oggi domenica 21 settembre 2008gita al Passo Manghen, la montagna si sta preparando all'autunno e all'inverno
abbiamo respirato magiche atmosfere in questi luoghi..
fra alberi millenari e laghi avvolti dalle nebbie..
Bovolone - Verona. L’Associazione opera nella zona del basso veronese dal 1991. Nata per iniziativa di un gruppo di amici appassionati di montagna, si propone come obiettivo quello di mettere in contatto fra di loro gli escursionisti e alpinisti della nostra zona. -> Info: adm91blog@gmail.com
Il passo Manghen ( Mappa Google Maps ) è collocato nella parte ovest del gruppo del Lagorai sullo spartiacque tra il fiume Brenta e Adige e mette in comunicazione la Val di Fiemme con la Valsugana.
Il gruppo del Lagorai è ancora un posto dove la natura non è stata addomesticata più di tanto dalle esigenze dell'uomo moderno al contrario delle vicine Val di Fiemme e Fassa.
Per cui il nostro itinerario si svolgerà in un'ambiente solitario dove l'unico rumore è dato dallo scorrere dell'acqua dei ruscelli che alimentano i numerosi laghetti della zona e quello del vento che si infila tra le creste delle cime.
Per info ed iscrizioni: GianniMorandini 340 3582697 o 348 5290404
Scheda descrittiva:
Luogo e orario di ritrovo: Casello di Vr sud ore 07.00
Percorso stradale: A4 direzione Milano,si svolta sulla A22 direzione Trento,uscita TN centro, SS47 direzione Padova fino uscita Borgo Valsugana,Telve,Passo Manghen
Difficoltà:E (escursionistica)
Attrezzatura:Normale da escursione (tenere conto che siamo a quote superiori i 2000mt)
Tempi e dislivelli: 5.30/6 ore escluse le soste 500 mt in salita idem in discesa
Pranzo: Al sacco
Descrizione dell'itinerario
Da Passo Manghen (mt2047) si prende il sent.322 in direzione est sul versante nord della cresta principale del gruppo del lagorai.Dopo aver costeggiato il lago delle Buse continueremo in direzione est restando comunque sempre in quota fino ad arrivare alla forcella di Montalon che ci consentirà di scavalcare la cresta per portarci sul versante sud.
Appena dopo la forcella incontreremo il lago di Montalon dove faremo una sosta per il pranzo al sacco. Dal lago si prende il sent 622b fino alla forcella Ziolera dove passeremo in mezzo ai resti dei baraccamenti e delle postazioni della prima guerra mondiale.Da qui non ci resta che raggiungere la forcella dei Frati per poi scendere di nuovo al passo Manghen.
Val Miller (Adamello) -luglio 2008
" Il sorriso e gli occhietti azzurri sono quelli di una volta, come la grinta che a quasi cento anni non lo ha abbandonato. Anche le parole sono sempre le stesse: pochissime e inequivocabili, definite come uno spigolo di granito. Le mani, però, sono cambiate: dopo una vita di fatiche, in officina e in parete, si stanno godendo il meritato riposo. Sono le mani di un nonno ma anche del "grande vecchio" dell'alpinismo mondiale, che mai si è sognato di risparmiarle e forse, qualche volta, le ha ringraziate per non aver mollato la presa, per essere arrivate al limite senza aprirsi. Quelle mani, hanno fatto la storia dell'avventura verticale stringendo appigli inviolati, spingendosi in alto alla ricerca dell'unica via d'uscita, afferrando il martello per piantare chiodi da paura o buoni per appenderci un elefante. Le mani di Riccardo Cassin hanno creato monumenti che il tempo non ha intaccato: scalate esemplari, "classiche", frutto dell'azione che anticipava il pensiero. Le linee di Cassin - e forse, più di tutte, quella sulla Nord est del Pizzo Badile - sono le vie "delle pareti", che affrontano di petto il problema e lo risolvono con una maestria che potremmo definire "artigianale", in cui la tecnica è totalmente al servizio della volontà. La genialità sregolata non è mai appartenuta a Riccardo: lui, più di tutto, è stato un campione di metodo, che puntava al traguardo e inevitabilmente lo raggiungeva, con la precisione di un orologio svizzero. La leggenda di Cassin sta tutta nelle sue vie: è da lì - e non dalle idee, dagli scritti o da altro - che bisogna partire per capire l'uomo e l'alpinista. Ecco allora spiegata la nostra scelta: presentare Riccardo attraverso i suoi capolavori, piazzando al centro la "triade alpina" che ha caratterizzato un'epoca e che non vuole passare di moda (andate a leggere cosa ci hanno raccontato in proposito Much Mayr, Rossano Libera, Roger Schäli e Josune Bereziartu). Da una parte e dall'altra, a incorniciare la Cima Ovest, il Badile e la Walker, stanno le Grigne e le grandi montagne extraeuropee, in un intrecciarsi di passato e presente con episodi ormai mitici e storie mai raccontate, con immagini in bianco e nero e scatti a colori dei fuoriclasse contemporanei. Cassin ci ha fatti viaggiare nello spazio e nel tempo, per migliaia di chilometri e da un'epoca a un'altra: è il filo conduttore che dai pionieri sulle montagne lecchesi ci ha portati all'alpinismo globale dei campi base che sembrano campeggi. Lui, come le sue vie, ha resistito alle fiamme del tempo; ha cavalcato i cambiamenti restando tuttavia se stesso e oggi, a chi si domanda "dove va l'alpinismo?", risponde da par suo, con la ricetta lapidaria che risolve ogni problema: «In montagna. Tutto il resto è un di più»
photo by: http://rifugionovezzina.blogspot.com/
Il passo Manghen ( Mappa Google Maps ) è collocato nella parte ovest del gruppo del Lagorai sullo spartiacque tra il fiume Brenta e Adige e mette in comunicazione la Val di Fiemme con la Valsugana.
Da "L'Arena" del 19 agosto, http://www.larena.it/
SULLE CIME. Fumogeni di protesta pro Tibet e musica di cornamuse su cima Plische, letture di brani sul Monte Purga