domenica 21 settembre 2008

oggi .. Passo Manghen

oggi domenica 21 settembre 2008

gita al Passo Manghen, la montagna si sta preparando all'autunno e all'inverno

abbiamo respirato magiche atmosfere in questi luoghi..
fra alberi millenari e laghi avvolti dalle nebbie..

tutte le foto

venerdì 19 settembre 2008

Lago di Tovel - Malga Flavona

Che sorpresona! Anche quest'anno si chiude con la tradizionale gita in Val di Tovel, il 5 ottobre. Si raggiungerà il fondo della valle fino alla malga Flavona con un percorso inedito. E' previsto anche un percorso breve adatto alle famiglie con bambini
Presto la scheda della gita

venerdì 12 settembre 2008

ATTENZIONE !

A causa delle cattive condizioni meteorologiche previste per domenica 14 settembre ci vediamo costretti a rinviare la gita di Passo Manghen a domenica prossima 21 settembre.
Resta invariato tutto il programma contenuto nella scheda informativa.

Passo Manghen - Domenica 21 Settembre 2008

Il passo Manghen ( Mappa Google Maps ) è collocato nella parte ovest del gruppo del Lagorai sullo spartiacque tra il fiume Brenta e Adige e mette in comunicazione la Val di Fiemme con la Valsugana.
Il gruppo del Lagorai è ancora un posto dove la natura non è stata addomesticata più di tanto dalle esigenze dell'uomo moderno al contrario delle vicine Val di Fiemme e Fassa.
Per cui il nostro itinerario si svolgerà in un'ambiente solitario dove l'unico rumore è dato dallo scorrere dell'acqua dei ruscelli che alimentano i numerosi laghetti della zona e quello del vento che si infila tra le creste delle cime.

Per info ed iscrizioni: GianniMorandini 340 3582697 o 348 5290404

Scheda descrittiva:

Luogo e orario di ritrovo: Casello di Vr sud ore 07.00
Percorso stradale: A4 direzione Milano,si svolta sulla A22 direzione Trento,uscita TN centro, SS47 direzione Padova fino uscita Borgo Valsugana,Telve,Passo Manghen
Difficoltà:E (escursionistica)
Attrezzatura:Normale da escursione (tenere conto che siamo a quote superiori i 2000mt)
Tempi e dislivelli: 5.30/6 ore escluse le soste 500 mt in salita idem in discesa
Pranzo: Al sacco
Descrizione dell'itinerario
Da Passo Manghen (mt2047) si prende il sent.322 in direzione est sul versante nord della cresta principale del gruppo del lagorai.Dopo aver costeggiato il lago delle Buse continueremo in direzione est restando comunque sempre in quota fino ad arrivare alla forcella di Montalon che ci consentirà di scavalcare la cresta per portarci sul versante sud.
Appena dopo la forcella incontreremo
il lago di Montalon dove faremo una sosta per il pranzo al sacco. Dal lago si prende il sent 622b fino alla forcella Ziolera dove passeremo in mezzo ai resti dei baraccamenti e delle postazioni della prima guerra mondiale.Da qui non ci resta che raggiungere la forcella dei Frati per poi scendere di nuovo al passo Manghen.

giovedì 11 settembre 2008

L'impresa degli speleologi forlivesi - In grotta per 50 ore

photo by:
http://www.splugadellapreta.it/

da http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/:
" Sono Matteo Turci, Fabrizio Bandini, Massimiliano Mambelli dello Speleo Club Forlì che hanno partecipato a una spedizione impegnativa all’interno della 'Spluga della Preta', un abisso nei monti Lessini.

Una bella impresa ha visto come protagonisti tre speleologi forlivesi, Matteo Turci, Fabrizio Bandini, Massimiliano Mambelli dello Speleo Club Forlì, che, insieme al collega Fabrizio Spazzoli del G.S.A di Ravenna, hanno partecipato a una spedizione all’interno della “Spluga della Preta”, un abisso, il cui ingresso si trova a circa 1500 metri di quota sui monti Lessini, nel Veronese.
La grotta è famosissima nell’ambiente speleologo, in quanto, per accedervi, è necessario scendere in un grandioso 'pozzo' a cielo aperto profondo 131 metri: la severità dei suoi stretti e freddi meandri, che improvvisamente si perdono in baratri oscuri che paiono infiniti, fanno della Spluga della Preta uno degli ambienti in grotta più affascinanti e nello stesso tempo più impegnativi nel panorama della cavità nazionali, tanto che negli ultimi 80 anni questa discesa è stata compiuta da centinaia di esploratori, senza tuttavia riuscire a svelarne alcuni dei misteri.
Il gruppo di speleologi forlivesi ha raggiunto il campo base posto a circa 700 metri di profondità e da qui è partito per la sala Nera, vecchio fondo della grotta a meno 800, con lo scopo di recuperare corde e materiali lasciati da spedizioni precedenti, preziosi per proseguire l’esplorazione di un ramo laterale scoperto da poco nei pressi dello stesso campo. Prima di poter affrontare questa impresa sono stati necessari allenamenti specifici di circa due mesi e, nonostante la perfetta forma fisica al momento della discesa nella 'Spluga', le difficoltà non sono state poche: “Non è stata per nulla facile – afferma Matteo Turci - la permanenza per tante ore a una tale distanza dall’ingresso, con una temperatura attorno ai 4 gradi, l’umidità al 100%, praticamente senza dormire e assimilando pochissimo cibo”. La spedizione si è comunque conclusa positivamente con l’ottenimento degli obiettivi prefissati ed il recupero del materiale posto nel fondo della grotta: dopo una progressione continua e faticosa di ben 12 ore di risalita il gruppo ha riconquistato la superficie. "

Disponibile anche il racconto di uno dei protagonisti in: http://www.speleoclubforli.it/

martedì 9 settembre 2008

estate 2008.. le immagini dei soci Adm

..non andrete in montagna solo con Adm ?!
avanti soci, mandateci le Vs foto con le vostre uscite di questa estate, le pubblicheremo sul blog !

Val Miller (Adamello) -luglio 2008

lunedì 8 settembre 2008

ALP Ritratti #II Riccardo Cassin

Segnaliamo disponibile in edicola lo speciale numero "ALP Ritratti #II Riccardo Cassin".
Molti legano "Cassin" ad un marchio di attrezzature di montagna, picozze, imbragature ecc. ma Cassin (Riccardo) è soprattutto un alpinista "storico" nel vero senso del termine.
Alle soglie dei cent'anni, ha attraversato tutto il secolo scorso, creando capolavori che sono ambiti e inseguiti ancora oggi da alpinisti di tutto il mondo, sulle alpi, in Karakorum e in Alaska.
Alleghiamo il sommario presente sul numero di ALP in oggetto.
" Il sorriso e gli occhietti azzurri sono quelli di una volta, come la grinta che a quasi cento anni non lo ha abbandonato. Anche le parole sono sempre le stesse: pochissime e inequivocabili, definite come uno spigolo di granito. Le mani, però, sono cambiate: dopo una vita di fatiche, in officina e in parete, si stanno godendo il meritato riposo. Sono le mani di un nonno ma anche del "grande vecchio" dell'alpinismo mondiale, che mai si è sognato di risparmiarle e forse, qualche volta, le ha ringraziate per non aver mollato la presa, per essere arrivate al limite senza aprirsi. Quelle mani, hanno fatto la storia dell'avventura verticale stringendo appigli inviolati, spingendosi in alto alla ricerca dell'unica via d'uscita, afferrando il martello per piantare chiodi da paura o buoni per appenderci un elefante. Le mani di Riccardo Cassin hanno creato monumenti che il tempo non ha intaccato: scalate esemplari, "classiche", frutto dell'azione che anticipava il pensiero. Le linee di Cassin - e forse, più di tutte, quella sulla Nord est del Pizzo Badile - sono le vie "delle pareti", che affrontano di petto il problema e lo risolvono con una maestria che potremmo definire "artigianale", in cui la tecnica è totalmente al servizio della volontà. La genialità sregolata non è mai appartenuta a Riccardo: lui, più di tutto, è stato un campione di metodo, che puntava al traguardo e inevitabilmente lo raggiungeva, con la precisione di un orologio svizzero. La leggenda di Cassin sta tutta nelle sue vie: è da lì - e non dalle idee, dagli scritti o da altro - che bisogna partire per capire l'uomo e l'alpinista. Ecco allora spiegata la nostra scelta: presentare Riccardo attraverso i suoi capolavori, piazzando al centro la "triade alpina" che ha caratterizzato un'epoca e che non vuole passare di moda (andate a leggere cosa ci hanno raccontato in proposito Much Mayr, Rossano Libera, Roger Schäli e Josune Bereziartu). Da una parte e dall'altra, a incorniciare la Cima Ovest, il Badile e la Walker, stanno le Grigne e le grandi montagne extraeuropee, in un intrecciarsi di passato e presente con episodi ormai mitici e storie mai raccontate, con immagini in bianco e nero e scatti a colori dei fuoriclasse contemporanei. Cassin ci ha fatti viaggiare nello spazio e nel tempo, per migliaia di chilometri e da un'epoca a un'altra: è il filo conduttore che dai pionieri sulle montagne lecchesi ci ha portati all'alpinismo globale dei campi base che sembrano campeggi. Lui, come le sue vie, ha resistito alle fiamme del tempo; ha cavalcato i cambiamenti restando tuttavia se stesso e oggi, a chi si domanda "dove va l'alpinismo?", risponde da par suo, con la ricetta lapidaria che risolve ogni problema: «In montagna. Tutto il resto è un di più»
di Carlo Caccia e Roberto Mantovani "
Prezzo: 6,50
Pagine: 120
Anno: 2008

domenica 7 settembre 2008

da www.larena.it - 6 settembre 2008: Ora il Filmfestival fa tendenza

di Vittorio Zambaldo
" È calato il sipario sull’edizione dei record del Film Festival della LESSINIA e si tirano le prime somme: 10 serate di proiezioni di cui 8 contemporaneamente in due sale, oltre a 5 proiezioni pomeridiane. «È raddoppiato il numero dei film in visione rispetto all’anno scorso e abbiamo avuto una media di 450 spettatori a serata, contando anche gli eventi speciali», annuncia Alessandro Anderloni, direttore artistico del Film Festival. Buono il riscontro per la Libreria della montagna e la Piazza del festival, eventi organizzati su piazza Marconi, all’ingresso del teatro Vittoria e che hanno attirato pubblico prima e dopo le proiezioni. «Aggiungerei anche la mostra “LESSINIA di pietra” che ha caratterizzato un aspetto importante della nostra montagna, con l’esposizione dei pannelli nell’atrio della sala Olimpica e la presenza dell’architetto Paolo Portoghesi», aggiunge Anderloni. Ed ora il livello artistico della manifestazione: «Non credo di esagerare definendolo ottimo con due momenti alti», ricorda Anderloni, «il concerto della Caucasian Chamber Orchestra in prima nazionale e la proiezione della sua storia e della sue finalità che è stato il film «Grozny dreaming», prima mondiale e premio LESSINIA d’oro 2008. La presenza degli orchestrali caucasici proprio nei giorni del conflitto armato tra Georgia e Russia ha costituito uno dei momenti più toccanti del Festival», riconosce Anderloni, «e ci siamo impegnati a sostenere gli ideali di questa compagine anche con iniziative future». «Il secondo momento alto è stato la presenza del regista svizzero Fredi Murer le cui opere hanno entusiasmato il pubblico sebbene Murer non possa definirsi autore di film da cassetta. La risposta entusiastica degli spettatori ha sorpreso lo stesso regista che si è complimentato per l’atmosfera trovata, per l’accoglienza e per l’idea di un festival dedicato a vita storia e tradizione in montagna, così vicino alla sua sensibilità». Dunque una rassegna che non ha più bisogno di pescare tra i vincitori di altri festival per mostrare pellicole di livello: «Abbiamo ricevuto conferma di un salto di qualità e dell’ottimo livello raggiunto proprio dalle proiezioni in anteprima mondiale e italiana e dalla difficoltà della giuria costretta ad assegnare un paio di ex aequo».Una macchina di questo genere chiede risorse e impegno che non si possono condensare in poche settimane prima dell’inizio del festival: «Dal punto di vista organizzativo siamo al limite di quanto si possa fare contando sulle forze attuali. La manifestazione non è andata male ma non si può più pensare di gestirla così perché in più di un’occasione abbiamo rischiato che la macchina si inceppasse: lo staff che ha lavorato è splendido e molto professionale ma per il 2009 rischiamo di essere in difficoltà senza una struttura stabile», dice Anderloni.Si torna a parlare di soldi: «Purtroppo è venuto meno l’apporto di uno degli enti che lo avevano garantito, perché al pareggio di bilancio manca solo questa voce».«Con il grazie a chi ci ha sostenuto: Regione, Provincia, Comunità montana e Parco della LESSINIA, Comune di Boscochiesanuova, Consorzio Verona Tuttintorno e Cassa rurale Bassa Vallagarina chiedo anche un ulteriore sforzo per ripianare il debito. Spero che tutti capiscano che quanto si sta facendo è vanto per la montagna veronese "

domenica 31 agosto 2008

Da L'Arena del 22 Agosto 2008 - Il rifugio «Novezzina» riapre con più posti

photo by: http://rifugionovezzina.blogspot.com/

Domani il mosaico dell’ospitalità baldense si riappropria di un altro tassello. È prevista infatti per le 11.30 la cerimonia di di inaugurazione del rifugio Novezzina, che è stato radicalmente ristrutturato e ampliato.Il Monte Baldo potrà contare così su quella che sarà a tutti gli effetti una «nuova» struttura di accoglienza: un rifugio con 50 posti letto (dieci in più di quelli che erano disponibili fino alla passata stagione), una zona ristorante ampliata e resa anche più accogliente, un «punto di informazione» per i visitatori e i molti escursionisti che percorrono i sentieri del Baldo. E infine un’area multimediale, cui spetta la funzione di divulgare le bellezze del’adiacente Orto botanico e tutti i tesori di flora e fauna del comprensorio baldense. Uno scrigno di natura che si vorrebbe rendere fruibile per i visitatori in tutte le stagioni dell’anno.I lavori di ristrutturazione e ampliamento sono durati circa un anno; un intervento impegnativo che ha comportato la realizzazione di un nuovo corpo di fabbricato, che si è aggiunto a quello già esistente. ma in modo di integrarsi armonicamente con l’ambiente circostante.All’inaugurazione parteciperanno il sindaco di Ferrara di Monte Baldo, Paolo Rossi, insieme con quello della Comunità montana del Baldo, Cipriano Castellani, oltre il vicepresidente della Provincia Antonio Pastorello e a numerose autorità regionali e locali.Il parroco di Ferrara di Monte Baldo, Mario Brutti, darà la benedizione al rifugio. Che ora si appresta, in questo finale di stagione, ad accogliere gli ancora numerosi turisti che visitano la zona tra Ferrara e le pendici del Monte Baldo.Dalle ore 10.30 sarà, inoltre, possibile effettuare una visita guidata all’annesso Orto Botanico. Un’ulteriore occasione, insieme a quelle offerte a più riprese durante l’estatedal vicino (e «blasonato») Osservatorio astronomico «Gelodi» per entrare in contatto con i diversi aspetti della natura. siano essi le stelle (il Baldo è conosciuto come uno dei migliori punti di osservazione) o la flora e la fauna. Attrattive che richiamano il turismo, estero e locale.

lunedì 25 agosto 2008

Passo Manghen - Domenica 14 Settembre 2008

Il passo Manghen ( Mappa Google Maps ) è collocato nella parte ovest del gruppo del Lagorai sullo spartiacque tra il fiume Brenta e Adige e mette in comunicazione la Val di Fiemme con la Valsugana.
Il gruppo del Lagorai è ancora un posto dove la natura non è stata addomesticata più di tanto dalle esigenze dell'uomo moderno al contrario delle vicine Val di Fiemme e Fassa.
Per cui il nostro itinerario si svolgerà in un'ambiente solitario dove l'unico rumore è dato dallo scorrere dell'acqua dei ruscelli che alimentano i numerosi laghetti della zona e quello del vento che si infila tra le creste delle cime.

Per info ed iscrizioni: GianniMorandini 340 3582697 o 348 5290404

Scheda descrittiva

Luogo e orario di ritrovo: Casello di Vr sud ore 07.00
Percorso stradale: A4 direzione Milano,si svolta sulla A22 direzione Trento,uscita TN centro, SS47 direzione Padova fino uscita Borgo Valsugana,Telve,Passo Manghen
Difficoltà:E (escursionistica)
Attrezzatura:Normale da escursione (tenere conto che siamo a quote superiori i 2000mt)
Tempi e dislivelli: 5.30/6 ore escluse le soste 500 mt in salita idem in discesa
Pranzo: Al sacco
Descrizione dell'itinerario
Da Passo Manghen (mt2047) si prende il sent.322 in direzione est sul versante nord della cresta principale del gruppo del lagorai.Dopo aver costeggiato il lago delle Buse continueremo in direzione est restando comunque sempre in quota fino ad arrivare alla forcella di Montalon che ci consentirà di scavalcare la cresta per portarci sul versante sud.
Appena dopo la forcella incontreremo
il lago di Montalon dove faremo una sosta per il pranzo al sacco. Dal lago si prende il sent 622b fino alla forcella Ziolera dove passeremo in mezzo ai resti dei baraccamenti e delle postazioni della prima guerra mondiale.Da qui non ci resta che raggiungere la forcella dei Frati per poi scendere di nuovo al passo Manghen.

giovedì 21 agosto 2008

da www.larena.it "Storia, tradizioni e vita sui monti sono da premiare"

Da "L'Arena" del 19 agosto, http://www.larena.it/
" La XIV edizione del Film Festival della LESSINIa si aprirà ufficialmente sabato prossimo alle ore 21, con una prolusione venerdì alla stessa ora nel teatro Vittoria, in cui sarà di scena, per la prima volta in Italia, la Caucasian Chamber Orchestra, fondata nel 2003 dal direttore, compositore e pianista tedesco Uwe Berkemer. Riunisce 17 musicisti professionisti, provenienti da differenti paesi delle regioni montuose del Caucaso, terre allo sbando dopo la caduta dell'Unione Sovietica. L'intento di Uwe Berkemer è dimostrare, grazie alla musica, che una convivenza pacifica, in questi paesi martoriati dalle guerre e dai conflitti etnici, è possibile.Fino a sabato 30 agosto si alterneranno, nelle due sale del Teatro Vittoria, le proiezioni di 47 film, provenienti da 15 nazioni, sul tema "vita, storia e tradizioni in montagna". Sono 26 film in concorso, 6 film nella sezione speciale "Altre montagne", 5 film nella sezione LESSINIa e 10 gli eventi speciali.Delle 26 opere in concorso, che si contendono i premi in palio, cioè la LESSINIa d'oro, la LESSINIa d'argento e gli altri premi, undici sono presentate in anteprima italiana. La Germania si conferma la nazione più rappresentata, con cinque film. Sono tre i film italiani e tre quelli spagnoli. Le altre opere provengono dalla Svizzera, dalla Francia, dall'Austria, dalla Slovenia, dalla Romania, dalla Serbia, dal Montenegro, dalla Russia, dalla Georgia, dal Brasile, dall'Argentina e dagli Stati Uniti.Nella sezione speciale fuori concorso "Altre Montagne" verranno presentati sei film italiani, tedeschi e svizzeri con una panoramica sulle montagne di tutto il mondo, dalle Alpi, alle Ande, all'Himalaya, all'Ararat.Ci sono anche cinque film che si contenderanno il premio della sezione LESSINIa, dedicata alle montagne veronesi, presentati tutti in anteprima assoluta.L'ospite d'onore di questa edizione del Film Festival della LESSINIa è il regista svizzero Fredi M. Murer che sarà a Boscochiesanuova per presentare due dei suoi capolavori dedicati alla montagna: Höhenfeuer (Il falò), vincitore nel 1985 del Pardo d'Oro al Film Festival di Locarno, e il film-documentario Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (Non è colpa nostra se siamo montanari). Murer incontrerà il pubblico del Film Festival della LESSINIa il mattino di venerdì 29.Con la retrospettiva «La Televisione Bavarese e il mondo della montagna» il Film Festival della LESSINIa inaugura quest'anno un ciclo di esplorazioni, che continuerà nelle prossime edizioni, sulle programmazioni dedicate alla montagna dalle televisioni europee. Protagonista di quest’anno è la Radiotelevisione di Monaco di Baviera di cui verranno presentati tre film storici alla presenza del regista Otto Guggenbichler.Tra gli eventi speciali, un ricordo del regista svizzero Urs Frey, recentemente scomparso, a cui questa edizione del Film Festival è dedicata. Frey aveva vinto due primi premi in LESSINIa nel 2000 con L’è uscìa realizzata in collaborazione con Mike Wildbolz e nel 2004 con Chaus e muntognas, oltre al premio del Curatorium Cimbricum Veronense nell’edizione del 2002 con il film La scola da Soi. Di Urs Frey quest’anno verranno presentati tre film: L'è uscìa, Aria e Duonna Marcella.Per il novantesimo anniversario della fine della Grande guerra sarà proiettata la pellicola La guerra d'Italia a 3000 metri sull'Adamello, girata da Luca Comerio sul fronte italiano delle Alpi nel 1916. La proiezione vedrà l'accompagnamento musicale dal vivo del fisarmonicista Igino Maggiotto.Ai bambini il Film Festival dedica quest'anno un programma particolare, indicato da un apposito marchio sul programma, con tre sessioni di proiezioni in cui sono riuniti i film adatti a loro e con la proiezione speciale del film Le renard et l’enfant (La volpe e la bambina) che sarà preceduto dalla visione, in concorso, di un eccezionale documentario sul confezionamento di un film girato nel Parco nazionale d’Abruzzo. Ai bambini sono dedicate anche manifestazioni, laboratori e giochi durante tutta la settimana del Film Festival.Sono due le mostre all'interno del programma del Film Festival della LESSINIa. Sabato 23, in sala Olimpica si inaugura la mostra LESSINIa di pietra dedicata all'architettura dei Monti LESSINI, con un convegno che vedrà la presenza dell’architetto di fama internazionale Paolo Portoghesi. A lui la Comunità montana della LESSINIa ha affidato lo studio e la progettazione per il restauro e il riutilizzo di contrada Valle di Velo.Nel museo civico-etnografico è visitabile la mostra L'erba de catiorà dedicata alla vecchia farmacopea e alle erbe medicinali della tradizione popolare.Tra i convegni e gli incontri culturali è da segnalare quello organizzato martedì 26 dal Curatorium Cimbricum Veronense, in collaborazione con l'associazione Veronesi nel Mondo. Sotto il titolo «Al di qua e al di là del mar» in cui si dibatterà dell'emigrazione "cimbra" dall'Italia al Brasile.Giovedì 28 si terrà invece l'incontro con i ladini dell'Istitut Cultural Ladin "Majon de Fascegn".Nella Piazza del Festival, allestita nello spazio di piazza Marconi antistante al teatro Vittoria, si rinnova l'appuntamento con gli aperitivi del Festival durante i quali, ogni giorno, il pubblico avrà la possibilità di incontrare e di dialogare con i registi dei film.Nella Libreria della Montagna si terranno presentazioni editoriali e incontri con gli autori e, al mattino, sono in programma le escursioni guidate alla scoperta del territorio dei Monti LESSINI. Completano il calendario delle manifestazioni cinque esibizioni musicali: il trio Ancialibera (domenica 24), il Filò con i Cimbri (lunedì 25), il Canzoniere del Progno (martedì 26), il fisarmonicista Claus Soraperra (giovedì 28) e il duo Bube Sapràvie (sabato 30).Tutti i biglietti per le proiezioni sono in prevendita all'ufficio turistico di Piazza della Chiesa 34, nella galleria sotto il municipio (telefono 045-6782091).Per ulteriori informazioni è disponibile l’indirizzo email: info@filmfestivalLESSINIa.it. "

segnaliamo interessante News di www.caregaweb.com

Fumo rosso per il Tibet

lunedì 18 agosto 2008

da www.larena.it 9 agosto 08

SULLE CIME. Fumogeni di protesta pro Tibet e musica di cornamuse su cima Plische, letture di brani sul Monte Purga

E la Lessinia si colora di rosso
di Vittorio Zambaldo
" Alle 13, mentre da Pechino stavano per entrare nelle case le riprese dell’evento più pubblicizzato e atteso dell’anno, sulle cime delle nostre montagne si accendevano i fumogeni rossi della protesta e della solidarietà. Protesta contro le Olimpiadi, che con il pretesto di guardare solo allo sport hanno dimenticato su che terra e su che lacrime si stanno cercando i record e gli allori; solidarietà per un popolo, quello tibetano, che da mezzo secolo è privo di libertà e diritti.Le condizioni atmosferiche hanno reso meno spettacolare delle attese l’evento dell’accensione dei fumogeni rossi che avrebbero dovuto collegare gli animi e le preghiere da una cima all’altra.«Siamo partiti dal rifugio Revolto a piedi e raggiunto cima Plische in un paio d’ore, discutendo lungo la strada di diritti umani e di libertà violate», racconta Roberto Nordera, guida ambientale di Giazza che anche a nome del Curatorium Cimbricum Veronense ha portato i fumogeni e partecipato all’iniziativa. Con lui c’era il musicista e direttore del coro cimbro “Singar Laute” Emanuele Zanfretta e due loro amici, Giovanna e Ugo.«Fin sulla cima ci ha accompagnato il bel tempo e a mezzogiorno eravamo lassù. Ci siamo raccolti in riflessione, leggendo una poesia del monaco tibetano Palden Gyatso che ha scontato 33 anni di carcere e subito numerose torture e poi abbiamo iniziato ad accendere i fumogeni» ha riferito Roberto.Emanuele che si era portato a spalle la cornamusa scozzese fin sulla cima, ha suonato alcuni brani della tradizione «prima di intonare una musica che ho composto proprio per questa occasione, una riflessione in note che ho voluto dedicare al Tibet e a tutte le popolazioni che soffrono l’oppressione », ha raccontato Emanuele, una volta sceso a Giazza, dove dalla facciata del museo dei Cimbri pende la bandiera tibetana e lo striscione con la scritta «Free Tibet».La nebbia e la pioggia che è cominciata a cadere verso le 13 ha impedito di vedere cosa stesse succedendo sulle cime vicine, ma sulla strada dei ritorno gli escursionisti si sono trovati con altri che avevano ripetuto le stesse azioni su altre cime: Gianluca Perlato su Cima Tibet, vicino a Cima Madonnina, all’uscita del sentiero attrezzato Poiesi; Giuseppe dal Zovo su Cima Trappola; Bepi Magrin e una ragazza di origine tibetana sul CAREGA, dove ha letto alcune poesie nella sua lingua.Sul Monte Purga di Velo sono salite Le Falìe, per alcuni canti e la lettura di brani tratti dal libro di Alessandro Anderloni sulla vita di don Alberto Benedetti, «I castagnari».Anche la protesta pacifica e non violenta a favore del Tibet e dei diritti umani, nata col passaparola in internet e diventata fenomeno mondiale, sarà una di queste azioni per il futuro: ne sono convinti quanti vi hanno partecipato e l’ideatore, l’alpinista ed editore vicentino Alberto Peruffo, che ha chiesto di mettere in rete resoconti, foto e filmati dell’evento (http://www.sadsmokymountains.net/) "

mercoledì 13 agosto 2008