martedì 1 giugno 2010

SERATE OSSERVATIVE DELLE STELLE 2010 - Gruppo Gastrofili Val d'Alpone

segnaliamo dal sito http://www.gastrofili.it/ Gastrofili di Val d'Alpone alcune loro iniziative photo by http://www.gastrofili.it/

SERATE OSSERVATIVE DELLE STELLE
Anno 2010
• Sabato 08 maggio : il cielo primaverile
• Sabato 05 giugno : la volta celeste estiva
• Sabato 17 luglio : la volta celeste estiva
• Sabato 04 settembre: il cielo d’autunno
Gli incontri inizieranno verso le ore 22,00 ed il gruppo Gastrofili sarà presente con telescopi ed esperti astrofili che spiegheranno quanto si andrà ad osservare.
Per informazioni o prenotazioni rivolgersi ai gestori del rifugio Revolto allo tel 045-7847039

domenica 30 maggio 2010

Domenica 13 Giugno 2010 - ciclabile della Val di Sole

ANCORA UN RIVIO DELLA GITA IN VAL DI SOLE CHE VERRA' RECUPERATA DOMENICA 13 GIUGNO 2010 CON LA SPERANZA CHE ANCHE IL TEMPO SI METTA A POSTO
Anche quest'anno visto il successo di partecipazione degli anni precedenti abbiamo inserito nel calendario gite una pedalata in compagnia su una delle più belle piste ciclabili del Trentino.
Infatti la meta di quest'anno sarà la pista ciclabile della Val di Sole nel tratto tra Malè e Ossana.
Il percorso è di circa una trentina di KM tra andata e ritorno ma ovviamente lo potremo allungare o diminuire a seconda delle condizoni metereologiche o altro ed inoltre a parte la leggera salita in andata e alcune piccole rampe non presenta grosse difficoltà.
Il percorso si presta anche per la partecipazione dei bambini che abbiano però un minimo di allenamento ed inoltre bisognerà prestare un pò di attenzione nei tratti del percorso al di fuori della pista in quanto in alcuni punti si dovranno percorrere tratti di strada aperti al traffico(sempre comunque strade secondarie).

Per i più allenati è anche possibile organizzare un gruppo che potrà andare a cimentarsi con la salita che porta nella valle di Pejo.

Per informazioni ed iscrizioni
contattate Gianni Morandini allo 3485290404 oppure tramite posta elettronica all'indirizzo adm91blog@gmail.com
Al momento dell'iscrizione dovete fare presente se dovete noleggiare la bicicletta o invece ve la portate.

Il termine dell'iscrizione alla gita per chi si porterà la bicicletta è Venerdi 11 giugno.
Per chi invece ha la necessità di noleggiarla in loco il termine sarà Venerdi 4 giugno in modo da poterla prenotare per tempo.
Il costo del noleggio per una giornata è di circa 15 €

Luogo e ora di partenza: Casello di VR sud ore 07.30

Percorso automobilistico: A22 del Brennero fino all'uscita di Trento Nord poi si percorre la nuova superstrada verso la Val di Non e Sole,Cles,Malè.

Il pranzo sarà al sacco e lo si potrà consumare in una delle piazzole di sosta attrezzate lungo il percorso.

domenica 23 maggio 2010

22 aprile 2010 , processo di Cassazione per lo sfregio in Marmolada (estate 2005): la società funivie Tofane-Marmolada definitivamente condannata

A distanza di due anni dalla pubblicazione del primo nostro post relativo allo "sfregio della Marmolada" con soddisfazione, alleghiamo sotto il comunicato di Mountain Wilderness , dove si comunica che gli imputati sono stati condannati anche al terzo grado di giudizio.
Le foto: slideshow

" Il 22 aprile a Roma si è tenuta l’udienza in Cassazione contro Mario Vascellari, presidente della società Funivie Tofane-Marmolada Spa e Luciano Soraru, caposervizio degli impianti sciistici della Marmolada, imputati perché in concorso tra loro realizzavano, senza autorizzazione, la pista di cantiere nel ghiacciaio della Marmolada che porta a Punta Rocca, area di interesse pubblico (D.M. del 9.9.1956) e area SIC (25.03.2004), per il reato previsto e punito dal c.p, art. 734, alterando la bellezza naturale del ghiacciaio. Gli imputati erano ricorsi al terzo grado di giudizio perché condannati anche in appello a Trento il 24 giugno 2009, dopo aver subito la prima condanna dal Tribunale di Trento, sezione distaccata di Cavalese, il 4 febbraio 2008, con sentenza depositata l’11 marzo 2008.La sentenza della Cassazione costruisce un nuovo percorso nella tutela dell’ambiente in quanto innova la lettura qualitativa del “paesaggio”. Il paesaggio non è da intendersi solo “nel suo significato riduttivo e tradizionale di contemplazione di ambiti

Marmolada, punta Rocca e a dx lo "sfregio" della pista scavata nel ghiacciaio
naturali di non comune bellezza, ma di godimento complessivo che l’uomo trae dal contesto ambientale quando di quest’ultimo non siano stati stravolti o annullati i suoi aspetti qualificanti”. Quindi, in una più ampia accezione, il paesaggio non consisterebbe nella sola fisionomia assunta dal territorio, in continua mutazione spaziale e temporale, visivamente percepibile, ma anche in ogni altra sensazione avvertibile con i sensi, vale a dire i profumi, i rumori, perfino il silenzio, che di quella determinata forma territoriale sarebbero l’immediata, inconfondibile e tipica risultante.E’ stato inoltre confermato che un ghiacciaio è un “patrimonio pubblico”, primo ciclo dell’acqua, un “santuario”, stabilendo come il silenzio delle autorità pubbliche non scusi alcun comportamento illecito. Altro passaggio fondamentale, che non solo consolida ma anche costruisce nuova giurisdizione, sta nell’accettazione dell'associazione Mountain Wilderness come parte civile, con un risarcimento danni confermato in 25.000 €. La stessa associazione ha avuto il diritto di costituirsi parte civile a nome della Provincia Autonoma di Trento, ritenendo doveroso tutelare l’ente ed i cittadini rappresentati davanti al grave danno ambientale perpetuato; le associazioni ambientaliste quindi potranno sostituire gli enti pubblici che riterranno di non doversi tutelare in presenza di atti illeciti verso il territorio. Alla provincia di Trento, grazie all'associazione Mountain Wilderness, è stato riconfermato, come da sentenza di appello, il risarcimento di 50.000 € di danni.Si tratta di un'importante vittoria giudiziaria e politica di Mountain Wilderness e di tuttol’ambientalismo nazionale. Con questa definitiva pronuncia della Cassazione, per la prima volta in Italia, vengono sanzionati precisi reati paesaggistici e specialmente si riconosce ad un'associazione ambientalista il diritto al risarcimento morale, nonché il diritto di tutelare la collettività intera quando l’ente pubblico -nella fattispecie la provincia Autonoma di Trento- in modo scandaloso decide di rimanere assente dalla scena nella quale si difende il territorio, in questo caso l’ultimo grande ghiacciaio delle Dolomiti.
Il Consiglio direttivo di Mountain Wilderness Italia "

sabato 8 maggio 2010

Filmfestival Trento: Serata alpinistica Himalaya, ieri e oggi

Trento 6 maggio 2010
Dall’omaggio a Kurt Diemberger a 50 anni dalla prima salita del Dhaulagiri all’alpinismo himalayano oggi. Con Nives Meroi, Kurt Diemberger, Krzysztof Wielicki e Ang Tshering Sherpa Presentano Francesca Mazzalai e Roberto Mantovani

la foto originale del Dhaulagiri, portata in spedizione da Diemberger "una buona foto, in casa di mal tempo e bufera ti porta fuori dai guai.."

per una volta parliamo di una serata alpinistica non in programma, ma già passata.
Ci sono serate alpinistiche (più o meno noiose) e poi ci sono serate con Kurt Diemberger. Più o meno è la differenza che passa dal vedere un Monet in una foto o vederlo dal vivo nel contesto del Museo d'Orsay a Parigi. Le emozioni, sensazioni che raccogli sono molto diverse...
Con Diemberger sei letteralmente "scaraventato" nella storia dell'alpinismo; è stato il primo salitore di due 8000, il Broad Peak e il Dhaulaghiri, entrambi in puro stile alpino e senza ossigeno. Questo sarebbe già sufficiente a porlo nella storia dell'alpinismo, se poi aggiungiamo che uno dei suoi compagni al Broad Peak fu Hermann Buhl.. Il contesto del filmfestival aiuta a creare una certa atmosfera, pubblico delle grandi occasioni, grande partecipazione di pubblico e ottima organizzazione.La serata ha visto partecipe anche un grande personaggio dell'alpinismo (invernale) himaliano Krzysztof Wielicki. I racconti delle sue salite invernali sono incredibili.
Era in programma anche l'intervento di Nives Meroi (11 ottomila) purtroppo c'è stato solo un breve collegamento telefonico. La Meroi ha preferito rimanere a casa, per stare vicino a Romano Benet, suo compagno di vita e di cordata.

martedì 4 maggio 2010

da www.kingrock.it, serata: Capitain Sky-hook sulla parete Nord-Ovest del Civetta

photo by: www.planetmountain.com
estratto da http://www.kingrock.it/
Venerdì 14 maggio
Emozionante momento di condivisione di un’impresa sorprendente : Nicola Tondini (guida alpina di XMountain e direttore del centro di arrampicata Kingrock) e Alessandro Bau’(grande alpinista di vie estreme) racconteranno di persona e con fantastiche immagini fotografiche una loro recente ascensione di grandissimo rilievo alpinistico.
I 2 scalatori-alpinisti il 19 marzo 2010 hanno realizzato la prima ascensione invernale assoluta della difficilissima Capitain Sky-hook sulla parete Nord-Ovest del Civetta.
Nicola Todini:
“L’avventura è dentro di noi: si tratta di scegliere il palcoscenico dove viverla. Noi abbiamo scelto questo angolo di Dolomiti bell, solitario e impressionante… Capitain Sky-hook in velocità? Subito mi sembra una pazzia, ma altrettanto subito capisco che è proprio l’avventura che cercavo”
Siete tutti invitati presso la sala didattica della palestra King Rock
via Palazzina nr. 49 - 37134 Verona
l’ingresso è libero l'inizio è fissato per le 21.00

da www.montorioveronese.it: PRESENTAZIONE della NUOVA GUIDA ESCURSIONISTICA di EUGENIO CIPRIANI

" ESCURSIONI SUI MONTI LESSINI E NEL GRUPPO DEL CAREGA"
Organizzata dalla LIBRERIA GULLIVER
Giovedì 6 maggio ore 21
presso il Circolo 1° maggio di Montorio ( Via del Lanificio 60)

Questa nuova guida, che presenteremo in compagnia dell'autore , è un'antologia con oltre 80 itinerari escursionistici distribuiti sui rilievi collinari e montuosi del veronese dalla Val d'Adige sino alla Valle del Chiampo (compresa) e dalle colline prospicienti la città sino alle cime più alte dei Lessini e del Gruppo del Carega.
I percorsi illustrati nella guida toccano tutti i comuni della Comunità della Lessinia e del Parco Naturale Regionale , a sua volta ampiamente descritto. Gli itinerari sono generalmente facili anche se non mancano, specie nel capitolo dedicato al Gruppo del Carega, percorsi su sentieri attrezzati e vie ferrate. La durata degli anelli escursionistici varia da un minimo di un'ora di percorrenza ad un massimo di otto ore, con dislivelli complessivi (cioè fra salite e discese) ,dalle poche centinaia di metri ad oltre duemila. La scelta è dunque assai vasta e può accontentare sia chi si accosta per la prima volta a queste montagne, sia chi è già esperto ma vuole maggiormente approfondire la propria conoscenza. Naturalmente non mancano, specialmente nelle testatine introduttive, indicazioni e/o suggerimenti sulle peculiarità ambientali e storiche dei luoghi descritti......
ALLA FINE DELLA SERATA VI SARA' UNA DEGUSTAZIONE GRATUITA DI VINI OFFERTI DALL' AZIENDA VINICOLA PASQUA di SAN FELICE EXTRA

lunedì 3 maggio 2010

Filmfestival Trento: intervista a Sabelli Fioretti

una divertente intervista di Sabelli Fioretti sul sito del Film Festival di Trento














Ricordiamo dell'autore e di Giorgio Lauro il libro:
http://www.adm91blog.com/2009/09/piedi-claudio-sabelli-fioretti-giorgio.html
"A PIEDI" Lentamente. Da Lavarone a Vetralla. Attraverso strade, paesi, bar, gente e dialetti, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro raccontano un’Italia a bassa velocità.

venerdì 30 aprile 2010

da www.larena.it: Rispunta il «metrò» del Garda

da http://www.larena.it/:
Provincia. La giunta regionale su provvedimento dell'assessore Marangon, ha adottato il «Piano d'area del Garda-Baldo». Era in elaborazione dal 1996 e ha impiegato quasi 15 anni per essere ultimato. Per 30 giorni, dal 15 marzo il piano è depositato nella Segreteria della giunta regionale e alla Provincia di Verona, con notizia sul Bollettino ufficiale regionale.Entro 120 giorni dalla pubblicazione del deposito, gli enti locali, le comunità montane, le autonomie funzionali, le organizzazioni, le associazioni economiche e sociali e chiunque ne abbia interesse, possono presentare alla giunta regionale osservazioni e proposte. Entro i sucessivi 120 giorni, il piano con le osservazioni arrivate e le eventuali proposte di modifica, va trasmesso al Consiglio regionale per la sua approvazione. Sommando i tempi quindi, ci sono ancora 270 giorni, circa 9 mesi, per intervenire sul piano prima dell'approvazione definitiva.Il piano interessa 18 Comuni. Otto con territorio in riva al lago: Castelnuovo, Peschiera, Lazise, Bardolino, Garda, Torri, Brenzone e Malcesine. Dieci in fascia dorsale ed entroterra: Affi, Cavaion, Costermano, Caprino, Pastrengo, Rivoli, Valeggio, Ferrara di Monte Baldo, Brentino Belluno e San Zeno. Il piano si sviluppa con dei «sistemi» (di fragilità idrogeologica, storico-culturali, ambientale, floro-faunistico) e politiche della «città lineare» (complesso insediativo di cerniera tra il lago, il monte Baldo e l'area morenica collinare). Nei sistemi sono individuate le politiche territoriali con «progetti strategici».Tra le reti di settore emerge la «Rete della mobilità»: stradale, ferroviaria, intermodale e portuale. Per quest'ultima sono censiti 35 porti negli otto Comuni rivieraschi e previsti sette nuovi grandi porti. I posti barca nei 35 esistenti sono 1700. Ne sono previsti altri 730 con ampliamenti e 1490 nei sette nuovi. Il totale dei posti barca passerà da 1700 a 3720. I nuovi porti più grandi inseriti nel piano d'area sono quelli di Torri e della «Caravella» in Comune di Lazise, al confine con Cisano, con rispettivamente 300 nuovi posti barca. Per la mobilità stradale sono inserite le riqualificazioni di strade panoramiche, con percorsi tematici e ciclopiste e la «viabilità di connessione territoriale», cioè la rete di corridoi collegabili alle tangenziali.Mobilità acquea: per migliorare la navigabilità tra il Mincio e il Lago, il piano prevede di realizzare un ponte girevole a Peschiera,vicino alla Fortezza. Previsti attraversamenti e traghetti sul fiume Adige.Mobilità ferroviaria: al primo posto il sistema internazionale del tracciato dell'alta velocità, al cui interno viene indicato come progetto strategico un possibile tracciato a sud dell'A 4 con un sistema di relazione metropolitana, con riqualificazione della linea ferroviaria esistente, linea metropolitana di superficie, per facilitare le connessioni della «città lineare», metro-littorina del Garda, con il recupero dei tracciati e il ripristino delle linee storiche di collegamento con Verona. Per il sistema intermodale lago-montagna, sono individuate la cabinovia di Malcesine, la seggiovia-funivia di Ferrara di Monte Baldo, la cremagliera di Brenzone, le avio ed elisuperfici; il piano pare aver dimenticato la bidonvia-seggiovia di Prada.
Annamaria Schiano

domenica 25 aprile 2010

da www.larena.it: Sentiero fantasma al Cerbiolo, pochi segnali e molti ostacoli

da http://www.larena.it/ Giovedì 22 Aprile 2010 - di Bartolo Fracaroli
La segnalazione spetta alla Sat, la Società alpinisti tridentini, ma di solito lo percorrono i veronesi Il rischio di perdersi è elevato
La novità è che non ci sono novità. Nemmeno dopo che «L'Arena», il 1° aprile, aveva messo in evidenza come il bellissimo sentiero che dal Veronese, dall'Orto Botanico di Novezzina (1232 metri), porta sul baldo orientale con una comoda mulattiera fosse segnato male, un tracciato su cui è facile perdersi. Il percorso si snoda attraverso malga Gambòn (1215), malga Prazagano (1253) e malga Cerbiolo (1299) all'omonimo passo, entrando poi in territorio trentino col sentiero «661» sopra malga Fassole (1312), traversando uno stupendo ripido bosco di grandi faggi e abete rosso, per arrivare sopra malga Aquenegre (1382) e sotto la strada Graziani, allo storico passo Campione sotto il Cavallo di Novezza (1433).Nonostante le segnalazioni ripetute alla Comunità montana del baldo, al Soccorso alpino di Verona, ai Gruppi alpinistici veronesi incaricati dalla Regione per la sentieristica, nessuno ha provveduto a rimarcare sui fusti degli alberi nei punti nodali e topici del tracciato antico, le bande rosso-bianco-rosso del catasto ufficiale Cai, a tabellarne i due lati, a risegnalare i tornanti, specie dove il pendio roccioso è ripido; proprio lì alcuni ancoraggi per i cordini in caso di ghiaccio e neve alta stanno a dimostrarlo.
Il sentiero non è veronese: è nel Trentino, e quindi compete alla Sat di Avio la sua segnatura. Ma è anche vero che lo usano soprattutto i veronesi. Si tratta infatti di un anello bellissimo sotto il monte delle Erbe con cima Paloni (1582) e cima delle Redutte (1610), che passa dai prati popolati d'estate da placide mucche e cavalli, al bosco, alla foresta, agli spalti del monte delle Erbe dove, con il tappeto di foglie e la neve che tutto unifica, pendenze e tracce comprese, bisogna aver gran occhio per orientarsi grazie pure ai rarissimi, labili vecchi richiami del sentiero che fu.Sulla carta non è di competenza veneta ma è verissimo che su dieci persone che lo praticano, almeno otto non sono di certo trentine; e quindi un po' di buon senso antico (e montanaro) avrebbe portato se non alla risegnatura (si sarebbe trattato, ovviamente, di un'indebita «invasione di campo») almeno a una segnalazione scritta alla Sat, che della perfetta funzionalità dei suoi tracciasti montani da sempre mena un vanto, in verità meritato. Nel frattempo, grandi tronchi d'alberi capovolti sono comunque caduti sulla pista, obbligando ad aggiramenti, scavalcamenti o a proseguire carponi. Nessuno ha riaparto il varco quando la neve era ancora alta, ciaspole ai piedi, occorreva sdraiarsi per andare avanti. Si rischiava comunque di fare la fine del malcapitato mantovano che in un iverno recente si perse e riperse, prese a scendere, passò la notte al freddo, in qualche modo, dentro una casàra a Pian de la Cenere (1004) e scese ancora, giù fino ad Avio (ben 1206 metri di dislivello) di dove riuscì finalmente a telefonare a casa. Un'avventura di cui avrebbe volentieri fatto a meno.Lui come 15 volontari del soccorso alpino veronese che inutilmente lo cercarono. Fosse stato un alpinista vero avrebbe rispettato la prime regole del caso: partire per tempo per non ritrovarsi al buio, avere una buona carta (quella dei gruppi alpinistici veronesi è perfetta, in scala 25mila). E tornare indietro, alla svelta, quando si fosse reso conto di essersi davvero perso.

sabato 17 aprile 2010

Da www.larena.it: L'Adigemarathon comincia dalle vette e ospita Holzknecht a Pescantina

da www.larena.it
A Villa Bertoldi il 29 aprile Il forte alpinista della Valgardena racconterà le sue avventure
Non solo canoa. E' questo il principio ispiratore fin dalla sua nascita, sette anni fa, dell'Adigemarathon Terradeiforti di canoa, kayak e rafting che vede fronteggiarsi sul fiume, in ottobre, oltre 1.500 atleti di una dozzina di nazioni. Un principio che nel tempo si è concretizzato in concerti lirici e sacri, iniziative di solidarietà, proiezioni di film e documentari, mostre e convegni sull'ambiente e il turismo all'aria aperta, allestimenti di piscina e palestra di roccia per avvicinare i ragazzi alla canoa ma anche alla montagna.Ed è proprio dedicato alle vette il primo appuntamento dell'Adigemarathon 2010: giovedì 29 aprile villa Bertoldi di Settimo ospiterà alle 21 Adam Holzknecht, guida alpina dei Catores della Val Gardena (il famoso gruppo di scalatori e rocciatori fondato nel 1954, poi specializzatosi anche nel soccorso alpino). Innumerevoli le imprese di Holzknecht, che a villa Bertoldi proporrà un dvd di un'ora con immagini di arrampicata, sci alpinismo e alta montagna, che commenterà «in diretta» cercando anche di instaurare un dialogo con il pubblico.Quarantatre anni, sposato, due figli, abitante a Ortisei, la guida ha «firmato» le prime sue vie nuove a 16 anni nel gruppo del Sella e nel suo curriculum figurano importanti ascensioni: Parete rossa di Brogles alle Odle, Torre Innerkofler e Dente del Sassolungo. Holzknecht è salito, tra l'altro, sulle Torre centrale e quella nord del Paine nella Patagonia cilena, e ha superato impegnative vie sull'Half Dome e l'El Capitan negli Stati Uniti.La serata, a ingresso libero, è organizzata da Terradeiforti Sport in collaborazione con la Funivia Malcesine-Monte Baldo e Campo base. L.C.

Cai Mantova: film "L'ombra del tempo"

il 21/04/2010 Proiezione gratuita del film
"L'ombra del tempo" con la presenza del regista Andrea Gobetti
presso il Cinema del Carbone - P.zza Don Leoni 18 (stazione FS), ore 21 - INGRESSO LIBERO

L'ombra del tempo è quella di cui vanno in cerca da mezzo secolo gli esploratori delle grotte del Marguareis, montagna carsica delle Alpi Marittime, famosa per gli abissi e i fiumi sotterranei.
Si parlerà di grotte e speleologia al Cinema del Carbone di Mantova, mercoledì 21 Aprile alle ore 21. La serata, è organizzata dal Club Alpino di Mantova, dal Gruppo Speleologico Mantovano e dall’associazione Exploring Academy. Ospite d’onore sarà Andrea Gobetti che proporrà il suo recente film “L’ombra del tempo”. L'Ombra del Tempo è quella di cui vanno in cerca da mezzo secolo gli esploratori delle grotte del Marguareis, montagna carsica delle Alpi Marittime, al confine tra Liguria, Piemonte e Francia, famosa per gli abissi e i fiumi sotterranei che la percorrono in profondità. Il film racconta la storia di uomini diversi dai diversi destini, riuniti dal caso e dalla passione alle soglie di un mondo sotterraneo, profondo e intricato. L’ombra insieme alla sua amica acqua sono le narratrici del film; la grotta ne è la protagonista. E questo diventa l’occasione per capire cosa ci sia dietro la speleologia, attività che non è solo sportiva ma di cervello, di sentimenti e di amicizia. Andrea Gobetti, ha cominciato prestissimo a scrivere, ad arrampicare in montagna e a calarsi nel fondo degli abissi. Speleologo e alpinista è autore di molti testi speleologici, tra cui “Una frontiera da immaginare” che, uscito per le prima volta nel 1976, divenne il manifesto di una intera generazione di giovani. Ha realizzato come regista numerosi documentari naturalistici e film. Collabora a riviste di alpinismo e per anni è stato una delle colonne portanti della Rivista della Montagna.

La proiezione, a cui seguirà una chiacchierata sulla speleologia con Andrea Gobetti, si terrà a Mantova presso il Cinema del Carbone, piazza don Leoni 18 (davanti alla stazione ferroviaria di Mantova), mercoledì 21 Aprile alle ore 21. L’ingresso è gratuito e tutti sono invitati. Le belle immagini, con alcune chicche di repertorio faranno apprezzare il mondo sotterraneo anche a chi non ne è mai stato partecipe.

lunedì 12 aprile 2010

San Giovanni Lupatoto: ETICA e SPIRITUALITA’ della MONTAGNA

Segnaliamo serata organizzata dal "GRUPPO AMICI DELLA MONTAGNA di San Giovanni Lupatoto"

la conferenza dal titolo
ETICA e SPIRITUALITA’ della MONTAGNA

Mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 20,45

La montagna, maestra di vita, concede a chi la sappia ascoltare di praticare esperienze mistiche in grado di risvegliare emozioni ancestrali.
I relatori, che parleranno di PRATICA ALPI-MISTICA, sono:
- il prof. Gianfranco Caoduro - Presidente di World Biodiversity Association, docente di Scienze Naturali
- il prof. Giuseppe Galifi - docente di Filosofia e Storia.
Durante la serata saranno proiettate delle foto tratte dalla mostra "L'occhio del geografo sulla montagna" di Eugenio Turri, e lette alcune frasi tratte dai suoi libri: entreremo nell'ETICA DEL PAESAGGIO di Turri, fatta di rispetto della Natura, dei suoi equilibri e della sua bellezza.

presso il Centro Culturale
di San Giovanni Lupatoto – Piazza Umberto I° n. 10
ingresso libero
www.gruppoamicidellamontagna.org - info@gruppoamicidellamontagna.org