lunedì 25 luglio 2011

28 agosto 2011: CIMA LAGOSCURO – Sentiero dei Fiori - Gruppo Adamello

Percorso Alpinistico - si richiede autonomia nelle capacità alpinistiche ed attrezzatura (normale attrezzatura da via ferrata con caschetto, picozza e ramponi)
Il sentiero dei fiori è un itinerario alpinistico di grande interesse sia storico che paesaggistico. Si tratta infatti di un sentiero a tratti attrezzato che ripercorre i camminamenti degli alpini durante la 1° guerra mondiale. Essendo in quota si possono trovare anche a stagione inoltrata numerosi passaggi su pendii nevosi.
Interessante e emozionante novità per il 2011 ! Sono state ripristinate le passerelle della guerra: testo e e foto by http://www.adamelloski.com/ :
"Il Sentiero dei fiori, che si estende attorno ai 3.000 mt di quota dal Passo di Castellaccio (mt 2.963) alla Punta di Lagoscuro (mt 3.165) dove si trova l’omonima Capanna, è uno degli itinerari alpinistici più conosciuti ed amati dell’Alta Valle Camonica dove, nelle giornate più limpide, lo sguardo spazia dall’Ortles-Cevedale e dalle Dolomiti fino al gruppo del Monte Rosa con il Cervino. A condurre quassù gli alpinisti sono la bellezza del paesaggio e la capacità che hanno queste cime di portarli indietro nel tempo, alla prima Guerra mondiale quando qui correva il confine tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico e su questo sentiero si muovevano soldati poco più che diciottenni impegnati a contrastare il fuoco nemico. Lungo questo itinerario, due passerelle lunghe 55 e 75 metri permettevano di aggirare il Gendarme di Casamadre e di raggiungere il villaggio militare posto al passo di Lagoscuro. Nel 1918 venne costruita una galleria che portò ad abbandonare le passerelle, che negli anni successivi furono demolite dai “recuperanti”, i quali depredavano i manufatti bellici per guadagnarsi da vivere attraverso la loro vendita. L’anno scorso l’Associazione Amici di Capanna Lagoscuro ha coinvolto il Comune di Pontedilegno, la Provincia di Brescia ed il Parco Adamello nella ricostruzione di alcuni manufatti della Guerra Bianca. La ricostruzione delle due passerelle del Gendarme è basata su fotografie dell’epoca; ad occuparsi del loro ripristino è stata la Guida alpina Dario Melotti che l’estate scorsa le ha posizionate esattamente dove si trovavano quelle originali, avvalendosi di operai specializzati. In questo modo gli alpinisti hanno ora due possibilità per aggirare il Gendarme di Casamadre: in galleria o sulle passerelle, come originariamente facevano i soldati impegnati a combattere gli austriaci- ed il freddo- in questa lunga guerra in alta quota."

E’ indispensabile l’iscrizione ! Per informazioni ed iscrizioni:
Davide Mantovanelli: tel 348 7035660
Gianni Morandini: tel. 348 5290404

Luogo e ora di partenza: In funzione del numero dei partecipanti decideremo se partire la domenica mattina verso le 06.00, ma è più probabile che si parta il sabato pomeriggio con pernottamento in tenda o presso qualche struttura ricettiva .
La prima corsa della cabinovia è alle 08.15.

Percorso automobilistico: Verona Sud – Autostrada del Brennero – uscita di Trento Nord – Cles – Passo del Tonale – tot. Km 210 c.a.

Attrezzatura indispensabile:
Zaino e Scarponi
Maglione, giacca a vento, cappello e guanti
Pranzo al sacco
Imbragatura + kit ferrata
Ramponi, piccozza e caschetto
Pila frontale o torcia elettrica

Difficoltà: EEA - percorso alpinistico. Richiede passo sicuro e un minimo di esperienza alpinistica.
Dislivello e tempi di percorrenza:
600 m in salita, 600 in discesa – Tempo totale circa 7 ore

Descrizione:
Dal passo del Tonale in funivia fino al passo del Paradiso (mt 2573) e quindi in un'ora e 15 si arriva al passo del Castellaccio dove si trovano i resti delle postazioni e baraccamenti italiani. Da qui inizia il sentiero dei Fiori che percorre la cresta di Casamadre fino ad arrivare al lago di Scuro (mt 3166). Su questa cima Giovanni Faustinelli, nota guida lapina di Ponte di Legno, ha costruito il bivacco "Amici della Montagna", minuscolo e panoramico nido d'aquila. Da qui si scende sul ghiacciaio del Presena fino ad arrivare agli impianti.

domenica 17 luglio 2011

estratto dal notiziario LO SCARPONE - CAI..

Giugno 2011
Emergenze Sanitaria
Se il soccorso va pagato
" Molti soci (CAI ndr) sollecitano chiarimenti sulla richiesta di pagamento in caso di soccorso nelle regioni menzionate a suo tempo sullo Scarpone (Valle d'Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige). Premessa. Occorre a malincuore ribadire che alcuni frequentatori della montagna, quando si rendono conto di non essere in grado di proseguire, s'inventano un malanno per farsi venire a prendere dai soccorritori. A quanto risulta, in alcune regioni, per gli interventi inappropriati (che, purtroppo, sembrerebbero in aumento) è dunque prevista una compartecipazione alle spese. Ma risulta anche che le cifre abbiano uno scopo educativo, non punitivo.
Nel dubbio viene di norma fatta prevalere la buona fede di chi ha lanciato l'allarme, anzi lo ha procurato: un aspetto che in quest'ultimo caso potrebbe anche avere risvolti giuridici. Una
certa indulgenza sembra imporsi. Si sono messi nei pasticci, è sopraggiunta la nebbia, sono sfiniti, sta arrivando la notte, a casa li aspettano, non hanno né viveri né da coprirsi. Si votano a "san telefonino" (quando prende). Ma talvolta anche agli esperti può capitare di sottovalutare l'ambiente in cui si muovono e la propria preparazione. Dell'estate scorsa è il caso di due alpinisti spagnoli recuperati dopo dieci tentativi sulla difficile Nord del Pilier d'Angle sul Monte Bianco. Erano rimasti bloccati per due notti a 4300 metri da vento, nubi e nevicate. Hanno chiesto aiuto la domenica pomeriggio perché stanchi, ma la mattina di martedì sonò riusciti a raggiungere la vetta del Bianco commettendo una grave mancanza: non hanno avvertito i soccorsi e sono stati recuperati dall'elicottero sul versante francese. Il conto che è stato presentato ai due risulta piuttosto salato e si aggira sui 7000 euro, ma ragionevolmente si può supporre che il costo per le ripetute manovre con l'elicottero sia stato ben più alto. Quando scatta l'allarme, sull'elicottero salgono pilota, tecnico di volo, medico anestesista rianimatore, un infermiere, un tecnico del Soccorso alpino, più altri esperti (se il caso lo richiede). Se si riscontra l'assenza palese d'emergenza sanitaria sono batoste: 5.100 euro l'ora, 85 euro al minuto più Iva (la tariffa dipende dal tipo di velivolo) più un fisso di 100 euro sono all'incirca i costi fissati dalle leggi regionali per "interventi di carattere non sanitario", L'elicottero si paga, andata e ritorno, da quando accende i motori a quando li spegne. A ciò va aggiunto il costo di ulteriori tecnici intervenuti (260 euro a giornata/guida nel caso, della Valle d'A0sta). Nulla è dovuto invece quando è necessario un ricovero in ospedale. Un ticket forfettario, in Trentino e Valle d'Aosta, fissa in 750 euro la quota base in presenza di casi senza emergenza sanitaria, senza ricovero ospedaliero, oltre che per illesi e feriti leggeri. Infine il Trentino Alto Adige ha introdotto un sistema di ticket per l'elisoccorso: 30 euro per il recupero di un ferito grave, 110 euro per un ferito lieve senza ricovero, 750 euro perle persone incolumi "

martedì 12 luglio 2011

Cave of forgotten dreams .. di Werner Herzog al Filmfestival della Lessinia 2011

Cave of forgotten dreams sarà il film di apertura del Filmfestival della Lessinia. Il 20 agosto 2011.
Il documentario (3d) è stato girato dall'eclettico regista tedesco Werner Herzog. Speciali permessi hanno permesso la creazione di questo documentario che ci permette di esplorare il "Sancta Sanctorum della preistoria".
La Grotta Chauvet fu scoperta nel 1994 in Francia ad opera di Jean-Marie Chauvet e i due compagni, Éliette Brunel e Christian Hillaire.
Rappresenta uno dei più importanti siti preistorici dell'epoca del paleolitico superiore, i 500 metri della grotta ospitano oltre 500 opere (pitture murali ed incisioni) risalenti a 32.000 anni fa.

giovedì 7 luglio 2011

da www.larena.it: Baldo per famiglie e per «duri» tra sentieri e «tour delle cime»

del 7 luglio 2011
MALCESINE. Sistemata la passeggiata tra Prà Alpesina e la funivia e per i più allenati la gita sulle creste ora è più facile. Servizio bus per gli escursionisti Vittorio Dapretto (Malcesinepiù): «Una proposta qualificante perché unisce diversi Comuni»
Malcesine. Una montagna per tutti i gusti. Dopo l'inaugurazione del sentiero di collegamento tra la stazione a monte della funivia e la seggiovia di Prà Alpesina e l'attivazione del Monte Baldo Express per raggiungere la seggiovia dal versante trentino di Brentonico, per la gioia degli escursionisti più intraprendenti arriva il «tour delle cime».A partire da oggi la nuova proposta permetterà di attraversare la dorsale del monte Baldo da Malcesine a Prada-Costabella, o il percorso contrario, con un servizio di bus navetta per il rientro alla località di partenza. Un'escursione lungo il crinale della montagna per una traversata in alta quota e 9 ore di cammino passando per le cime del Baldo: Pozzette, Longino, Valdritta e Telegrafo, dove sarà possibile degustare i piatti tipici della tradizione veronese. Ogni giovedì e domenica fino a settembre i più allenati potranno partire dalla funivia, arrivare fino agli impianti di Prada-Costabella e tornare a Malcesine con la navetta o alla stazione di partenza dell'impianto di Prada in base al percorso intrapreso.L'iniziativa è stata presentata all'auditorium di Tratto Spino dal presidente di Malcesinepiù, Vittorio Dapretto, e dall'assessore al turismo e alla cultura di Brentonico, Enrica Volpi. «Una proposta qualificante perché frutto della collaborazione tra più comuni», ha detto Dapretto, trovando d'accordo anche l'assessore al turismo di Brenzone, Paolo Formaggioni e il presidente degli albergatori di Malcesine, Elvira Trimeloni...
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martedì 5 luglio 2011

estratto da VELOFESTIVAL 2011...



Alessandro Anderloni, narrazione - Emanuele Zanfretta, flauto
LE FIABE DEL CÓVOLO
passeggiata con le fade
Domenica 10 luglio 2011 - Cóvolo di Camposilvano
ore 18.00 - adulti € 8 - bambini € 6
Racconta l’antica leggenda: sulla strada per raggiungere il Concilio di Trento, San Carlo Borromeo, di passaggio da Camposilvano, esaudì il desiderio dei montanari e scagliò la sua maledizione contro le fade e contro gli orchi costretti, da quel giorno, a vivere per sempre dentro la caverna del Cóvolo. Ma chi erano questi esseri misteriosi? E perché mai punirli se erano state proprio le fade a insegnare ai montanari arti preziose come quella del far formaggio? E perché prendersela con gli orchi colpevoli più delle burle che delle malefatte contro gli umani? A leggende si aggiunsero, da allora, altre leggende, come quella della triste Fada Calamita o del montanaro prigioniero delle fade. Le storie si raccontavano nelle stalle, poi la gente le dimenticò. Le Falìe sono tornate a raccontarle. Qui se ne fanno narratori la voce di Alessandro Anderloni e il fl auto di Emanuele Zanfretta.
Lo spettacolo si terrà a conclusione della Giornata dell’Uomo Antico
della Lessinia organizzata dall’Associazione Museo dei Fossili della Lessinia...



GIORNATA DELL’UOMO ANTICO DELLA LESSINIA
laboratori di archeologia e paleontologia sperimentale
Domenica 10 luglio 2011 - Museo dei Fossili della Lessinia di Camposilvano
dalle ore 10.30 alle ore 16.30
ore 18.00: spettacolo Le fiabe del Cóvolo
ingresso € 6 comprensivo di partecipazione ai laboratori e alle visite guidate al Cóvolo e al Museo di Camposilvano. Per i partecipanti ai laboratori il costo dello spettacolo Le fiabe del Cóvolo è di €4.
Esperti artigiani sveleranno gli antichi segreti dell’uomo preistorico e dell’ambiente in cui viveva, tra le grotte e le città di roccia dei Monti Lessini. Sul prato del Museo dei Fossili di Camposilvano, grandi e bambini potranno imparare le tecniche di scheggiatura della selce, la forgiatura del ferro, la lavorazione di oggetti di argilla, il tiro con l’arco preistorico e con i propulsori e le tecniche di tessitura su telai arcaici in legno. Ai laboratori si alterneranno le visite guidate al Museo Geopaleontologico, al Cóvolo di Camposilvano e alla Valle delle Sfingi, guidate da geologi e speleologi, e lo spettacolo Le fi abe del Cóvolo. Una giornata inventata dall’Associazione del Museo dei Fossili della Lessinia di Camposilvano che lo stesso giorno inaugurerà la nuova sezione del Museo dedicata agli eccezionali ritrovamenti del villaggio protostorico di San Mauro di Saline, tra cui una tavoletta di terracotta adornata di simboli enigmatici.

sabato 2 luglio 2011

da www.larena.it: Il «sentiero Borghetti» un gioiello della Foresta

GIAZZA. Inaugurato l'itinerario del Cai dedicato all'ispettore forestale che creò il grande bosco Il figlio Alberico: «Quando venivo qui in vacanza sentivo il valore delle cose fatte da mio padre, e il sogno che lo aveva accompagnato»
Il sentiero Cai 284 che da Giazza sale alla località Selle, sul lato orografico sinistro della Val d'Illasi, è stato intitolato dalla sezione Cai «Castiglioni» di Tregnago ad Angelo Borghetti, l'ispettore forestale che si prodigò per portare a termine la piantumazione della Foresta demaniale di Giazza. L'indicazione era partita dal nipote Mario Biasioli e la sorpresa è arrivata quando al taglio del nastro si è presentato Alberico Borghetti, figlio di Angelo e oggi residente a Parma. In una smagliante forma sfoderata nonostante gli 84 anni, Alberico ha voluto essere presente sia all'inizio sia alla fine del sentiero, superando agevolmente i 40 minuti di tragitto, nonostante le raccomandazioni e le preoccupazioni dei nipoti nei tratti più impegnativi.È il figlio più piccolo di casa Borghetti, venuto dopo Emilia, Umberto, Dina e Nella e quando la mamma Pierina Castelli aveva compiuto 46 anni. «Come per Umberto, anche per Angelo si sarebbe dovuto avverare un destino da medico, come mio nonno, ma quando mio padre si presentò a Padova per l'iscrizione all'università notò il bando della scuola forestale di Vallombrosa e scelse quella carriera, attirato da una passione che non lo avrebbe più abbandonato», ga raccontato Alberico...
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giovedì 30 giugno 2011

N U O V A data - 3 luglio 2011 – Monte Baldo - CIMA VALDRITTA

Informazioni ed iscrizioni: Enrico Bergamini tel 339 7763285
Partenza: parcheggio casello di Verona Sud ore 8.00
Percorso automobilistico: Vr Sud - Autost. direzione Brennero - Uscita di Affi - Ferrara di Monte Baldo - Novezzina - Caval di Navene m.1430
Dislivello: m.800 - Tempo di percorrenza: 5 ore circa
Descrizione percorso: lasciate le auto si percorre la strada in direzione nord, incrociando il sentiero n.652 , si segue sentiero per Baito del Marocco tra pini mughi fino a raggiungere bivio con sentiero n.66 da qui si risale su ripidi zig zag fino a raggiungere il sentiero n.651 in prossimità della forcella val Fontanella proseguendo verso nord fino a forcella Valdritta(mt>2107). Una iscrizione su roccia e un paletto di legno indicano la traccia da seguire per conquistare la cima (mt 2218 h.3 da Novezza). Dopo sosta presso croce di vetta si ridiscende su medesima traccia e su sentiero n.651 fino a forcella val Fontanella da dove si prosegue verso sud fino a raggiungere cima Telegrafo (mt. 2200) e da qui su sentiero n.651 e n.652 si ritorna a punto di partenza.

lunedì 27 giugno 2011

Mauro Corona al Rifugio Boschetto - 8 luglio 2011

estratto dal sito del Rifugio Boschetto:

VENERDI 8 LUGLIO ore 21.00 - presso il Rifugio Boschetto situato a m.1151 - nel cuore della splendida foresta demaniale di Giazza - Mauro Corona presenterà il suo ultimo libro:
“ la ballata della donna ertana ”
“Questa è la storia di una donna che dalla vita non aveva avuto niente, peggio, la sorte le aveva nascosto la luna…”
In occasione del “Centenario della Foresta di Giazza (1911-2011)”, nell’ambito delle iniziative culturali promosse e organizzate dal Comune di Selva di Progno, in collaborazione con enti ed associazioni verrà ospitato lo scrittore ertano Mauro Corona.
La manifestazione si terrà nel piazzale del rifugio all’interno di una tensostruttura con capienza di 400 posti a sedere e 50 in piedi.
Proprio la foresta, i boschi gli sono così cari da scrivere…
“Mio nonno parlava con gli alberi, li rispettava e gli voleva bene [...] mi chiedeva di tenere le mani attorno alla corteccia quando la incideva per fare gli innesti. Era convinto, e lo sono anch’ io, che in quel momento l’ albero provava paura, tremava e veniva assalito dalla febbre. Le mani strette a lui servivano a rassicurarlo, proteggerlo, aiutarlo a sopportare il dolore che il taglio gli procurava.“ (da “Le voci del bosco“)

Mauro Corona è un uomo dalla personalità eclettica, scalatore: ha aperto numerose nuove vie sulle Dolomiti d’oltre Piave e non solo, ma è anche scultore ligneo conosciuto ed apprezzato in tutta Europa, nonchè scrittore originale e potente…
Il suo amore per la montagna gli fa dire:
“Le montagne sono belle perchè hanno il vuoto attorno. Un vuoto che ci spaventa, forse perchè rispecchia quello che abbiamo dentro.”
E ancora…
“La montagna mi ha regalato ciò che gli uomini, le donne, i genitori,
non sono riusciti a darmi.“ (da “Nel legno e nella pietra“)

domenica 19 giugno 2011

23-24 luglio 2011: WILDSPITZE - 3772 m. – Ötzaler Alpen - Austria

Percorso Alpinistico - si richiede autonomia nelle capacità alpinistiche ed attrezzatura (normale attrezzatura da ghiacciaio+caschetto)
La Wildspitze (3772 m) è la vetta più alta delle Qtzaler Alpen e la seconda dell'Austria dopo il Grosglockner (3798 m). Completamente circondata di ghiacciai, si presta a belle e frequentate cavalcate d'alta quota relativamente facili e poco di moda tra gli alpinisti italiani, come anche la breve parete nord (circa 300 metri a 50°) variante più difficile, ma anche più ambita.
Per Informazioni ed Iscrizioni:
Andrea Negri 335 7186186 - Silvano Pasquali 348 5232109
Partenza dal parcheggio di Verona Sud ore 8.00

Dislivello: 950 m
Difficoltà: PD con pendenze glaciali fino a 30°
Durata: 3/4 h la salita dal rifugio; 2/3 h la discesa
Accesso e descrizione percorso: dal Passo del Rombo (2483 m) in Val Passiria, si valica la frontiera e dopo 19 km si arriva alla borgata di Zwieselstein (1472 m). Qui si devia a sinistra per successivi 13 km, fino a Vent (1896 m) alla testata della Ventertal, nel cuore delle Otzaler Alpen, dove si parcheggia. Si sale il sentiero che, dopo avere oltrepassato la località di Stablein, raggiunge in 3 h la Breslauerhutte. È anche possibile usufruire della seggiovia che porta a Stablein (2356 m)riducendo i tempi.
Salita: ci si incammina sulla morena portandosi verso la Vedretta di Mitterkar che, dopo il suo tratto finale più ripido (alcuni passaggi attrezzati), giunge a una sella, la Mitterkarjoch (3470 m). Dalla sella, che consente di mettere piede sul grande ghiacciaio sovrastante, si devia verso destra affrontando il pendio ghiacciato poco ripido, ma insidioso per la presenza di crepacci, che porta alla cresta sud e, per un ultimo breve tratto di roccette in prossimità della vetta sud, la Sudgipfel (3768 m). Proseguendo per un breve tratto di cresta nevosa si tocca la cima nord, la Nordgipfel (3765 m). Discesa: per la via di salita.
Punto d'appoggio: Breslauerhutte (2844 m)
Esposizione: nordovest

ATTENZIONE: l'attività escursionistica e alpinistica è soggetta a rischi e pericoli soggettivi ed oggettivi. L'associazione Amici della montagna declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali infortuni che dovessero verificarsi in danno dei partecipanti nel corso delle escursioni programmate. Si fa presente che l’Associazione Amici della Montagna ha natura prettamente amatoriale, senza scopi di lucro, ed i suoi organizzatori e capo gita non sono professionisti, ma semplici appassionati della montagna, le cui competenze ineriscono esclusivamente alla logistica ed all’illustrazione dei percorsi escursionistici. Si esclude, pertanto, l’assunzione da parte degli stessi di qualsivoglia responsabilità riguardanti la tutela dell’incolumitàdei partecipanti. Si fa, infine, presente che la partecipazione alle gite da parte di minori è ammessa solamente laddove questi siano accompagnati da genitori o da accompagnatori adulti che se ne assumano ogni responsabilità.

giovedì 16 giugno 2011

ieri .. luna rossa sul Carega


..un manipolo di astronomi(?!) escursionisti arranca faticosamente nel vallone della teleferica sotto cima carega. La meta finale è la terrazza del rifugio Fraccaroli..
Mannaggia ! il rifugio è chiuso, peccato, speravamo almeno in un the caldo e nell'incontro con Gianni. E' da un ora e mezza che cammino con la testa in alto, girandola di qui e di la, ma non vedo la luna. Una fastidiosa foschia ed alcune nuvole la copre (a Verona era sereno e la luna era ben visibile.. photo by L'Arena ).
Faccio appena in tempo a montare il cavalletto e posizionare la macchina fotografica che finalmente compare, è già nella fase finale e comunque riusciamo a scattare qualche foto. La qualità è quella che è ma le foto rendono bene il passaggio delle fasi dell'eclissi.
Adesso giù di corsa, comincia a far freddo e bisogna dormire almeno qualche ora !

Andrea N.

mercoledì 15 giugno 2011

26 giugno 2011 – Monte Baldo - CIMA VALDRITTA

photo by:http://www.magicoveneto.it Informazioni ed iscrizioni: Enrico Bergamini tel 339 7763285
Partenza: parcheggio casello di Verona Sud ore 8.00
Percorso automobilistico: Vr Sud - Autost. direzione Brennero - Uscita di Affi - Ferrara di Monte Baldo - Novezzina - Caval di Navene m.1430
Dislivello: m.800 - Tempo di percorrenza: 5 ore circa
Descrizione percorso:
lasciate le auto si percorre la strada in direzione nord, incrociando il sentiero n.652 , si segue sentiero per Baito del Marocco tra pini mughi fino a raggiungere bivio con sentiero n.66 da qui si risale su ripidi zig zag fino a raggiungere il sentiero n.651 in prossimità della forcella val Fontanella proseguendo verso nord fino a forcella Valdritta(mt>2107). Una iscrizione su roccia e un paletto di legno indicano la traccia da seguire per conquistare la cima (mt 2218 h.3 da Novezza). Dopo sosta presso croce di vetta si ridiscende su medesima traccia e su sentiero n.651 fino a forcella val Fontanella da dove si prosegue verso sud fino a raggiungere cima Telegrafo (mt. 2200) e da qui su sentiero n.651 e n.652 si ritorna a punto di partenza.

sabato 11 giugno 2011

da www.larena.it: Foresta di Giazza, cent'anni che hanno cambiato la vallata

SELVA DI PROGNO. Presentato il ciclo di iniziative per celebrare l'anniversario della creazione di questo polmone verde Omaggio all'ispettore forestale Borghetti che ne intuì il valore Venturi: «Un tesoro nascosto che ha bisogno di essere conosciuto»
09/06/2011
Una festa lunga un'intera estate è il programma per i cent'anni della Foresta di Giazza, inaugurata come prima proprietà del neonato demanio forestale statale il 10 agosto 1911 su circa 2mila ettari sui quali dopo le alluvioni della seconda metà dell'800 era iniziato il lavoro di rimboschimento, preceduto dal consolidamento dei pendii con gradonate per trattenere il terreno e briglie nell'alveo dei vaj.L'ispettore forestale Angelo Borghetti, infaticabile responsabile dei lavori, autorizzato a passare da una parte all'altra del confine per i controlli, perché un quinto dell'area è trentina, allora sotto l'Austria, ebbe l'intuizione e il merito di capire che solo quella soluzione poteva evitare alla Val d'Illasi e alla pianura altre disastrose alluvioni e mai come oggi occorre dargliene merito.Il programma degli eventi che partiranno domenica 12 giugno con il Trail dei Cimbri e si concluderanno il 4 settembre con la festa dei Cimbri di Giazza è un calendario in 14 tappe presentato in Provincia dagli assessori Fabio Venturi (Ambiente) e Marco Ambrosini (Cultura), dal sindaco di Selva di Progno Aldo Gugole e dall'assessore alla cultura Elisabetta Peloso, dal presidente della Comunità montana e Parco, Claudio Melotti, e da Paolo Pizzolato, amministratore unico di Veneto Agricoltura...
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