sabato 26 aprile 2008

si rinnova l'appuntamento in bicicletta!!

domenica 11 maggio - Valle del Sarca

Pista ciclabile
Torbole-Arco-Dro


Anche quest'anno non può mancare l'appuntamento in bicicletta, che ci vedrà impegnati nel risalire il fiume Sarca, partendo dalla foce, sulle rive del lago di Garda presso Torbole, passando da Arco e raggiungendo Dro, nel cuore della valle del Sarca. Un piacevole percorso alla portata di tutti, in un paesaggio spettacolare per le ripide pareti - mecca dell'arrampicata moderna - e per gli antichi borghi della valle. Percorso adatto ai bambini; possibilità di noleggiare le biciclette alla partenza della pista ciclabile.

E’ indispensabile l’iscrizione almeno entro due giorni prima per prenotare il noleggio delle biciclette!
Silvano Pasquali: tel 045987620 ; cel 348 5232109
email: adm91blog@gmail.com
Quota d’iscrizione per i non soci: 3 €
ATTENZIONE: l'attività escursionistica e alpinistica è soggetta a rischi e pericoli soggettivi ed oggettivi. L'associazione Amici della montagna declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali infortuni che dovessero verificarsi in danno dei partecipanti nel corso delle escursioni programmate. Si fa presente che l’Associazione Amici della Montagna ha natura prettamente amatoriale, senza scopi di lucro, ed i suoi organizzatori e capo gita non sono professionisti, ma semplici appassionati della montagna, le cui competenze ineriscono esclusivamente alla logistica ed all’illustrazione dei percorsi escursionistici. Si esclude, pertanto, l’assunzione da parte degli stessi di qualsivoglia responsabilità riguardanti la tutela dell’incolumità dei partecipanti. Si fa, infine, presente che la partecipazione alle gite da parte di minori è ammessa solamente laddove questi siano accompagnati da genitori o da accompagnatori adulti che se ne assumano ogni responsabilità.
Luogo e ora di partenza: Verona - casello di VR sud - ore 8:00 Percorso stradale: casello di VR Sud – Autostrada Brennero - uscita Rovereto SUD - Torbole
Attrezzatura indispensabile: bicicletta anche citybike; spolverino - Pranzo al sacco
Difficoltà: facile percorso su percorso riservato e con brevi tratti a circolazione a traffico limitato. Percorso adatto ai bambini, offre parecchi punti di sosta
lunghezza, dislivello e tempi di percorrenza: il percorso è lungo circa 30 km, in parte circolare; dislivello 100 m, 6 ore totali


Informazioni e link:

venerdì 25 aprile 2008

Il Parco naturale della Lessinia in un opuscolo

tratto da L'ARENA del 23 aprile 2008:
" Il Parco naturale regionale della LESSINIA si presenta ai visitatori con un opuscolo bilingue, in due diverse edizioni per l’italiano e l’inglese, in distribuzione gratuita. È la novità che la Comunità montana della LESSINIA e il Parco offrono ai turistici della prossima stagione estiva ed è interamente realizzata con i fondi ricevuti attraverso il Gruppo di azione locale nell’ambito del programma di iniziativa comunitaria Leader plus.«È un’ottima guida, un catalogo che racchiude le maggiori attrazioni naturalistiche, storiche, culturali e le principali offerte turistiche del parco», commenta il presidente del Parco, Stefano Marcolini, con l’opuscolo fra le mani, complimentandosi con il direttore Diego Lonardoni per la grafica, la scelta dei testi, la semplicità d’uso e la scelta del bilinguismo, che favorirà l’accesso al Parco anche dei turisti che soggiornano sul lago di Garda.Sono 52 pagine nelle quali trovano posto cinque diversi itinerari, ciascuno contrassegnato con un diverso colore: rosso per la Valpolicella; azzurro per la Valpantena e la LESSINIA occidentale; verde per la LESSINIA centrale; viola per la Val d’Illasi e marrone per la Val d’Alpone e la LESSINIA orientale.Gli stessi colori caratterizzano i percorsi tracciati su una mappa che viene distribuita separatamente e che mostra gli itinerari, i confini del Parco della LESSINIA e le località citate nella guida con semplici simboli per indicare i servizi di alberghi, campeggi e ristoranti, il patrimonio culturale dei musei, delle ville e delle malghe tipiche, le ricchezze naturali e ambientali.Sul retro della stessa mappa è in evidenza la LESSINIA invernale, con i tracciati delle piste di fondo, quelli degli impianti di risalita e l’indicazione del parco giochi sulla neve di Lessiland, realizzato ormai da qualche anno a Passo Fittanze.Ogni itinerario presentatao dall’’opuscolo riporta un’inquadratura dei principali paesi che vengono attraversati, le indicazioni delle più importanti emergenze naturalistiche e paesaggistiche, indicando anche tutte le varianti percorribili per raggiunge luoghi che non sono sulla direttrice principale del percorso. Affiancato ad ogni percorso anche un insieme di indirizzi utili, compresi numero di telefono e indirizzo di posta elettronica dei riferimenti citati.In fondo all’opuscolo si trova una sezione che è interamente dedicata ai prodotti e piatti tipici, assieme a un elenco delle aziende che hanno ottenuto il marchio del Parco della LESSINIA e a una rubrica di indirizzi e riferimenti utili.Quando verrà presa in considerazione la realizzazione di una seconda edizione dell’opuscolo, saranno certamente da rivedere alcuni refusi di troppo come anche una cartina, che annette al Parco della LESSINIA anche alcuni comuni che non ne fanno parte affatto.V.Z. "

domenica 20 aprile 2008

Una bellissima finestra di bel tempo in queste sfortunate settimane !!

Domenica 20 aprile si è svolta l'escursione Cima di Rocca Pia e Corno d'Aquilio
Una fantastica giornata ed un percorso molto vario ha permesso ai 16 partecipanti di raggiungere la cima del Corno d'Aquilio ed ammirare il vastissimo panorama

lunedì 14 aprile 2008

THE SAD SMOKY MOUNTAINS ... per il freeTIBET

finalmente anche il mondo della montagna si smuove per il TIBET, e lo fa solo grazie all'iniziativa di un singolo, Alberto Peruffo di Montecchio Maggiore, Vicenza - alpinista, scrittore, poeta, artista ecc. con una vivace inventiva, riportiamo in forma integrale parte del contenuto del sito e della sua iniziativa. http://www.sadsmokymountains.net/
" Cari amici,
la settimana scorsa, uscendo dallo studio del Prof.
Antonio Papisca, luminare di Diritto Internazionale presso il Centro Diritti Umani di Padova [Cattedra UNESCO Diritti Umani, Democrazia e Pace, Università di Padova], mi sono detto: «coraggio, bisogna agire, le idee in apparenza folli devono diventare realtà». Poco prima, durante l’esposizione della mia strategia per la Conferenza Nazionale Unesco a favore della mia città, Vicenza, il professore, edotto sulla mia passione per le montagne e per l’esplorazione, soffermandoci sull’insostenibile situazione in Tibet, mi disse: «Non dobbiamo lasciare da solo il Dalai Lama. Ha dimostrato grande coerenza morale in questi giorni». Non c’è dubbio, dissi io e quasi con prudenza che anticipa l’audacia, gli rivelai: «a dire il vero avrei escogitato un’altra opera civile sullo stile della precedente». Così a freddo – si tratta, come subito noterete, di una cosa calda, che accende – spinto dalla sua disponibilità, direi entusiasmo, nei confronti delle mie azioni, lanciai, come un dardo che non sa cosa va a centrare, il titolo del nuovo progetto: “The Sad Smoky Mountains”. Credo centrai il cuore.Eccomi quindi a voi, amici alpinisti e non solo. L’idea che vi sottoporrò è una cosa molto semplice e di facile ideazione, accessibile a tutti. Tuttavia l’idea sola non basta. Ha bisogno di una forma organica che possa darle integrità e continuità, e magari anche una liberatoria nei confronti di chi è scettico o contrario alle azioni civili. L’idea deve insomma diventare un’opera d’arte, come accadde nella mia “precedente” opera-azione accennata prima [vedi The Wandering Cemetery e portfolio immagini conseguenti], dove feci scendere, di notte, 400 croci bianche dagli altipiani veneti, un cimitero vagante simbolo delle decine di migliaia di caduti nelle guerre che venivano a visitare la città per vedere come agiscono i vivi. L’opera diede una bella scossa alla città di Vicenza e alle sue male vicissitudini, dando inizio a un percorso – tra cui la Biennale di Venezia - che porterà prossimamente alla Conferenza Nazionale Unesco per Vicenza.Questa è in sintesi la nuova idea: «accendere il cuore infranto delle montagne e degli uomini con il colore della vergogna-tristezza-indignazione e offrire alimento per chi resiste».Sotto faccio seguire lo sviluppo organico, la forma concettuale che trasforma l’idea in arte, in un’azione che possa durare e non disperdersi inutilmente. Tecnicamente quest’azione è meno difficile della precedente, anche se non posso ancora prevedere gli sviluppi, probabilmente superiori. Gli amici miei sono molti, moltissimi, specie tra gli alpinisti. Faccio appello a loro e alla serietà [velata sicuramente di “sana follia”] che mi riconoscono. Io – con un gruppo che già si sta formando – nei primi di maggio, mentre sarà violato l’Everest, salirò il Cervino. Le altre montagne – e chi combatte per la libertà e la dignità dei popoli che le abitano – saranno lì ad aspettare. Vediamo come va. Time will tell. Abbracci.
Alberto Peruffo [ Italy ] "
NOTA della BLOGredazioneADM: sbrigatevi le cime più vicine sono già occupate: Carega, Cima Marana, Monte Zevola.... ->

Parte la stagione primavera/estate ADM !!! Vi aspettiamo

Domenica 20 Aprile 2008 - Monti Lessini
Cima di Rocca Pia e
Corno d'Aquilio
Finalmente sul Corno d'Aquilio ! dopo tanti anni di Adm raggiungeremo la cima del Corno d'Aquilio. Nota a tutti gli escursionisti di Verona, la cima è posta a soli 1545 metri di quota ma offre un panorama vastissimo su tutti i Lessini, Monte Baldo e la Pianura Padana.
Seguiremo un percorso molto vario, un sentiero "balcone" affacciato sulla valle dell'Adige che attraverso il caratteristico "Scajon" ci permetterà di raggiungere l'altopiano (dove tra l'altro sprofonda l'abisso della Spluga della Preta) e la cima del Corno.
E’ indispensabile l’iscrizione !
Andrea Negri: tel 348 8727006
email: adm91blog@gmail.com
Quota d’iscrizione per i non soci: 3 €
ATTENZIONE: l'attività escursionistica e alpinistica è soggetta a rischi e pericoli soggettivi ed oggettivi. L'associazione Amici della montagna declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali infortuni che dovessero verificarsi in danno dei partecipanti nel corso delle escursioni programmate. Si fa presente che l’Associazione Amici della Montagna ha natura prettamente amatoriale, senza scopi di lucro, ed i suoi organizzatori e capo gita non sono professionisti, ma semplici appassionati della montagna, le cui competenze ineriscono esclusivamente alla logistica ed all’illustrazione dei percorsi escursionistici. Si esclude, pertanto, l’assunzione da parte degli stessi di qualsivoglia responsabilità riguardanti la tutela dell’incolumità dei partecipanti. Si fa, infine, presente che la partecipazione alle gite da parte di minori è ammessa solamente laddove questi siano accompagnati da genitori o da accompagnatori adulti che se ne assumano ogni responsabilità.
Luogo e ora di partenza: Verona - casello di VR sud - ore 8:00
Percorso stradale: casello di VR Sud – tangenziale direzione Valpolicella - Negrar – Fosse – Località Coste
Attrezzatura indispensabile:
Scarponi
Giacca a vento - berretto - guanti
Pranzo al sacco
Difficoltà: E - facile percorso escursionistico con un dislivello alla portata di molti
Dislivello e tempi di percorrenza:
circa 400 m, 4 ore totali

domenica 13 aprile 2008

Cambiamenti climatici: una delle grandi sfide del 21esimo secolo

Sottotitolo alternativo: "dobbiamo veramente scordarci le alpinistiche sui ghiacciai, i vaj del Carega, le ciapolade sulle Dolomiti....e andare al mare?" (Tanto sarà il mare che arriverà a noi..)
Pare proprio di si, se non si prendono seri provvedimenti, almeno secondo il prestigioso ospite dell'Università di Verona, il prof. Filippo Giorgi responsabile della Sezione di Fisica della Terra del Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP) di Trieste e Vice Direttore del Working Group - 1 del Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC) dell’ONU, Premio Nobel per la Pace 2007. Giorgi, unico membro italiano del IPCC, ha tenuto la cosidetta 'Lectio Magistralis', in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, sui cambiamenti climatici, illustrando le principali tesi sui prossimi mutamenti e i relativi modelli matematici a sostegno. E' emerso un quadro preoccupante di effetti naturali, come lo scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento del livello del mare, ben riassunti nelle 'diapositive' mostrate nel corso della presentazione... Vale davvero la pena spendere 10 minuti per scorrere le diapositive, magari accompagnate dalla spiegazione audio dello stesso Giorgi. La prima parte della presentazione mostra gli effetti attuali del riscaldamento e le loro cause; la seconda parte illustra gli scenari possibili in un futuro prossimo; l'ultima parte spiega come invertire la tendenza... Buona visione! Per approfondire, la pagina web del prof. Giorgi e il sito dell'IPCC

venerdì 11 aprile 2008

FILMFESTIVAL DI TRENTO 2008 dal 22 aprile al 4 maggio

Quest'anno è particolarmente ricco il sito web del noto Festival. Oltre ai classici programmi vede la presenza di una sorte di trailers dei film che saranno in programmazione.
Impossibile raccontare in poche righe il ricchissimo programma, segnaliamo:
MONTAGNALIBRI - rassegna internazionale dell'editoria di montagna
MONTAGNA-ESPLORAZIONE-AVVENTURA: proiezioni e relativo concorso-premiazione di film
SERATE ALPINISTICHE:
27/04/2008 Alpinismo Solitario
Conduce Pietro Dal Prà. Ospiti: Silvia Vidal, l'austriaco Hansjörg Auer, Rossano Libera
01/05/2008 Alpinismo Russo
Conduce Simone Moro, ospiti Pavel Sahabalin, Alex Klenov e Mikhail Devy, Alex Klenov, Denis Savelyev e Serguey Nilov, Alexander Odintsov, Boris Korshunov
02/05/2008 Pierre Mazeaud. La montagna è una parte di me
Serata alpinistica con Pierre Mazeaud, conduce Pietro Crivellaro

mercoledì 2 aprile 2008

L’orso ha sbranato sei capre, E ora cercherà una compagna

Da L'Arena di mercoledì 2 aprile
" L’OSPITE DEL BALDO. La polizia provinciale prosegue i controlli. Ultimi rilievi dopo una recente predazione. L’orso non dorme. Anzi, ha fame. L’ultimo pranzo, poco dopo Pasqua, se l’è procurato a spese di un pastore, sul versante occidentale del BALDO. Capre, tre certamente divorate, di cui si sono trovati i resti. Ma il totale del «colpo» del plantigrado porterebbe il bottino a sei. «Il tutto in una zona recintata», spiega Anselmo Furlani, responsabile di zona della polizia provinciale, «piuttosto limitata».Insomma, il plantigrado ha scelto la propria dimora tra le cime e il lago. Si muove costantemente e gli agenti che lo tengono d’occhio costantemente, anche contro la minaccia dei bracconieri, conoscono e vigilano ormai «di routine» i suoi percorsi. Ora potrebbe fare un viaggio a Nord: è un maschio e non è escluso che cerchi di accasarsi, presumibilmente in Trentino. Ma la fedeltà non è il suo forte: a luna di miele conclusa, di solito, la femmina resta ad accudire i piccoli mentre il capofamiglia riparte in cerca di avventure.«Tornerà», sorride Anselmo Furlani, «perchè ormai ha colonizzato questo territorio, lo sente come la sua casa. Potrebbero passare anche mesi ma di certo non rinuncerà a un habitat che ha trovato decisamente di suo gusto».Nessun rischio per i frequentatori del BALDO. L’hanno visto in molti, sempre piuttosto da lontano (salvo il caso di un avvistamento dal balcone di una casa di Prada, nella notte), e lo stesso animale sembra avere poco desiderio di approfondire la conoscenza con gli umani. «Problemi non ce ne sono, a patto di non pretendere di vederlo troppo da vicino», conferma l’agente della polizia provinciale. «Gli unici attacchi nei confronti di esseri umani, in Romania, sono avvenuti nel tentativo di fotografarlo, di notte, con i flash, decisamente troppo da vicino. È un animale selvatico, e non va mai messo alle strette. Comportandosi in questo modo, il rischio è nullo».In ogni caso l’orso del BALDO è divenuto uno dei motivi «attrattori» per il comprensorio. Apparso nell’estate scorsa, accolto come un «fantasma» si è palesato come presenza realesolo dopo i rilievi della polizia provinciale, che ha istituito allo scopo anche una speciale «unità di monitoraggio». Rilievi (escrementi, ciuffi di peli) che sono servito anche per confermare la sua ultima impresa. «È entrato nel recinto delle capre da due punti precisi, e da altrettanti se ne andato», racconta Anselmo Furlani. Un selvatico, l’orso del BALDO, che ha comunque molti occhi addosso. Quelli dei poliziotti provinciali che lo sorvegliano; e forse anche quelli dei bracconieri, che lo verrebbero morto. Ma che hanno davanti le «nuove tecnologie» di sorveglianza: lo dice Davide Zeli, il comandante. Quali? «Top secret». B.B. "

Nuovo racconto di Marco Demo:

“fango!”
Eccoci di nuovo, stessa macchina, stessa meta, stesso finestrino. Un mese più tardi, un’ora legale dopo, un amore in meno ed io che non sono più lo stesso.
Imbocchiamo la valle di Recoaro, lasciandoci alle spalle una pianura Padana che nel tepore primaverile fa fatica a svegliarsi da un inverno inutile.
Scorre veloce un paesaggio di alberi da frutto che vorrebbero fiorire nonostante l’ennesimo nuovo capannone che toglie loro la brezza fredda che scende dalle montagne e che li farebbe godere del tepore del sole di primavera.
Più ci inoltriamo nella valle e più gli alberi appaiono grigi e rinsecchiti.
L’unica nota di colore è la fiancata di un furgone parcheggiato a bordo strada e che riporta la figura di un coccodrillo sorridente con la scritta “coccodrillo cornici”. Scopriremo solo qualche ora più tardi di quale arcano presagio si trattasse.
Questa volta ci dirigiamo al rifugio Campogrosso ancora circondato dalla neve. Il parcheggio è un lago ghiacciato su cui è difficile rimanere in equilibrio per infilarsi gli scarponi pesanti. Fa freddo e il sole non scalda, ma non appena ci incamminiamo verso il vajo dei colori, il movimento subito ci riscalda.
All’imbocco del canale la neve è invernale e molto profonda, ma con nostra grande gioia abbondantemente tracciata da una allegra comitiva che ci precede.
In breve siano al cosiddetto trivio: a sinistra si prende per l’attacco diretto al “vajo Supermosca”, a destra si esce dal vajo dei colori; noi ci dirigiamo al centro per uno stretto canale dove la neve è profondissima e un po’ pericolosa perché sotto alle suole degli scarponi che affondano si sentono delle croste di neve ghiacciata. Saliamo a fatica fino ad un piccolo anfiteatro roccioso da cui si dirama a sinistra un altro canalino più ripido.
Andrea fa sosta ed io mi avvio verso il risalto roccioso che se superato ci porterà nel “vajo Intramosca”.
Il tiro di corda è infido: roccia marcia impiastrata di neve ghiacciata. Non è possibile togliere i ramponi e dopo aver piantato un buon chiodo da roccia, decido che è meglio darsi da fare con le piccozze piuttosto che sollevarmi su qualche appiglio di roccia che potrebbe rompersi sotto al mio peso. Se non altro con le piccozze è come avere un braccio più lungo con un unico sottile dito che può infilarsi nelle fessure dove una mano, che veste un guanto spesso, non potrebbe entrare.
Come è più semplice risolvere i propri equilibri precari sulla neve ghiacciata di una crestina nevosa che nella sua perfezione e semplicità, non chiede altro che essere lasciata dov’è; che non aspetta altro che di sciogliersi al sole per poi formarsi nuovamente alla prossima tormenta invernale.
Raggiunto l’imbocco del vajo recupero prima Nicola e quindi Andrea. Risaliamo il canale di conserva fino nei pressi dell’uscita che però è sbarrata da una cornice di dimensioni notevoli.
Mentre Andrea cerca di organizzare una sosta su un solo chiodo da roccia io incito Nicola a forzare l’uscita. A Nicola, che per avanzare è costretto a scavare una trincea nella neve, non resta altro se non cercare di demolire un tratto di cornice che ora ci appare chiaramente strapiombante.
Lezione n°1 dei manuali di alpinismo: una sosta deve essere realizzata almeno su due punti di ancoraggio.
Lezione n°2: assicurarsi sempre alla sosta.
Lezione n°3: le cornici sono pericolose perché posso crollare a fette quando meno te lo aspetti.
E fu così che la cornice, sotto i colpi di piccozza di Nicola, decise di franarci addosso, strappando Andrea dalla sosta e spingendo me a faccia in giù nella neve una decina di metri più in basso.
La storia si conclude con delle grandi risate.
Ma la spensieratezza di questa breve avventura dura poco; la semplicità delle montagne, con i loro pendii innevati, in breve lascia libero il campo a tristi pensieri. Ritornando verso il parcheggio la neve si squaglia sotto i piedi, diventa marcia, bagna i piedi dentro gli scarponi, cambia colore, si mescola con la terra e diventa un fango che non riesco a togliermi di dosso.
Un giorno ho sentito cantare “ho licenziato Dio, gettato via un amore per costruirmi il vuoto nell’anima e nel cuore…come potrò dire a mia madre che ho paura?”.
FANGO! "

post con foto e slideshow

venerdì 28 marzo 2008

Bovolone: L'ambiente in gioco.... città in festa !

Riceviamo dall'Associazione GEA di Bovolone:
in collaborazione con altre associazioni ed enti bovolonesi propone una "quattro giorni" di attività per grandi e piccino dove il tema ricorrente sarà l'ambiente...
Giovedì 3 e Venerdi 4 aprile (mattina dalle 8.30 alle 12.30)
Laboratori didattici a cura dell’associazione Gea Onlus, per alunni delle scuole elementari e medie

Eureka a Colori sarà a disposizione, su prenotazione, per visita e laboratori presso il villaggio preistorico – Valle del Menago
Giovedi 3 aprile ore 21 – Film presso il Cinema “Astra”
Film: “Una Scomoda Verità”
- Un'opera che va vista perché riguarda tutti. Al Gore espone una serie di dati scientifici inattaccabili, tabulati, previsioni sul nostro prossimo futuro e risposte alla domanda su come affrontare il riscaldamento globale del pianeta.
Presso il Cinema Parrocchiale
Sabato 5 aprile ore 15.00 - “L’Albero per ogni nato”
Le famiglie dei bambini nati nel 2007 pianteranno in Valle l’ albero del proprio bimbo.
Ass. Valle del Menago, Coop. Il Giardino, Scout AGESCI
Domenica 6 aprile mattina: giro in bicicletta:
Partenza ore 10.00 dal Piazzale Mulino. Passando da via Crosare e via San Giovanni si arriva alla Pieve. Visita del Battistero e ritorno da via Saccavezza, passando dalla Valle e fermandoci dove avviene la piantumazione degli alberi dei bambini nati nel 2007 ad opera dell’Ass. Valle del Menago, Coop. “Il Giardino” . Organizza la ProLoco Bovolone.
Domenica 6 aprile (dalle 15.00 alle 17.30) - Si gioca!!!!
Costruiamo gli aquiloni e altri giochi. Ass.ne Gea Onlus
Il “LUDOBUS” Un bus di giochi con i quali giocare a cura dell’associazione culturale RidoRidò
Giretto sul cavallo Vento. L’associazione “Campa a cavallo” inoltre presenterà i corsi di equitazione
Visita del villaggio preistorico della Valle del Menago a cura dell’ass. Valle del Menago e/o Eureka a colori
Possibilità di provare a tirare con l’arco nella zona degli arceri. Ass. Arceri

L'occhio del geografo sulla montagna: scatti e pensieri di Eugenio Turri

Estratto dal Portale del Comune di Verona
" Sabato 29 marzo, alle ore 13.00, presso la Sala Nervi della Biblioteca Civica di Verona si terrà l'inaugurazione della mostra dedicata ad Eugenio Turri "L'occhio del geografo sulla montagna: scatti e pensieri di Eugenio Turri", ideata e realizzata da Lucia Turri, curatrice dell'eredità Turri, e prodotta dal Film Festival della Lessinia, in occasione della XIII edizione.
foto TURRI
La mostra durerà fino a sabato 3 maggio 2008 e sarà visitabile durante gli orari di apertura della Biblioteca. L’inaugurazione si terrà a conclusione di una giornata di studi a lui dedicata dal titolo "Nel segno del paesaggio : in ricordo del m.e. Eugenio Turri", organizzata dall’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere.
La mostra ospita 24 immagini, accompagnate da testi, realizzate dal noto geografo veronese durante alcuni dei suoi più bei viaggi in diverse regioni montuose del mondo. Attraverso questo percorso i visitatori possono avvicinarsi e comprendere la concezione che Turri ha sviluppato della fotografia, che la curatrice della mostra riassume con queste parole: “egli non valutava mai una foto con pure finalità estetiche, ma considerava un’immagine tanto più “bella” quanto più ricca di segni ed elementi utili a interpretare un paesaggio e la società che lo ha prodotto”.
Della mostra è stato realizzato anche un catalogo, realizzato da Cierre edizioni, in vendita nelle librerie di Verona. "
Informazioni e contatti: Biblioteca Civica tel 045 8079700 bibliotecacivica.eventi@comune.verona.it
Dove: Biblioteca Civica - Vicolo San Sebastiano 3 Verona
Mostra fotografica dal 29 marzo al 3 maggio 2008 in Sala Nervi
Ingresso libero

mercoledì 26 marzo 2008

EVEREST..tutti giù dalla montagna

Le tragiche notizie di queste settimane sul Tibet si incrociano anche con il mondo dell'alta montagna. Addirittura in un primo momento sembravano sospese le spedizioni nella zona dell'Everest, dal versante tibetano e nepalese.
Motivazione Ufficiale: La China Tibet Mountaineering Association tramite un fax aveva comunicato preoccupazione per l'affollamento delle vie alpinistiche e relative aree e strutture ricettive di fondo valle. Successivamente è stato ristretto il periodo di non accesso dal 1 al 10 maggio. Tutte le spedizioni presenti sull'Everest, versante tibetano e nepalese dovranno scendere dalla montagna e riprendere le attività dopo il 10 di maggio.
Motivazione non ufficiale: Il periodo coincide con il passaggio in alta quota della fiaccola olimpica. C'è un forte timore da parte delle autorità cinesi che la montagna diventi uno scenario di primo piano per il movimento "Free Tibet", e per le organizzazioni che combattono per la liberazione del Tibet e relativi diritti umani.
Si possono trovare interessanti articoli sul sito http://www.planetmountain.com/:

martedì 25 marzo 2008

Da "L'Arena": Parco delle colline lungo il sentiero E5

Da "L'Arena" del 24 marzo 2008:
" L’idea è semplice: conservare anche per le future generazioni una caratteristica del Veronese, la presenza di aree naturalistiche a ridosso della città. Questa realtà, già ridimensionata dal disordinato sviluppo edilizio, deve trovare tutela di legge, se vogliamo salvare il salvabile. Per esempio, la fascia collinare tra Verona e Lessinia. Il momento è questo, perché i Comuni interessati — subito Negrar, tra poco Grezzana — stanno per varare i nuovi piani di assetto territoriale (Pat), le linee-guida dell’urbanistica. Verona ha già approvato il suo Pat e per le colline ha cancellato il parco che era stato previsto dalla precedente giunta. Un ricorso delle associazioni ambientaliste al Tribunale amministrativo regionale è stato respinto, ma la giunta Tosi, pur avendo cancellato il parco («vincoli troppo rigidi»), ha promesso comunque di tutelare il verde e di riallacciare il dialogo con chi vuole difenderlo. Così, alla prima riunione del comitato pro colline istituito dal Comune, i rappresentanti dell’associazione Lessinia Europa hanno rilanciato una proposta che coinvolge anche Negrar e Grezzana. Spiegano Emanuele Napolitano e Tomaso Bianchini: «Il parco delle colline è stato cancellato dal Pat di Verona, ma sulle Torricelle, fino a Montecchio, al confine con Negrar, resta un vincolo di non edificabilità per un’area di circa 3700 ettari, mantenuto dall’attuale amministrazione comunale di Verona. La proposta è di collegare a questa zona 850 ettari del territorio comunale di Negrar per creare una grande area naturalistica che si proietta direttamente nel cuore verde della Lessinia, nelle zone attraversate dal sentiero Europeo E5». Il parco, o come lo si voglia chiamare, dovrebbe prevedere la non edificabilità già sancita sulle colline veronesi: una cautela contro gli abusi legalizzati — che la giunta Tosi di Verona ha detto di non voler più tollerare, promettendo anche demolizioni — come quelli fioriti grazie alla legge regionale sugli «annessi rustici»: villette spacciate per case rurali, garage che per la legge sarebbero fienili e via devastando. «Una percentuale del territorio agricolo di Negrar attorno al 20%, sarebbe così tutelata e preservata nel suo aspetto naturale», concludono Bianchini e Napolitano. «Da 18 mesi lo proponiamo al Comune di Negrar». Il Comune di Verona ha annunciato di voler invitare quelli di Negrar e di Grezzana al prossimo incontro dedicato al futuro delle colline; il sindaco di Negrar, Alberto Mion, accetta sin d’ora l’invito: «La tutela di quest’area verde, una delle poche rimaste, ci interessa sicuramente». Ma la proposta di Lessinia Europa (vincolo di inedificabilità sul 20 per cento del territorio comunale di Negrar) sarà difficile da mandar giù. Anche se Mion garantisce che eventuali concessioni edilizie in collina saranno «solo per vere aziende agricole, e non indiscriminate». Niente villette spacciate per stalle, insomma, «solo effettivi edifici di aziende agricole, adiacenti a case rurali». Il sindaco Mion vorrebbe tanto voltar pagina: basta negrarizzazione del territorio. Ma come si fa a negare all’elettore di «costruire la casa del figlio»? Piergiorgio Tombolan, l’urbanista incaricato di stendere il Pat: «Vietare l’edificazione non è il modo di tutelare il territorio. Se c’è qualche famiglia che presidia la campagna va tutelata almeno quanto gli animali e le piante». Questo finora il tenore del dibattito a Negrar. Ma se la salvezza del paesaggio sta a cuore a tutti — dicono così — questo parco delle colline non affossiamolo prima ancora che sia nato .
Da Avesa a Costanza camminando nel verde.
Il sentiero Europeo E5, reclamizzato come itinerario a piedi «dal lago di Costanza all’Adriatico», in realtà arriva (o parte) ad Avesa, alla fontana del leone, dove un tabellone ne illustra il tracciato lungo 600 chilometri. I segnali che indicano il cammino sono strisce orizzontali rosso-bianco-rosse con la sigla E5 in nero. Chi le segue risale la Val Borago e, avendo gambe e tempo (30 giorni almeno), valica le Alpi e arriva al lago di Costanza attraverso Austria, Germania e Svizzera. Sulle tracce dell’ideatore, Hans Schmidt di Sonthofen, sono migliaia gli escursionisti che hanno percorso per intero il sentiero, dall’inaugurazione avvenuta il 2 luglio 1972. Il tracciato attraversa anche zone rocciose in alta quota, ma non è necessario essere scalatori. Lungo il cammino si può pernottare in rifugi alpini. IL TRATTO VERONESE da Avesa risale la Val Borago (scale artificiali all’uscita dal canyon) fino a Montecchio, poi prosegue sul crinale fino a Schioppo, scende al Ponte di Veja e al Ponte Basasenoci, risale per le contrade Rocca, Portello e Masselli fino a Erbezzo e si inoltra nel Vajo dell’Anguilla per sbucare a Maregge. Da questa contrada sopra Boscochiesanuova il sentiero si snoda nell’Alta Lessinia fino a Malga Parparo di sopra, scende a Giazza lungo la strada delle Gosse e risale il vallone di Campobrun fino al rifugio Scalorbi. Giuseppe Anti
Da "L'Arena" di domenica 23 marzo 2008 "

lunedì 24 marzo 2008

Da "L'Arena": Una base logistica per esplorare «l’Abisso»

L'Arena del 23 marzo 2008:
" L’innovativo ostello sorgerà a Fosse all’interno del vecchio forno Benedetti e ospiterà gli speleologi di tutto il mondo.
Nasce a Fosse, sulle pendici del Corno d’Aquilio, il primo Ostello speleologico veronese e sarà intitolato a Mario Cargnel, fondatore del gruppo escursionistico scaligero Falchi e del Gruppo grotte Falchi Verona, figura di esploratore legato alla storia della Spluga della Preta e alla speleologia veronese e veneta.L’iniziativa è partita dal Gruppo Falchi, presieduto da Sandro Dalle Pezze, e sarà illustrata stasera alle 21 nelle scuole elementari di Negrar, all’interno delle manifestazioni del Palio del Recioto, dove sono allestite anche una mostra dell’archivio storico della Preta e dei Falchi e la mostra «L’acqua che berremo», dedicata al carsismo e alla sua risorsa principe, l’acqua destinata a finire nelle nostre case e minacciata dall’inquinamento. «L’Ostello di Fosse sarà un centro di prima accoglienza e archivio storico della Spluga della Preta», spiega Dalle Pezze, «dedicato principalmente agli speleologi e ricavato dalla ristrutturazione del vecchio forno della famiglia Benedetti che risale al ’500, accanto a un antico “volto barbaro”, come sono chiamati i bassi archi d’ingresso nelle corti e nelle contrade, già segnalato su antichissime mappe». Gli speleologi del Gruppo Falchi hanno preso l’impegno di ristrutturare l’edificio nel rispetto dell’antica architettura: due dei quattro locali del piano terra, con volto a botte, saranno adibiti a cucina e sala da pranzo, con servizi annessi, conservando la struttura del vecchio forno che sarà riattivato. Un’altra stanza, con 15 posti a sedere, sarà riservata alla didattica, predisposta con impianto di videoproiezione a schermo retroilluminato. Al bisogno potrà servire anche per ampliare la sala da pranzo o essere adibita a magazzino provvisorio di prima accoglienza. Nei piani superiori c’è l’intenzione di sistemare gli archivi e lo spazio per le consultazioni, una sala conferenze con 25 posti, vetrine con materiale storico dei «Falchi», un archivio multimediale, una segreteria e un ulteriore servizio igienico. I locali sono previsti polifunzionali per essere trasformati velocemente in spazi per il riposo degli speleologi o in spazi espositivi aperti al pubblico o destinati alla didattica. «L’idea dell’Ostello è nata proprio dal fatto che la Spluga della Preta, una delle cavità in cui è stata scritta la storia mondiale della ricerca e dell’esplorazione in grotta, è a due passi dal centro storico di Fosse», ribadisce il presidente dei Falchi, «e c’era la necessita di una struttura per l’accoglienza dei tanti speleologi che a oltre 80 anni dalla prima esplorazione continuano ad essere attratti dai misteri di quella cavità. Inoltre la disposizione dello spazio ci permette di attrezzarlo anche per la didattica e per l’informazione e di conservare e di mettere a disposizione dei ricercatori, in un luogo storico e intriso di avventura, la ricca documentazione e il molto materiale d’archivio che in questi anni si è accumulato». L’immobile acquistato dal gruppo Grotte Falchi sarà ristrutturato per la maggior parte dei lavori con il concorso di volontari e di donazioni per contenere le spese. «Tutto quest’anno sarà dedicato alla progettazione, alla raccolta fondi e alla stesura dei contratti», annuncia Sandro Dalle Pezze, «e l’anno prossimo saranno fatte le opere murarie, con la speranza di concluderle entro l’estate». (Vittorio Zambaldo) "