante francese. Il conto che è stato presentato ai due risulta piuttosto salato e si aggira sui 7000 euro, ma ragionevolmente si può supporre che il costo per le ripetute manovre con l'elicottero sia stato ben più alto. Quando scatta l'allarme, sull'elicottero salgono pilota, tecnico di volo, medico anestesista rianimatore, un infermiere, un tecnico del Soccorso alpino, più altri esperti (se il caso lo richiede). Se si riscontra l'assenza palese d'emergenza sanitaria sono batoste: 5.100 euro l'ora, 85 euro al minuto più Iva (la tariffa dipende dal tipo di velivolo) più un fisso di 100 euro sono all'incirca i costi fissati dalle leggi regionali per "interventi di carattere non sanitario", L'elicottero si paga, andata e ritorno, da quando accende i motori a quando li spegne. A ciò va aggiunto il costo di ulteriori tecnici intervenuti (260 euro a giornata/guida nel caso, della Valle d'A0sta). Nulla è dovuto invece quando è necessario un ricovero in ospedale. Un ticket forfettario, in Trentino e Valle d'Aosta, fissa in 750 euro la quota base in presenza di casi senza emergenza sanitaria, senza ricovero ospedaliero, oltre che per illesi e feriti leggeri. Infine il Trentino Alto Adige ha introdotto un sistema di ticket per l'elisoccorso: 30 euro per il recupero di un ferito grave, 110 euro per un ferito lieve senza ricovero, 750 euro perle persone incolumi "
Emergenze Sanitaria
Se il soccorso va pagato
" Molti soci (CAI ndr) sollecitano chiarimenti sulla richiesta di pagamento in caso di soccorso nelle regioni menzionate a suo tempo sullo Scarpone (Valle d'Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige). Premessa. Occorre a malincuore ribadire che alcuni frequentatori della montagna, quando si rendono conto di non essere in grado di proseguire, s'inventano un malanno per farsi venire a prendere dai soccorritori. A quanto risulta, in alcune regioni, per gli interventi inappropriati (che, purtroppo, sembrerebbero in aumento) è dunque prevista una compartecipazione alle spese. Ma risulta anche che le cifre abbiano uno scopo educativo, non punitivo.
Nel dubbio viene di norma fatta prevalere la buona fede di chi ha lanciato l'allarme, anzi lo ha procurato: un aspetto che in quest'ultimo caso potrebbe anche avere risvolti giuridici. Una
certa indulgenza sembra imporsi. Si sono messi nei pasticci, è sopraggiunta la nebbia, sono sfiniti, sta arrivando la notte, a casa li aspettano, non hanno né viveri né da coprirsi. Si votano a "san telefonino" (quando prende). Ma talvolta anche agli esperti può capitare di sottovalutare l'ambiente in cui si muovono e la propria preparazione. Dell'estate scorsa è il caso di due alpinisti spagnoli recuperati dopo dieci tentativi sulla difficile Nord del Pilier d'Angle sul Monte Bianco. Erano rimasti bloccati per due notti a 4300 metri da vento, nubi e nevicate. Hanno chiesto aiuto la domenica pomeriggio perché stanchi, ma la mattina di martedì sonò riusciti a raggiungere la vetta del Bianco commettendo una grave mancanza: non hanno avvertito i soccorsi e sono stati recuperati dall'elicottero sul versante francese. Il conto che è stato presentato ai due risulta piuttosto salato e si aggira sui 7000 euro, ma ragionevolmente si può supporre che il costo per le ripetute manovre con l'elicottero sia stato ben più alto. Quando scatta l'allarme, sull'elicottero salgono pilota, tecnico di volo, medico anestesista rianimatore, un infermiere, un tecnico del Soccorso alpino, più altri esperti (se il caso lo richiede). Se si riscontra l'assenza palese d'emergenza sanitaria sono batoste: 5.100 euro l'ora, 85 euro al minuto più Iva (la tariffa dipende dal tipo di velivolo) più un fisso di 100 euro sono all'incirca i costi fissati dalle leggi regionali per "interventi di carattere non sanitario", L'elicottero si paga, andata e ritorno, da quando accende i motori a quando li spegne. A ciò va aggiunto il costo di ulteriori tecnici intervenuti (260 euro a giornata/guida nel caso, della Valle d'A0sta). Nulla è dovuto invece quando è necessario un ricovero in ospedale. Un ticket forfettario, in Trentino e Valle d'Aosta, fissa in 750 euro la quota base in presenza di casi senza emergenza sanitaria, senza ricovero ospedaliero, oltre che per illesi e feriti leggeri. Infine il Trentino Alto Adige ha introdotto un sistema di ticket per l'elisoccorso: 30 euro per il recupero di un ferito grave, 110 euro per un ferito lieve senza ricovero, 750 euro perle persone incolumi "
mercoledì 13 luglio 2011
martedì 12 luglio 2011
Cave of forgotten dreams .. di Werner Herzog al Filmfestival della Lessinia 2011
Cave of forgotten dreams sarà il film di apertura del Filmfestival della Lessinia. Il 20 agosto 2011.Il documentario (3d) è stato girato dall'eclettico regista tedesco Werner Herzog. Speciali permessi hanno permesso la creazione di questo documentario che ci permette di esplorare il "Sancta Sanctorum della preistoria".
La Grotta Chauvet fu scoperta nel 1994 in Francia ad opera di Jean-Marie Chauvet e i due compagni, Éliette Brunel e Christian Hillaire.
Rappresenta uno dei più importanti siti preistorici dell'epoca del paleolitico superiore, i 500 metri della grotta ospitano oltre 500 opere (pitture murali ed incisioni) risalenti a 32.000 anni fa.
giovedì 7 luglio 2011
da www.larena.it: Baldo per famiglie e per «duri» tra sentieri e «tour delle cime»
del 7 luglio 2011
MALCESINE. Sistemata la passeggiata tra Prà Alpesina e la funivia e per i più allenati la gita sulle creste ora è più facile. Servizio bus per gli escursionisti Vittorio Dapretto (Malcesinepiù): «Una proposta qualificante perché unisce diversi Comuni»
Malcesine. Una montagna per tutti i gusti. Dopo l'inaugurazione del sentiero di collegamento tra la stazione a monte della funivia e la seggiovia di Prà Alpesina e l'attivazione del Monte Baldo Express per raggiungere la seggiovia dal versante trentino di Brentonico, per la gioia degli escursionisti più intraprendenti arriva il «tour delle cime».A partire da oggi la nuova proposta permetterà di attraversare la dorsale del monte Baldo da Malcesine a Prada-Costabella, o il percorso contrario, con un servizio di bus navetta per il rientro alla località di partenza. Un'escursione lungo il crinale della montagna per una traversata in alta quota e 9 ore di cammino passando per le cime del Baldo: Pozzette, Longino, Valdritta e Telegrafo, dove sarà possibile degustare i piatti tipici della tradizione veronese. Ogni giovedì e domenica fino a settembre i più allenati potranno partire dalla funivia, arrivare fino agli impianti di Prada-Costabella e tornare a Malcesine con la navetta o alla stazione di partenza dell'impianto di Prada in base al percorso intrapreso.L'iniziativa è stata presentata all'auditorium di Tratto Spino dal presidente di Malcesinepiù, Vittorio Dapretto, e dall'assessore al turismo e alla cultura di Brentonico, Enrica Volpi. «Una proposta qualificante perché frutto della collaborazione tra più comuni», ha detto Dapretto, trovando d'accordo anche l'assessore al turismo di Brenzone, Paolo Formaggioni e il presidente degli albergatori di Malcesine, Elvira Trimeloni...
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MALCESINE. Sistemata la passeggiata tra Prà Alpesina e la funivia e per i più allenati la gita sulle creste ora è più facile. Servizio bus per gli escursionisti Vittorio Dapretto (Malcesinepiù): «Una proposta qualificante perché unisce diversi Comuni»
Malcesine. Una montagna per tutti i gusti. Dopo l'inaugurazione del sentiero di collegamento tra la stazione a monte della funivia e la seggiovia di Prà Alpesina e l'attivazione del Monte Baldo Express per raggiungere la seggiovia dal versante trentino di Brentonico, per la gioia degli escursionisti più intraprendenti arriva il «tour delle cime».A partire da oggi la nuova proposta permetterà di attraversare la dorsale del monte Baldo da Malcesine a Prada-Costabella, o il percorso contrario, con un servizio di bus navetta per il rientro alla località di partenza. Un'escursione lungo il crinale della montagna per una traversata in alta quota e 9 ore di cammino passando per le cime del Baldo: Pozzette, Longino, Valdritta e Telegrafo, dove sarà possibile degustare i piatti tipici della tradizione veronese. Ogni giovedì e domenica fino a settembre i più allenati potranno partire dalla funivia, arrivare fino agli impianti di Prada-Costabella e tornare a Malcesine con la navetta o alla stazione di partenza dell'impianto di Prada in base al percorso intrapreso.L'iniziativa è stata presentata all'auditorium di Tratto Spino dal presidente di Malcesinepiù, Vittorio Dapretto, e dall'assessore al turismo e alla cultura di Brentonico, Enrica Volpi. «Una proposta qualificante perché frutto della collaborazione tra più comuni», ha detto Dapretto, trovando d'accordo anche l'assessore al turismo di Brenzone, Paolo Formaggioni e il presidente degli albergatori di Malcesine, Elvira Trimeloni...
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martedì 5 luglio 2011
estratto da VELOFESTIVAL 2011...
Alessandro Anderloni, narrazione - Emanuele Zanfretta, flauto
LE FIABE DEL CÓVOLO
passeggiata con le fade
Domenica 10 luglio 2011 - Cóvolo di Camposilvano
ore 18.00 - adulti € 8 - bambini € 6
Racconta l’antica leggenda: sulla strada per raggiungere il Concilio di Trento, San Carlo Borromeo, di passaggio da Camposilvano, esaudì il desiderio dei montanari e scagliò la sua maledizione contro le fade e contro gli orchi costretti, da quel giorno, a vivere per sempre dentro la caverna del Cóvolo. Ma chi erano questi esseri misteriosi? E perché mai punirli se erano state proprio le fade a insegnare ai montanari arti preziose come quella del far formaggio? E perché prendersela con gli orchi colpevoli più delle burle che delle malefatte contro gli umani? A leggende si aggiunsero, da allora, altre leggende, come quella della triste Fada Calamita o del montanaro prigioniero delle fade. Le storie si raccontavano nelle stalle, poi la gente le dimenticò. Le Falìe sono tornate a raccontarle. Qui se ne fanno narratori la voce di Alessandro Anderloni e il fl auto di Emanuele Zanfretta.
Lo spettacolo si terrà a conclusione della Giornata dell’Uomo Antico
della Lessinia organizzata dall’Associazione Museo dei Fossili della Lessinia...
LE FIABE DEL CÓVOLO
passeggiata con le fade
Domenica 10 luglio 2011 - Cóvolo di Camposilvano
ore 18.00 - adulti € 8 - bambini € 6
Racconta l’antica leggenda: sulla strada per raggiungere il Concilio di Trento, San Carlo Borromeo, di passaggio da Camposilvano, esaudì il desiderio dei montanari e scagliò la sua maledizione contro le fade e contro gli orchi costretti, da quel giorno, a vivere per sempre dentro la caverna del Cóvolo. Ma chi erano questi esseri misteriosi? E perché mai punirli se erano state proprio le fade a insegnare ai montanari arti preziose come quella del far formaggio? E perché prendersela con gli orchi colpevoli più delle burle che delle malefatte contro gli umani? A leggende si aggiunsero, da allora, altre leggende, come quella della triste Fada Calamita o del montanaro prigioniero delle fade. Le storie si raccontavano nelle stalle, poi la gente le dimenticò. Le Falìe sono tornate a raccontarle. Qui se ne fanno narratori la voce di Alessandro Anderloni e il fl auto di Emanuele Zanfretta.
Lo spettacolo si terrà a conclusione della Giornata dell’Uomo Antico
della Lessinia organizzata dall’Associazione Museo dei Fossili della Lessinia...
laboratori di archeologia e paleontologia sperimentale
Domenica 10 luglio 2011 - Museo dei Fossili della Lessinia di Camposilvano
dalle ore 10.30 alle ore 16.30
ore 18.00: spettacolo Le fiabe del Cóvolo
ingresso € 6 comprensivo di partecipazione ai laboratori e alle visite guidate al Cóvolo e al Museo di Camposilvano. Per i partecipanti ai laboratori il costo dello spettacolo Le fiabe del Cóvolo è di €4.
Esperti artigiani sveleranno gli antichi segreti dell’uomo preistorico e dell’ambiente in cui viveva, tra le grotte e le città di roccia dei Monti Lessini. Sul prato del Museo dei Fossili di Camposilvano, grandi e bambini potranno imparare le tecniche di scheggiatura della selce, la forgiatura del ferro, la lavorazione di oggetti di argilla, il tiro con l’arco preistorico e con i propulsori e le tecniche di tessitura su telai arcaici in legno. Ai laboratori si alterneranno le visite guidate al Museo Geopaleontologico, al Cóvolo di Camposilvano e alla Valle delle Sfingi, guidate da geologi e speleologi, e lo spettacolo Le fi abe del Cóvolo. Una giornata inventata dall’Associazione del Museo dei Fossili della Lessinia di Camposilvano che lo stesso giorno inaugurerà la nuova sezione del Museo dedicata agli eccezionali ritrovamenti del villaggio protostorico di San Mauro di Saline, tra cui una tavoletta di terracotta adornata di simboli enigmatici.
lunedì 4 luglio 2011
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